Accademia di Belle Arti di Perugia, ministro Fedeli dà il via alla statizzazione

Accademia di Belle Arti di Perugia, ministro Fedeli dà il via alla statizzazione

Visita in Umbria del ministro dell’Istruzione, accordo per la “Pietro Vannucci” | I fondi in campo da parte delle istituzioni | Firmato anche il protocollo per la scuola digitale | A Todi ministro contestata, a Perugia la lettera degli studenti

“Oggi qui a Perugia inizia un percorso cruciale per il futuro della accademie non statali che definiamo comunemente storiche” lo ha detto questa mattina il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che – tra gli appuntamenti della sua visita odierna in Umbria – ha sottoscritto l’accordo di programma per l’individuazione di un percorso per l’avvio di una graduale statizzazione dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia.

Per il Miur prima tappa di tre accordi

“Dopo un lunghissimo, davvero troppo lungo, e sofferto periodo di gestazione successivo al varo della legge n. 508 del 1999, che sanciva l’autonomia delle istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale, – ha spiegato la titolare del Miur – oggi finalmente avviamo ufficialmente, la tante volte auspicata procedura di statizzazione del settore. L’accordo di oggi, primo dei tre che mi accingo a firmare anche con Genova e con Verona, è l’ultima tappa di un percorso preparatorio iniziato già con la legge finanziaria per l’anno 2014. fedeli-ministro-perugia-6Le accademie storiche sono realtà preziose che tutto il mondo ci invidia e costituiscono una delle vetrine più straordinarie della tradizione culturale italiana. Una tradizione che è stata fondata dalle officine dell’artigianato artistico e dalle scuole musicali che dal Rinascimento in poi hanno costellato la mappa dell’Italia. E proprio l’Accademia Vannucci di Perugia, con la sua storia risalente alla prestigiosa ‘Accademia del dissegno’, della fine del ‘500, è un esempio magnifico di una simile tradizione. In tutti i modi, la statizzazione delle Accademie andrà avanti speditamente. O mediante apposito provvedimento legislativo o, eventualmente, mediante quello regolamentare che è già previsto dalla legge 508 del ’99. Personalmente – ha concluso Fedeli – ritengo importante che enti come la Regione, la Provincia, il Comune, non vengano meno all’impegno di sostenere, anche sul piano infrastrutturale, le Accademie. Un segnale molto positivo di quella volontà di cooperazione sinergica in funzione di obiettivi altissimi che qui a Perugia è esemplata magnificamente. Anche per questo sono grata alle autorità che hanno reso possibile l’accordo di oggi”.

fedeli-ministro-perugia-4L’Accademia di Belle Arti ‘Pietro Vannucci’ di Perugia – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marinirappresenta per l’Italia, oltre che per la città e per l’Umbria, una eccellenza che merita l’impegno delle Istituzioni nazionali e locali affinché possa continuare a svolgere il suo compito di alta formazione di giovani italiani e stranieri, nelle diverse discipline delle arti. Per questo l’accordo di programma che abbiamo sottoscritto oggi, insieme al Ministro per l’istruzione, il Comune e la Provincia di Perugia e la stessa Accademia, frutto di un significativo lavoro svolto dalle istituzioni locali insieme ai parlamentari umbri, al Parlamento e al Governo, assume un significato di grande importanza e rilevanza, impegnando tutti, ciascuno per le proprie competenze, per il comune obiettivo di giungere alla ‘statizzazione’ dell’Accademia, passaggio fondamentale per garantire ad essa un futuro certo. Negli anni recenti – ha ricordato la presidente – la Regione Umbria ha attribuito all’Accademia un contributo finanziario che continuerà a garantire, così come si prevede nell’accordo di programma. Con la firma di questo accordo, quindi, abbiamo condiviso la necessità che si proceda nella individuazione di un percorso legislativo che possa finalmente risolvere la questione della statizzazione dell’Accademia, essendo quella di Perugia, con l’Accademia di Genova, i due più antichi istituti di alta formazione artistica a non essere statali (le due Accademie sono state fondate, infatti, rispettivamente nel ‘500 e nel ‘700). Il mantenimento dell’attività dell’Accademia di Belle Arti – ha detto ancora la presidente Marini – è un obiettivo di grande importanza, sia per la difesa di una tra le più antiche e prestigiose istituzioni culturali di tutto il Paese, sia per la qualità dell’offerta formativa che comunque l’Accademia di Perugia continua a garantire”.

