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sabato 11 febbraio 2012

dolce vita - Spoleto,

CONCORSI: LA SCUOLA DI MUSICA "A. ONOFRI" IN BALIA DI UN BANDO PRIVO DI CERTEZZE. NEL MIRINO IL COMUNE DI SPOLETO

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CONCORSI: LA SCUOLA DI MUSICA "A. ONOFRI" IN BALIA DI UN BANDO PRIVO DI CERTEZZE. NEL MIRINO IL COMUNE DI SPOLETO

Manca tariffa oraria e monte ore. 5 punti a chi propone ribasso della tariffa. La questione delle Commissioni giudicatrici

di Gioia Filocamo (*):

Ho iniziato la mia vita professionale come docente dell'allora Civico Istituto Musicale "A. Onofri" di Spoleto. Era il 1995, e vi insegnavo Storia, estetica della musica e Ascolto guidato. Guadagnavo circa 18.000 lire lorde all'ora, ma sentivo tutta la dignità del mio ruolo docente esercitato in una solida istituzione che, affondando le radici storiche nell'Ottocento, godeva di vita rigogliosa.

Oggi non lavoro più (per scelta) nella Scuola musicale di Spoleto. Ma ho amici e colleghi che, conosciuti 14 anni fa, continuano ancora ad insegnarvi. Per molti di loro si tratta di un secondo lavoro che serve ad arrotondare le entrate del primo, ma per altri si tratta dell'entrata economica più rilevante, quando non unica, della loro vita professionale. Parliamo di persone di età compresa fra quaranta e cinquant'anni, che insegnano in questa struttura da più di due decenni. Qual è la sorpresa che li attende quest'anno? Un avviso pubblico di reclutamento (pubblicato il 31 luglio scorso e aperto fino al 24 agosto prossimo) che definire inquietante è poco. Mi limiterò a qualche commento comprensibile anche ai non addetti ai lavori e che, spero, potrà far luce sul degrado incombente su una categoria di lavoratori che non gode di nessuna tutela.

Il bando non specifica che tariffa oraria verrà corrisposta a ogni insegnante: vi si parla di un importo lordo globale (8.370,00 euro) solo qualora la classe abbia il numero massimo di allievi previsto, da ridurre in modo proporzionale qualora non si abbiano i numeri richiesti dal bando (cioè nella maggioranza dei casi). Manca un qualsiasi cenno circa l'entità del lavoro: di quante settimane si parla? quando inizia e finisce l'anno scolastico? come si fa ad avere una vaga idea di cosa si arriverà a guadagnare effettivamente all'ora? Qualsiasi lavoratore a cottimo, anche se fa il muratore, riceve certezze ben più solide in merito, e non viene mandato allo sbaraglio.

Ancora: per la costituzione degli elenchi degli idonei all'insegnamento (che quest'anno non prevede una graduatoria!), pochissima considerazione viene attribuita ai titoli di studio dei docenti, che costituiscono appena il 10% del punteggio globale. Tra i titoli di studio elencati manca totalmente il dottorato di ricerca, cioè il titolo culturale più alto riconosciuto in Italia (dagli anni Ottanta del secolo scorso). Invece di docenti impegnati ad aggiornarsi o ricchi di titoli culturali, il comune di Spoleto preferisce quindi docenti che abbiano già insegnato la materia in questione (che possono maturare il 30% del punteggio complessivo). Altro 30% copre il 'curriculum artistico professionale', ma l'indignazione più grande monta proprio sul 30% ancora mancante, suddiviso così: 25% per la 'proposta di progetto didattico' e 5% per la 'proposta di riduzione del prezzo espressa in percentuale'.

I due ultimi punteggi, che insieme condizionano poco meno di un terzo della valutazione complessiva di ogni candidato, fanno intravedere uno scenario davvero sconfortante. Credo che chiunque possa comprendere l'assurdità dell'idea di redigere un progetto didattico se non si sa quanti allievi si avranno e che tipo di allievi saranno (di quale età? di che livello?). Ma si arriva all'immoralità più assoluta se poi si pensa al fatto che un professionista dovrebbe ricevere un punteggio se ABBASSA un compenso che già in partenza non è chiaro di quanto sia. Si tratta cioè di una gara d'appalto dove non sono in gioco i grandi numeri gestibili da un'impresa edile. Stiamo invece parlando di un compenso di partenza già espresso in maniera sibillina che il SINGOLO DOCENTE dovrebbe abbassare ancora di più attuando una concorrenza al ribasso coi suoi colleghi. Invece di essere selezionati in base al merito, dunque, si verrà selezionati grazie a logiche tristemente efficaci in altri settori: logiche che producono danni irrecuperabili, come i danni per gli edifici sgretolati come biscotti dalle scosse di terremoto perché costruiti seguendo logiche solo economiche. La concorrenza al ribasso genera risultati pericolosamente al ribasso.

