Morte Ronconi, Funerali a Perugia / Ferrara “Maestro di tutti” / Sindaco “Spoleto grata”, cordoglio Marini, Bracco TLS e TSU - Tuttoggi.info

Morte Ronconi, Funerali a Perugia / Ferrara “Maestro di tutti” / Sindaco “Spoleto grata”, cordoglio Marini, Bracco TLS e TSU

Carlo Ceraso

Morte Ronconi, Funerali a Perugia / Ferrara “Maestro di tutti” / Sindaco “Spoleto grata”, cordoglio Marini, Bracco TLS e TSU

Momento nero della cultura / Adriana Asti: “perdo un grande amico” / Cardarelli “ha contribuito allo sviluppo culturale di Spoleto”  
Dom, 22/02/2015 - 13:03

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Anche Spoleto e il Festival dei 2 Mondi piangono la morte di Luca Ronconi, avvenuta ieri sera al Policlinico di Milano dove era ricoverato per le sue condizioni di salute. Con la presidenza della kermesse a Giorgio Ferrara, il regista originario di Susa era diventato una colonna portante del Festival dove aveva presentato 6 opere negli ultimi 7 anni. La sua prima apparizione a Spoleto risale al 1968 con un Orlando Furioso destinato ad entrare negli annali del Teatro italiano al quale collaborò un giovane Ferrara in qualità di aiuto regista. La dipartita di Ronconi ha colto impreparati i più che non sapevano dei suoi problemi di salute – si sottoponeva regolarmente a dialisi – che da 4-5 anni lo avevano minato nel fisico che in questi ultimi giorni aveva provato a contrastare una brutta polmonite. Ma lo spirito e la forza d’animo erano rimasti quelli di sempre. La notizia ha raggiunto Giorgio Ferrara e sua moglie, l’attrice Adriana Asti, a Londra dove il presidente del Festival si trova per visionare alcune proposte teatrali da portare alla prossima edizione 2015. “Eravamo informati delle sue condizioni – dice Ferrara al telefono con TuttOggi – ma non pensavamo ad una così repentina dipartita. Purtroppo da qualche anno doveva affrontare la dialisi. Siamo profondamente addolorati. Personalmente perdo un amico vero e un grande maestro. Lo avevo conosciuto nel 1968 a Spoleto ma le nostre strade si sono spesso incrociate, fino a quando non sono arrivato a Spoleto e l’ho chiamato per dare il suo contributo. Il modo migliore per continuare la sua memoria è quello di replicare in Italia e all’estero l’ultima opera da lui diretta, Danza Macabra. E’ stato un grande maestro di tutto il Teatro e del Festival”. Commossa anche Adria Asti: “la mia amicizia con Luca risale agli anni ’50 quando recitavamo insieme. Poi fui diretta nello straordinario Santa Giovanna di Shaw. E’ stato un rapporto professionale e di amicizia unico, ci mancherà moltissimo e mancherà a tutta la Cultura italiana”.

Spoleto piange la morte di Luca Ronconi – dice in mattinata al telefono di TuttOggi il sindaco Fabrizio Cardarelli – tra i più grandi registi del teatro mondiale e punto di riferimento del Festival. La città è grata per ciò che ha fatto, contribuendo in maniera determinante al suo sviluppo. Attendo di essere informato sulla data delle esequie perché è doveroso che una rappresentanza della città porga l’ultimo saluto ad uno dei grandi protagonisti del ‘900 e di questi primi anni del nuovo millennio”.

Funerali a Perugia – solo nel primo pomeriggio arriva dall’entourage dell’artista la conferma che i funerali si terranno in forma privata marted’ 24 febbraio nella chiesa di Civitella Benazzone in provincia di Perugia, luogo in cui sono sepolti alcuni cari di Ronconi. Intanto si apprende che il Piccolo di Milano ha deciso di intitolare a “Luca Ronconi” la scuola di teatro.