Obiettivo in 3 anni, Rampini: “Coronamento di un sogno”

fedeli-ministro-perugia-11“Oggi è il coronamento di un sogno – ha detto il presidente dell’Accademia di Belle Arti Mario Rampini lungo idealmente 444 anni; l’auspicio è che al più presto l’Umbria possa avere la sua, prima e unica, accademia statale”. Tra gli intervenuti anche il sindaco di Perugia Andrea Romizi e il presidente della Provincia Mismetti (che ha pubblicamente annunciato la concessione in uso all’Accademia dei propri locali di via Tornetta, così da far fronte al costante aumento del numero degli studenti). “L’accordo di programma stipulato per il triennio accademico 2016-2019 ha l’obiettivo di intraprendere un percorso di statizzazione dell’Accademia – spiega il direttore amministrativo dell’Accademia, l’avvocato Domenico Ferrera, che ha seguito da vicino la fase istruttoria –. Un accordo che in tre anni consente di svincolare fondi (4 milioni di euro per tutte e cinque le Accademie italiane, di cui solo 3 hanno i requisiti, vale a dire Perugia, Genova e Verona) che annualmente la legge nazionale prevede per le accademie civiche”.

L’Accademia si impegna a: assicurare per la durata dell’accordo il permanere di una situazione di assenza di situazioni debitorie o di criticità finanziarie da cui possano derivare oneri a carico dello Stato ulteriori rispetto a quelli attualmente previsti; presentare un aggiornamento annuale della propria programmazione triennale secondo le modalità definite dal Ministero al fine di consentire il monitoraggio dei risultati conseguiti; utilizzare le risorse assegnate dal Ministero esclusivamente per le spese del personale assunto secondo le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

I finanziamenti pubblici in campo

fedeli-ministro-perugia-13La Regione Umbria si impegna ad assicurare all’Accademia, il contributo annuale di euro 100 mila euro. La Regione si impegna altresì al mantenimento del sopraindicato finanziamento per il funzionamento dell’Istituzione, successivamente al triennio cui si riferisce il presente accordo e anche successivamente all’eventuale statizzazione, compatibilmente con le risorse effettivamente disponibili. La Provincia di Perugia si impegna ad assicurare il contributo annuale di 10 mila euro. Mentre per il Comune, l’impegno è: 175 mila euro per il 2016, 150 mila per il 2017, e 140 mila euro per il 2018, compreso l’assicurare all’Accademia l’uso gratuito dell’immobile dove ha sede tuttora (piazza San Francesco al Prato), nella misura almeno pari a quella relativa all’anno 2018, per il funzionamento dell’Istituzione successivamente al triennio cui si riferisce il presente accordo e successivamente all’eventuale statizzazione, compatibilmente con le risorse effettivamente disponibili. Il Ministero si impegna ad assegnare ed erogare a favore dell’Accademia per l’anno 2016 (a.a. 2016/17) 515 mila euro, oltre all’importo ordinario corrente, e ad assicurare un importo finanziario per gli anni 2017 e 2018, compatibilmente con le risorse effettivamente disponibili a valere sui relativi esercizi finanziari e sulla base degli esiti del monitoraggio dei risultati conseguiti e tenuto conto degli esiti della valutazione periodica da parte dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca). Se nel corso del triennio non dovessero realizzarsi le condizioni normative necessarie per la statizzazione dell’Istituzione, fatto salvo il rispetto degli impegni assunti da parte dei soggetti sottoscrittori dello stesso, si procederà, compatibilmente con le risorse a disposizione, a valutare i risultati ottenuti nel corso del triennio ai fini dell’eventuale rinnovo del presente accordo.