D'altra parte, che il curriculum personale non abbia molto a che fare con il sistema di reclutamento prospettato dal comune di Spoleto, emerge chiaramente da almeno due fattori:

1) il curriculum artistico-professionale non viene valutato nella sua interezza, ma solo per un massimo di 50 titoli (perché dovrebbe essere il candidato stesso a sceglierli, quando non ha nessuna idea di che criterio userà la commissione giudicatrice per valutarli?);

2) la commissione giudicatrice è unica per tutti gli insegnamenti musicali: ciò significa che 2 esperti diplomati al Conservatorio (non si ha neanche la decenza di ricorrere a docenti di Conservatorio! e poi diplomati in che cosa?) valuteranno aspiranti docenti in Chitarra come in Violino, in Organo come in Storia della musica.

Chiunque abbia ricevuto un'istruzione musicale poco più che mediocre arriva a capire che il giudizio di una commissione del genere non potrà neanche nella più rosea delle ipotesi risultare equo, perché è proprio impossibile essere esperti di settori musicali tanto diversi, che richiedono ognuno anni di studio specifici. Al fatto che la cultura italiana non riceva alcun incoraggiamento governativo ci hanno abituato troppi governi miopi convinti che solo gli enti lirici abbiano bisogno di soldi. Questa carenza centralistica è stata storicamente supplita da iniziative localistiche, ma ormai evidentemente anche le piccole comunità hanno perso ogni senso dell'importanza del sostentamento delle iniziative artistiche. E la concezione di questo bando comunale di reclutamento dei docenti, nel suo piccolo, lo dimostra.

Se avessi un figlio che volesse studiare musica ci penserei due volte prima di iscriverlo a un struttura che deprime la professionalità a favore dello sfruttamento praticato sulle spalle di docenti di materie musicali: a confronto, l'insegnamento privato offre ben altre garanzie di professionalità, purtroppo. Dico tutto questo con l'amarezza di cittadina e professionista del settore musicale: credere nelle istituzioni è ormai diventato un vero e proprio lusso, quando dovrebbero invece fornire le maggiori garanzie di serietà lavorativa. Come si farà a spiegarlo ai giovani e a convincerli a investire nella loro città?

(*) dottore di ricerca in Filologia musicale, docente di Letteratura poetica e drammatica nell'Istituto superiore di Studi musicali "G. Briccialdi" di Terni

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Commenti

1) inserito il 09 agosto 2009 alle ore 16:41 da non mi firmo per scelta

Siamo arrivati alla follia.Tutti possono far tutto, senza titoli e senza conoscere la fatica della studio e della preparazione, basta soltanto che siano disposti a chinare il capo e a non costare troppo.Basta. Basta con l'affossamento della cultura, l'istruzione e di tutto ciò che rende alto un paese. Vogliamo persone preparate e con titoli riconosciuti che siano in grado di dare strumenti adeguati ai nostri figli.Un comune di centro-sinistra dovrebbe almeno "provarci" ad essere diverso.

2) inserito il 10 agosto 2009 alle ore 10:21 da Alberto

Mi sembra evidente che il Comune vuole chiudere la Scuola Comunale di Musica. Perchè ? Perchè non è più redditizia. Purtroppo oggi contano solo i soldi e gli investimenti per la cultura e l'istruzione non portano soldi nell'immediato. La cosa più triste è che questa logica tipicamente "Berlusconiana" venga sposata da un'amministrazione di Centro-Sinistra.