Messaggi di cordoglio – “Luca Ronconi amava profondamente l’Umbria. Qui ha lavorato per decenni e prodotto molte delle sue straordinarie opere teatrali. Oggi ci sentiamo in lutto e avvertiamo forte il vuoto che egli lascia, ma allo stesso tempo proviamo un sincero senso di gratitudine per l’amore che ha avuto per la nostra Umbria”. È quanto affermano la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e l’assessore regionale alla cultura, Fabrizio Bracco, si che si sono detti molto addolorati per la morte di Luca Ronconi, alla cui famiglia ed a tutti i suoi collaboratori esprimono il più sincero sentimento di cordoglio, a nome di tutta la Giunta regionale, “certi anche di interpretare il sentimento di dolore di tutta la comunità regionale”. “Luca Ronconi era da moltissimo tempo legato all’Umbria. Un legame che lo ha portato ad essere  uno dei maggiori protagonisti della nascita del nostro Teatro Stabile, e prima ancora a collaborare con l’Audac, che hanno prodotto diverse opere con la sua regia. In questo tempo  – proseguono Marini e Bracco – abbiamo avuto la fortuna ed il privilegio di incontrarlo e conoscerlo. Ciò ci ha dato l’opportunità di apprezzarne ancora di più il tratto umano dell’artista. Abbiamo potuto valutare la grande forza innovativa del suo modo di fare teatro e quindi cultura. E possiamo dire che egli è stato senza dubbio tra i più grandi innovatori del teatro, avendo avuto il coraggio di reinventare il teatro ed il suo stesso linguaggio, immergendolo nella contemporaneità. Questo lo ha reso tra gli uomini di teatro più importanti in Europa tra la fine del secolo scorso ed il nuovo millennio. Frequentandolo abbiamo anche da vicino potuto da sentire quanto con la sua opera Ronconi era capace di trasmetterci la bellezza della cultura che egli intendeva non fine a se stessa, ma anche quale mezzo per aiutare a dare al nostro Paese – concludono Marini e Bracco – l’opportunità per sperare in un futuro migliore”. Marini e Bracco hanno annunciato che nei prossimi giorni, in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria, saranno svolte in Umbria iniziative per onorare e ricordare l’opera e la memoria di Luca Ronconi.

Anche il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto A. Belli ha voluto ricordare il regista “Pur impegnato in mille progetti e attività volle comunque  accettare di collaborare  con la nostra istituzione alcuni anni fa regalandoci e regalando alla città due spettacoli affascinanti che guardavano al futuuro ; due opere contemporanee,” Lighea” composta da Augusta Read Thomas e” Anacleto Morones” di Victor Rasgado: Si trattava delle opere vincitrici del Concorso Orpheus presieduto da Luciano Berio. Due spettacoli particolari , drammaturgicamente e musicalmente molto diversi tra loro.  Ronconi ovviamente li risolse in scena  in modo esemplare. Se in LIghea lo spettacolo pensato da Ronconi  si avvaleva di una macchina scenica complessa  fatta di cornici,  trasparenze e quinte mobili in tulle azionate da più motori e l’uso sapiente delle luci, in Anacleto Morones bastò “solo” un muro  di pietra  vera a delimitare lo spazio scenico.di fondo e due scale in ferro che dal palcoscenico raggiungevano i palchi di proscenio per permettere al protagonista di salire e discendere.Fu un successo senza precedenti.“Ogni attimo è una visione e ogni visione è bellissima” scriveva cosi il critico Dino Villatico parlando di Lighea mentre di “Anacleto Morones “ne sottolineava l’audacia di Ronconi : una scena quasi nuda ..ma un grande movimento di personaggi, splendido il Coro”. Era l’inizio di settembre del 1994, un anno memorabile:lo Sperimentale era fresco reduce del Premio Abbiati, il massimo riconoscimento per la musica in Italia .Il Concorso per nuove opere Orpheus aveva decretato i primi vincitori e se il geniale compositore Luciano Berio era il presidente della Giuria che aveva scelto le migliori composizioni chi poteva esserne il regista se non il più innovativo e visionario? .E Ronconi giunse a Spoleto sfidando le esigue finanze dello Sperimentale non di certo adeguate alle sue mirabili macchine sceniche.Ma Ronconi non si scompose:”Facciamo con quello che c’è” e offri’ la sua opera gratuitamente per quello che aveva compreso essere un progetto unico, fatto di nuova musica e giovani artisti. Questa capacità di guardare al futuro. l’immensa curiosità sempre e comunque sino all’ultimo giorno è e deve essere un grande insegnamento per tutti. Spoleto, le Istituzioni cittadine legate allo spettacolo e soprattutto vari giovani e meno giovani “teatranti”, artisti e tecnici spoletini devono molto a Luca Ronconi.Grazie a lui , lavorando con lui, una volta o più volte, hanno in molti compreso il mestiere del Teatro e  cos’è il teatro che come Ronconi sosteneva è “il lavoro più bello del mondo”.