“Alla firma di oggi – ha spiegato il presidente Mario Rampini – seguirà il passaggio che il Ministero dovrà fare, un regolamento, previsto dalla legge 508, dove si stabiliranno tutte le procedure della statizzazione, un iter che dovrà essere seguito da vicino, affinché tutto vada a buon fine. L’arco di tempo per chiudere la statizzazione sono tre anni, ma spero che tutto possa concludersi molto prima”.

Protocollo anche per la scuola digitale

In precedenza, la ministra Fedeli e la presidente della Regione hanno sottoscritto a Palazzo Donini un protocollo d’intesa con cui si sancisce l’accordo di collaborazione per il potenziamento delle competenze digitali degli studenti, la formazione dei docenti e del personale scolastico nel suo complesso per l’innovazione didattica e lo sviluppo della cultura digitale, la realizzazione di ambienti di apprendimento innovativi, in coerenza con il Piano nazionale Scuola Digitale. “Con la firma di questo protocollo, uno dei primi firmati tra Miur e Regioni – ha sottolineato la ministra Fedeli – avviamo in Umbria una sperimentazione particolarmente significativa grazie alla straordinaria qualità e agli investimenti che la Regione ha fatto e sta continuando a fare per l’innovazione digitale. La digitalizzazione che innova anche sui contenuti della didattica, la qualità e la certificazione dei contenuti della rete, sono tra gli obiettivi su cui investire per realizzare una scuola ‘aperta’, per una partecipazione più ampia, che fa educazione permanente e che guarda ai cambiamenti del mondo del lavoro e dell’economia reale”. “Investire nella scuola è la chiave di volta” ha aggiunto la ministra, sottolineando l’importanza che la ricostruzione dopo gli eventi sismici dovrà essere fatta anche nell’ottica di creare un ambiente innovativo, puntando sugli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu: “partire dai cambiamenti nel percorso formativo – ha spiegato – per creare il cambiamento all’esterno della scuola”.

img-20170401-wa0012La presidente Marini ha a sua volta sottolineato l’importanza di un protocollo d’intesa che “mette al centro i cittadini, aprendo la scuola a opportunità che vogliamo cogliere e sostenere, anche finanziariamente. Con la firma – ha aggiunto – segniamo un’altra tappa importante del lavoro che stiamo portando avanti per garantire il diritto allo studio, dalla scuola dell’obbligo all’Università ed alta formazione, nella consapevolezza che l’innovazione digitale farà la differenza. Una firma importante non solo per la qualità della scuola umbra, ma anche molto importante per la qualità e la competitività della regione”. La presidente Marini ha colto l’occasione della presenza della ministra Fedeli per ringraziare ancora una volta tutto il personale scolastico che “nonostante le ferite profonde del terremoto, grazie a un lavoro di squadra, ha garantito la continuità delle lezioni. Dobbiamo restituire a queste scuole quei servizi e quella qualità che permetta alle popolazioni resilienti delle zone terremotate di rimanere in questi luoghi e anche l’innovazione digitale gioca un ruolo determinante”.

img-20170401-wa0008I contenuti dell’accordo sono stati illustrati dall’assessore regionale all’istruzione, Antonio Bartolini, che ha ricordato come la Regione Umbria sia “fortemente impegnata per l’attuazione del Piano nazionale della Scuola digitale e per l’Agenda digitale investendovi risorse della programmazione europea e regionale e con numerose iniziative, tra cui è centrale la costruzione della Rete degli animatori digitali, il cuore delle politiche nazionali e regionali, con ben 15 progetti condivisi in appena tre mesi di tempo”. Tra i punti strategici del Protocollo, l’assessore Bartolini ha richiamato “la promozione delle iniziative sulla cittadinanza digitale e l’invecchiamento attivo, aprendo la scuola  alle altre generazioni”.