3) inserito il 17 agosto 2009 alle ore 11:14 da mail postata da Comune di Spoleto

L’Amministrazione comunale ha sempre difeso e valorizzato la propria Scuola di Musica e Danza, ritenendo che potesse rivestire, per la Città della Cultura, un ruolo primario nell’educazione dei giovani. Nei mesi scorsi la Scuola è tornata nella propria sede, restaurata, con nuovi arredi ed un parco strumenti ancora più ricco, espressione, indubitabile, dell’alta soglia di attenzione che il Comune esprime verso l’Istituzione. Ed il bando pubblicato per la selezione dei docenti è espressione di impegno a dotare la struttura di persone competenti, capaci sia didatticamente, sia professionalmente, per sbarrare l’accesso all’insegnamento a quanti non raggiungano un certo punteggio artistico. Attualmente sono in vigore leggi che mirano a mantenere all’interno degli Enti solo ed esclusivamente quei contratti che siano realmente di collaborazione mirata cioè a progetto così come accade per gli insegnanti della Scuola Onofri che, per questo, devono, anche nei bandi di selezione (selezioni sempre obbligatorie per la scelta di un collaboratore) evidenziare in maniera inequivocabile che di collaborazioni a progetto si tratta. La procedura comparativa per la selezione dei collaboratori presso la Scuola Onofri parla di progetti che hanno una durata: un anno di insegnamento 2009/2010 – che da Regolamento deve avere una durata di otto mesi – e che nel contratto stipulato poi con ogni collaboratore vedrà definire con esattezza il giorno di inizio ed il giorno di conclusione; una retribuzione che non è oraria ma, piuttosto, complessiva; uno scopo o progetto che, in sede di pubblicazione del bando di selezione prescinde, ovviamente, dal numero degli allievi o dalla loro età (non si tratta del Piano dell’Offerta Formativa che ogni docente dovrà poi allegare al proprio contratto e che entra nello specifico della propria attività didattica): si tratta di un progetto che mira a conoscere quali obiettivi il collaboratore intenda perseguire, quali metodologie voglia applicare, quali strumenti intenda utilizzare; come voglia accertare le conoscenze ed i progressi dei propri allievi; quali programmi voglia svolgere etc. Il Regolamento per l’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi del Comune di Spoleto (che accoglie e fa seguito alla normativa nazionale e regionale vigente) detta regole precise per la selezione di collaboratori: gli incarichi a progetto possono essere conferiti valutando in termini comparativi gli elementi curriculari sulla base di alcuni criteri quali l’abilità professionale riferibile allo svolgimento dell’incarico (e richiedere i titoli di studio specifici quali criteri di ammissione risponde a tale requisito); le precedenti esperienze documentate relative a progetti di contenuto analogo (e valutare le esperienze maturate nell’insegnamento rientra in tale ambito); altri criteri ritenuti idonei all’accertamento della professionalità (e richiedere un progetto didattico, cui si attribuiscono 25 punti su 100, sembra più che opportuno per chi voglia portare avanti un progetto didattico con persone di fasce d’età tanto diverse quali quelle che ruotano nella Scuola Onofri). Necessaria è quindi, per quanto precisato finora, la presentazione dei titoli di studio cui non sembra il Bando abbia dato pochissima considerazione. Garantire 10 punti su 100 per i successi scolastici di un musicista sembra opportuno ed adeguato (alcuni bandi non prevedono punteggio per i titoli di studio ma inseriscono il possesso del diploma di conservatorio tra i requisiti di ammissione) giacché si ritiene che l’attività artistica sia, per un musicista, quella più precipua ed importante da valutare insieme a quella didattica che delinea l’attenzione del candidato all’insegnamento: avere un musicista quale docente è importante ma, avere un musicista che anteponga sempre e comunque la propria carriera artistica a quella di docente diventa per gli allievi deleterio; vuol dire obbligare allievi e famiglie a continui cambi di giorni di lezione o imporre sostituzioni per assenze troppo prolungate da non consentire recuperi di lezioni non svolte. Offrire 30 punti su 100 a chi veda nella attività di docenza uno strumento di gratificazione e di appagamento e garantisca, quindi, una continuità all’insegnamento diventa elemento di valutazione importante per un Ente che deve considerare e garantire anche gli interessi degli iscritti. Il bando richiede ancora la presentazione delle 50 attività artistiche più rappresentative dell’esperienza professionale di ogni candidato (cui si attribuiscono 30 punti su 100). La scelta di limitare la selezione a 50 titoli nasce dall’esigenza di garantire un’equa e congrua valutazione di ogni titolo quando ciò non è, ovviamente, possibile per curricula costituiti da 400, 600, 800 concerti in cui l’inserimento dei dati non sempre risulta preciso (programmi incompleti non consentono valutazioni eque) e la dizione di alcuni titoli può risultare equivoca (identici concerti si ripetono come concerti diversi o si riportano come concerti la pubblicità degli stessi su giornali). D’altra parte, a titolo d’esempio, lo stesso Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca nella stesura delle graduatorie per i docenti precari dell’AFAM (Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale) richiede appunto la presentazione di 50 titoli. E se il Ministero, nonché molti Conservatori ritengono che 50 titoli (se non anche 30) siano sufficienti per giudicare l’attività artistica di un candidato, pensiamo che possa esserlo anche per il Comune di Spoleto. Oltretutto ogni candidato può facoltativamente presentare l’intero curriculum perché sia valutato in maniera forfettaria dalla Commissione solo ed esclusivamente in caso di parità di punteggio tra due o più candidati. Chiaro è che, per la valutazione di detti titoli la Commissione, come previsto nel bando, sarà costituita da 2 esperti diplomati al Conservatorio e con comprovate esperienze artistiche e didattiche nel campo della musica (precisazione omessa dalla prof.ssa Filocamo) e della danza per la danza classica e moderna e contemporanea. Le precedenti selezioni hanno visto commissari con curricula estremamente prestigiosi, docenti di conservatorio, direttori di scuole di musica, concertisti di fama mondiale che avevano tutte le competenze necessarie per assolvere l’incarico offerto. Quest’anno, proprio per concedere un’opportunità in più ai candidati, è stata prevista dal bando anche la possibilità di affiancare alla Commissione ulteriori esperti in relazione alla materia specifica. Infine, rientra nelle regole dettate dalla Finanziaria 2009 e riprese dal citato ROUS (art. 82 e ss.) del Comune di Spoleto che per il reclutamento dei collaboratori uno degli elementi da valutare sia l’offerta economica cui, tuttavia, l’Amministrazione ha scelto di dare una rilevanza molto marginale (5 punti su 100) ben consapevole che sono altri i criteri di valutazione per un buon docente. Anche per questo il bando cita “il candidato dovrà inserire l’eventuale riduzione” non includendo quindi tale criterio tra quelli obbligatoriamente valutabili.