Un lungo messaggio è stato inviato anche dal Teatro Stabile dell’Umbria a firma di Franco Ruggieri: ““Sono profondamente colpito nella mente e nel cuore, ho vissuto con Ronconi un lungo tratto della mia vita teatrale e questo rapporto ha segnato fortemente la mia esistenza fin da quando dal loggione del Morlacchi rimasi folgorato da I lunatici di Th. Middleton e poi dallo spettacolo che lo ha consacrato, L’Orlando Furioso. Ho visto tutti i suoi spettacoli teatrali, anche quelli più complessi, quelli che hanno scatenato polemiche e che hanno contribuito a un profondo rinnovamento della scena italiana, del linguaggio, della scrittura, della drammaturgia, trasformando alla radice il teatro contemporaneo e formando una nuova straordinaria generazione di attori. Ricordo i lunghi colloqui agli inizi degli anni ’80, quando come Direttore del Settore Prosa del Festival dei Due Mondi ho voluto che la programmazione fosse segnata da due suoi spettacoli Spettri e un Celine. In tutto quel periodo il mio primo obiettivo era di costituire un Teatro Stabile in Umbria, questo si poté realizzare, dopo averne parlato a lungo con Ronconi e grazie al grande contributo e all’entusiasmo di Annamaria Guarnieri, con la messinscena de La serva amorosa spettacolo che si avvaleva di un bel ensemble di attori e che debuttò con grande successo al teatro Comunale di Gubbio nel 1986, richiesto in moltissimi teatri fece una lunghissima tournée in tutto il mondo, compreso Broadway, e questo fu molto importante anche per Ronconi che in quel periodo veniva criticato per far spettacoli troppo complessi, intrasportabili e costosi, il Maestro dimostrò invece che poteva mettere in scena anche spettacoli bellissimi, ma di grande semplicità, facilmente trasportabili. La stessa cosa si ripeté nel 1989 con Le tre sorelle con un cast fantastico in cui l’attore meno importante era l’allora sconosciuto Luca Zingaretti. Nonostante Ronconi fu chiamato poi a dirigere lo Stabile di Torino la collaborazione proseguì in una torrida estate del 1990 con La Gabbia un bellissimo testo di Enzo Siciliano protagonista Annamaria Guarnieri, un progetto per molti versi folle, nel mese di agosto in una Perugia semideserta per più di un mese presentammo lo spettacolo sul palcoscenico del Morlacchi. Nel settembre del 1997 debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide un’altra produzione di successo Memorie di una cameriera. In seguito Ronconi fu molto preso dai suoi impegni, ma abbiamo sempre ospitato in Umbria le messinscene che potevano girare, ricordo con particolare affezione Strano Interludio, unospettacolo molto lungo per cui avevamo organizzato la cena al Morlacchi durante l’intervallo, fu un grande successo di pubblico in tutte le repliche. Una delle ultime volte che ho sentito Luca è stato quando ho fatto da tramite tra lui e Brunello Cucinelli per il progetto Nel bosco degli spiriti al teatro di Solomeo. Ricordo con ammirazione una personalità forte, determinata, che ha sempre saputo dove voler andare e quali potessero essere i suoi compagni di viaggio, con una sorprendente capacità di far fronte a molteplici impegni e una particolare affezione al lavoro di formazione degli attori che ha portato avanti fino alla fine con la Scuola di Santa Cristina. Sono rimasto profondamente colpito, ma non stupito conoscendolo profondamente, del fatto che anche se colpito da una grave malattia ha continuato imperterrito fino all’ultimo minuto a lavorare con l’ultimo bellissimo spettacolo Lehman Brothers, dimostrando la sua enorme passione per il teatro. A questi miei personali ricordi naturalmente si associano tutti i collaboratori che hanno vissuto insieme a me gli anni in cui abbiamo fatto nascere il Teatro Stabile, questa importante istituzione culturale della nostra regione, e che hanno contribuito a far sì che quella prima esperienza potesse vedere la luce nelle migliori condizioni possibili. Grazie Luca non ti scorderemo mai” conclude Ruggieri.

Il momento nero – in pochi mesi l’Italia perde un altro dei suoi figli migliori. Il mondo della letteratura aveva già pianto Giorgio Faletti (4 luglio 2014), quello del cinema Lilli Carati (21 ottobre), Virna Lisi (18 dicembre) e più recentemente Francesco Rosi (15 gennaio), la musica la morte di Mango (7 dicembre) e Pino Daniele (4 gennaio).

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