img-20170401-wa0011La dirigente dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria Sabrina Boarelli, ha messo in rilievo “la sinergia istituzionale” sottolineando come “la costruzione di una comunità digitale è obiettivo comune”. Stefano Paggetti, coordinatore del progetto “Rete animatori digitali dell’Umbria”, ha illustrato alla ministra Fedeli le caratteristiche del  progetto portato avanti in collaborazione con la Scuola umbra di pubblica amministrazione e con la società “in house” Umbria Digitale. Una rete “che inizia dalla scuola che crea le competenze” e che mette insieme scuola, Università, istituzioni e imprese. Tra gli impegni della Regione, nel protocollo sottoscritto con il Miur, anche il sostegno allo sviluppo di una comunità tra gli animatori digitali e i team per l’innovazione digitale delle scuole, per valorizzare progetti di innovazione e di appositi strumenti per la condivisione di “buone pratiche”; la promozione  la diffusione delle piattaforme regionali relative ai servizi infrastrutturali (data center regionale unitario, LoginUmbria/SPID, cloud, interoperabilità, ecc), tramite interventi per facilitare l’integrazione dei sistemi esistenti delle scuole ricercando economie di scala con le proprie infrastrutture tecnologiche e con i propri interventi della programmazione 2014-2020. La Regione, inoltre, si impegna ad aggregare la domanda delle scuole del territorio per servizi di connettività in banda ultra larga, sicurezza informatica (cybersecurity),  gestione delle reti (WiFi e LAN), ricercando economie di scala con le proprie infrastrutture tecnologiche digitali e con i propri interventi della programmazione 2014-2020 e  a promuovere iniziative sulla cittadinanza digitale e l’invecchiamento attivo, tramite tecnologie digitali, in sinergia tra gli interventi regionali nella programmazione 2014-2020 e le azioni del Piano Scuola Digitale, valorizzando il ruolo territoriale delle scuole e degli animatori digitali.

Visita a Todi, contestazione del Blocco studentesco

foto1La visita della ministra Fedeli era cominciata a Todi, all’Istituto di istruzione superiore “Ciuffelli”. Nel pomeriggio, alle ore 15.30, a Perugia, alla Sala Sant’Anna, la Ministra Fedeli, insieme alla presidente Marini, ha invece partecipato ad un incontro promosso dall’Ufficio Scolastico dell’Umbria con i dirigenti delle istituzioni scolastiche dell’Umbria, docenti, rappresentanze sindacali e Consulta degli studenti. E proprio a Todi il ministro è stata contestata con uno striscione esposto dal Blocco Studentesco. “Ministro Fedeli: non sei la benvenuta”, questa la frase sullo striscione.

“Questa mattina – afferma Nicola Mariotti, responsabile cittadino del Blocco Studentesco – il nostro movimento è sceso in piazza contro le folli politiche scolastiche portate avanti dall’attuale governo Gentiloni e dai suoi ministri, perfettamente in linea coi precedenti governi. In particolare, oggi abbiamo voluto esprimere tutto il nostro dissenso nei confronti del ministro Valeria Fedeli. La nostra visione della scuola non può essere assolutamente in linea con quella del ministro – prosegue Mariotti – dato che il programma della Fedeli parla di “Buona Scuola”, educazione al gender e sfruttamento degli studenti tramite l’alternanza scuola-lavoro, imponendo un modello scolastico aziendale”.

“Senza dimenticare – continua Mariotti – i finanziamenti alla scuole private, mentre gli edifici pubblici cadono letteralmente a pezzi e non dispongono di fondi adeguati per il materiale. Anche qui le intenzioni della Fedeli e del governo sono chiare: la scuola pubblica va smantellata per dare spazio alle privatizzazioni. Oltre agli studenti, anche gli insegnanti precari sono vittime di queste politiche, in quanto sono costretti ogni anno a cambiare scuola e addirittura regione. Non è questa la scuola che vogliamo – conclude Mariotti – e pertanto continueremo sempre a lottare al fianco degli studenti e a difendere il nostro diritto ad avere un futuro”.

