Zero alcol allo stadio di Spoleto, ordinanza del Sindaco vieta somministrazione e vendita prima e durante le partite - Tuttoggi

Zero alcol allo stadio di Spoleto, ordinanza del Sindaco vieta somministrazione e vendita prima e durante le partite

Redazione

Zero alcol allo stadio di Spoleto, ordinanza del Sindaco vieta somministrazione e vendita prima e durante le partite

Gio, 15/09/2011 - 10:00

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La richiesta è arrivata direttamente dal Commissariato di Polizia di Spoleto, che in un fax datato 2 settembre 2011 indirizzato all’amministrazione comunale ha espresso “la necessità di assicurare il normale ed ordinato svolgimento delle manifestazioni sportive, sia durante l’accesso e il deflusso del pubblico agli impianti, sia durante lo svolgimento dell’incontro”, appellandosi al sindaco Daniele Benedetti, che in qualità di Ufficiale di Governo in materia di ordine e sicurezza pubblica ha il potere di vietare o limitare la vendita e l’introduzione di bevande alcooliche nello stadio comunale, affinchè fosse emanato un provvedimento in questo senso.
La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere. Un’ordinanza sindacale del 13 settembre dispone che durante la stagione calcistica 2011/2012 sarà in vigore il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche di qualunque gradazione (compresa quindi la birra) da parte degli esercizi ubicati all’interno dello stadio comunale di Spoleto e nelle relative vicinanze, in occasione di tutte le partite del campionato di Serie D, delle partite di Coppa Italia, degli eventuali spareggi o play-off e delle amichevoli. L’ordinanza vieta inoltre di immettere bevande alcoliche nell’area dello stadio con l’intento di distribuirle ai presenti anche se a titolo gratuito, e identifica in 500 euro la sanzione pecuniaria massima per i contravventori.
Il provvedimento, limitatamente all’estensione del divieto alle partite amichevoli, difficilmente a rischio nella tranquilla Spoleto, sembrerebbe fin troppo restrittivo, ma è un chiaro segnale di intransigenza nei confronti di coloro che sono soliti andare alle partite di calcio con intenti tutt’altro che sportivi. Magari se si prendesse spunto dal rugby, dove a fine partita l’alcol e il cibo servono per festeggiare sia il vincitore che il vinto, e più in generale lo sport, tutti insieme appassionatamente, non ci sarebbe più bisogno di ordinanze e divieti. Al massimo solo di qualche porchetta e bottiglia in più.

(Jac. Brug.)

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