4) inserito il 19 luglio 2010 alle ore 17:59 da Giovanna

Sono madre di due ragazzi, che frequentano da anni la scuola di musica. Pur riconoscendo l'importanza di tale istituzione sono stata fortemente in dubbio sulla reiscrizione dei miei figli per il nuovo anno. Purtroppo la professionalità dei docenti è già da anni fortemente in calo per alcuni di essi. Arrivano per lavorare a progetto ma non si capisce quale, trascorrono alcuni mesi a capire chi hanno di fronte. Sono travolti dal saggio e terminano non sempre con la chiusura della scuola, senza che nessuno abbia monitorato il loro operato. Non hanno progetti di crescita per i loro allievi di cui non sempre ricordano il nome. Sanno di essere di passaggio e mirano solo ad integrare il proprio budget economico. Fortunatamente ci sono anche coloro che vivono la professione come missione e per i quali il compenso è sicuramente indegno. Sfortunatamente ho dovuto far ricorso ad insegnanti privati per colamare le troppe lacune evidenziate nella preparazione di mia figlia e metterla in condizioni di provare a raggiungere un primo obiettivo dopo ben 8 anni di studio.

5) inserito il 29 settembre 2011 alle ore 12:16 da gebe

...nessun obiettivo dopo 8 anni di studio? la cosa è preoccupante...e pensare che si parla tanto bene delle realtà del centro e del nord Italia; parlo a ragion veduta, insegno in una scuola comunale di musica nel profondo sud italia e quasi a titolo di volontariato (a quanto pare le condizioni da voi non sono migliori per i docenti), ma posso assicurare che i miei allievi gli obiettivi li hanno chiari sin dai primi mesi di studio, e li raggiungono dopo pochi anni (premi a concorsi nazionali ed internazionali, conservatorio)..i ragazzi sono assetati di cultura, quella vera, basta sapere come proporgliela e poi saranno loro a divorarne quantità insperate...
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