Formazione e lavoro, la lettera delle associazioni studentesche

Ad incontrare il ministro dell’Istruzione, Università e della ricerca sono stati anche i rappresentanti di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria e Sinistra Universitaria – Unione degli Universitari Perugia, che le hanno consegnato una lettera. A loro la Fedeli ha annunciato – secondo quanto riferiscono le due associazioni – la volontà del Ministero di regolare i tirocini curriculari, di voler lavorare sul superamento del sistema di accesso a numero chiuso e di voler coinvolgere gli studenti nel procedimento di formazione della normativa sulle lauree professionalizzanti. “Ha inoltre concordato con noi – aggiungono – sull’eccessiva ingiustizia del trattamento degli studenti fuoricorso contenuto nel regolamento sulla contribuzione studentesca approvata recentemente dall’Ateneo”.

Nella loro lettera, Sinistra Universitaria UdU Perugia e Altrascuola Rete degli Studenti Medi Umbria hanno posto “alcune riflessioni e richieste rispetto all’attuale situazione del sistema d’istruzione superiore ed universitaria. Un sistema che ancora oggi, purtroppo, risulta essere chiuso e di difficile accesso anche a quei ‘capaci e meritevoli, […] privi di mezzi’ di cui parla l’art. 34 della nostra Costituzione”. “Nonostante si torni a considerare l’investimento sul Diritto allo Studio dopo anni di assenza del tema dal dibattito sugli investimenti di Governo, – hanno scritto – le misure non sono ancora sufficienti ad eliminare la figura dell’idoneo non beneficiario. Il ritardo nella ripartizione dei 55 milioni previsti dalla misura, sta mettendo in difficoltà molti Atenei disincentivandoli alla costruzione di una tassazione più inclusiva. Vediamo in modo positivo l’inserimento di una no-tax area e delle fasce di contribuzione calmierate, che da anni richiedevamo con forza nel nostro Ateneo. Nello Student Act, però, viene anche introdotta una misura punitiva per gli studenti fuoricorso che prevede per essi un aumento di contribuzione studentesca fino al 50% rispetto all’importo dovuto e non inferiore ai 200 euro. È proprio sulla base di questa misura che oggi l’Ateneo principale della nostra città è arrivato a toccare la soglia massima predisposta del 50% per gli studenti fuori corso inseriti nell’ultima fascia di contribuzione. Inoltre l’Università degli Studi di Perugia sta perseverando nella mancanza di volontà di revisione degli importi riservati agli studenti delle scuole di specializzazione, ad oggi tra i più alti d’Italia. L’Ateneo ha anche imposto delle misure restrittive sulla consegna dell’Isee tardiva ignorando le mozioni approvate dal Consiglio degli Studenti, per non dimenticare l’incremento dei costi e delle prestazione dell’Ateneo inerenti il normale percorso accademico dello studente. Il tutto è stato proposto e approvato dall’Amministrazione ignorando qualsiasi tipo di interlocuzione con la componente studentesca che da mesi aveva presentato delle proposte alla stessa Amministrazione”.

Le associazioni hanno anche sollecitato “la convocazione del tavolo di discussione per il superamento dell’attuale sistema di accesso al corso di Medicina e Chirurgia”. “Altre importanti riflessioni che vorremo porle – è un altro passaggio della lettera – sono quelle inerenti il rapporto tra università e mondo del lavoro. […] Alla questione delle lauree professionalizzanti si lega a doppio filo il problema dei tirocini, attualmente ancora non normati da una regolamentazione nazionale, strumenti indispensabili per i percorsi formativi di ogni singolo studente ma ad oggi totalmente privi di: strumenti di monitoraggio efficaci, garanzie basilari, tutele, rimborso spese. Per questo chiediamo con forza che si proceda quanto prima all’elaborazione di una normativa nazionale atta a disciplinari i tirocini curriculari, mirata alla tutela degli studenti tirocinanti e alla valorizzazione di questo fondamentale strumento di apprendimento, punto cardine del collegamento al mondo del lavoro”.