Qualche giorno fa un esposto segnalava alla municipale ed ai vigili del fuoco la probabile presenza di alcune anomalie nel funzionamento del sistema di riscaldamento di una ditta tessile in Strada delle Fratte. Alla luce della segnalazione le forze hanno dell’ordine effettuato approfonditi controlli.
All’arrivo sul posto dei poliziotti, il titolare della ditta, un cittadino cinese di 38 anni, si stava allontanando a bordo della propria vettura. Alla richiesta degli operanti, aveva opposto di doversi recare urgentemente a fare una commissione e che avrebbe fatto rientro a breve in azienda; l’uomo, da quel momento risulta irreperibile.
Nell’opificio gli agenti hanno rintracciato la coniuge del titolare intenta a dare disposizioni al personale impiegato. Nel corso dell’ispezione dei locali, accanto alle aree destinate alle lavorazioni, i poliziotti hanno scoperto 6 camere ricavate all’interno di un soppalco con 14 giacigli occupati da sei cittadini cinesi 4 donne e due uomini. Nei locali al piano terra gli agenti trovavano, invece, un locale adibito a cucina in pessime condizioni igieniche e due bagni, dei quali uno privo di aerazione oltre ad un altro dormitorio, ricavato in un locale privo di aerazione e promiscuo ad uno spazio attiguo e comunicante adibito a magazzino.
Portati in questura per approfondimenti, è emerso che un cittadino cinese del ’76 era gravato dall’ordine del Questore di Macerata di lasciare il territorio nazionale ed è stato denunciato per non avervi ottemperato. A suo carico, inoltre, pendeva il provvedimento di espulsione del Prefetto di Perugia che gli è stato notificato. Dalle verifiche effettuate dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e dal personale dell’Ispettorato territoriale del lavoro emergeva che tra tutte le persone presenti nel laboratorio, solo un cittadino cinese del ’76 risultava regolarmente assunto.
Gli approfondimenti investigativi evidenziavano come le persone trovate nel dormitorio di fatto vivessero all’interno dei locali dell’azienda, ove peraltro due di loro, una donna del ’73 ed una del ’69, prestavano anche la propria opera svolgendo un orario medio di lavoro giornaliero di 10 ore. La 44enne risultava altresì richiedente asilo da meno di 60 giorni e per tale motivo non impiegabile in attività lavorativa dipendente.
Per i due titolari sono scattate le denunce per concorso in impiego di cittadini stranieri irraegolari nonché per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’uomo è stato inoltre indagato per resistenza a pubblico ufficiale per essersi sottratto al controllo allontanandosi dall’azienda senza farvi ritorno.