Regione, il centrodestra trova la quadra, ma c’è chi litiga nel Misto

Regione, il centrodestra trova la quadra, ma c’è chi litiga nel Misto

Nevi portavoce, Squarta al Monitoraggio. E Ricci e De Vincenzi si ritrovano ‘forzatamente’ dopo aver preso strade diverse

L’azzurro Raffaele Nevi è il nuovo portavoce del centrodestra all’Assemblea legislativa umbra; a Marto Squarta (FdI) la presidenza del Comitato di monitoraggio, carica che spetta alla minoranza. Il centrodestra umbro trova così, senza troppi patemi, la quadra delle nomine a Palazzo Cesaroni, aiutata dal fatto di avere, ora, una coalizione che ricalca quella che si presenta unita all’appuntamento politico nazionale del 4 marzo. Già, perché in questa partita i problemi, al centrodestra umbro, potevano al limite arrivare dalle stelle; una volta tornati sulla Terra, tutto è andato secondo le aspettative.

Tutt’altra atmosfera si respira in altri pianeti. Nel Gruppo Misto si ritrovano a coabitare Claudio Ricci e Sergio De Vincenzi, fino a due giorni fa insieme nel gruppo Ricci Presidente. L’ex candidato governatore e poi portavoce del centrodestra (carica lasciata l’8 gennaio scorso) non l’ha presa bene ed a poche ore dalla notizia dello strappo di De Vincenzi (appresa dalla stampa e non dal diretto interessato) aveva tuonato: “Appare inaccoglibile farsi eleggere in una lista e, poi, per ragioni di opportunità politica, decidere di cambiare quadro istituzionale, peraltro ‘disattivando’ il gruppo regionale Ricci Presidente”. Già, perché, statuto alla mano, con la sua fuoriuscita De Vincenzi si tira dietro nel Gruppo Misto anche lo stesso Ricci.

Il presidente dell’Associazione Umbria Next (denominazione portata nel Gruppo Misto) però ribatte: è stato Ricci a decidere, in modo non concordato, di segnare le distanze dalla coalizione di centrodestra, tradendo la coalizione stessa di cui era candidato a Palazzo Donini e portavoce, tradendo così “anche i candidati civici che hanno espresso in lui fiducia”. Perché per De Vincenzi, il progetto civico, in Umbria, guarda ancora al centrodestra.

Ricci, invece, va per la sua strada e, in nome della “fedeltà al movimento civico”, conferma che il 20 gennaio (ore 10,30, al Park Hotel di Ponte San Giovanni) avvierà la campagna elettorale per le regionali del 2020, quando si presenterà candidato alla presidenza contando sulle sole liste civiche, a partire da “Ricci Presidente” e “Italia Civica”.

Nel centrodestra umbro, per ora, se la ridono sotto i baffi. L’idea di essersi tolti dalla propria orbita un astronauta troppo incline ad esplorare sempre insolite e solitarie rotte sembra essere di sollievo più di quanto non possa deprimere il timore di una emorragia di voti alle imminenti politiche. Ma in vista del 2020, quando si voterà per il rinnovo della Regione, prima di tagliare i ponti definitivamente con Ricci e col suo movimento, sarà meglio fare bene di calcolo, per vedere qual è il suo effettivo peso specifico. Perché in tal caso, nel profilarsi un nuovo testa a testa per la corsa a Palazzo Donini, non è escluso che possa essere lanciato un messaggio in extremis: “Terra chiama Marte”.

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