Vus, gli auguri ‘spintanei’ di Natale e la maximulta che fa tremare il bilancio

Vus, gli auguri ‘spintanei’ di Natale e la maximulta che fa tremare il bilancio

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Carlo Ceraso

Il corvo è tornato a colpire, ancora una volta all’alba. Nel giorno degli auguri aziendali per le prossime feste di Natale, mani ignote hanno lanciato nel parcheggio della Valle Umbra Servizi centinaia di volantini. Uno di questi è stato appeso anche sulla bacheca riservata alle comunicazioni sindacali. L’iniziativa segue di neanche 24 ore l’incursione di ignoti che hanno divelto una macchina marcatempo, tolto i tappi dei serbatoi dei mezzi pesanti e affisso 3 volantini: una vicenda che il vertice dell’azienda ha immediatamente denunciato alle forze dell’ordine (ci sono due distinti fascicoli seguiti da carabinieri e guardia di finanza di Foligno – clicca qui).
Il ritorno del ‘corvo’ – all’alba di ieri è tornato a farsi vivo, stavolta con un solo foglio in cui sono contenute accuse pesantissime all’indirizzo dei dirigenti e dello stesso presidente, l’avvocato Maurizio Salari definito il “celeste senza colpe”: dai premi di produzione che il management si sarebbe “autoliquidato”, alla censura dei siti di informazione, ai controlli sui dipendenti  fino alla mancata nomina del direttore generale. Il gesto sembra dimostrare ancora una volta come l’azienda multiservizi stia vivendo il momento più critico dalla propria nascita: dalle preoccupazioni per l’enorme esposizione debitoria che rischia di comprometterne il futuro (si parla di qualche decina di milioni di euro), agli sgambetti e accordi sottobanco della politica per il solito gioco di poltrone (Foligno, con la nomina di Salari, guida Vus ininterrottamente da 11 anni), allo strapotere manageriale, fino alle promozioni fatte seguendo la vecchia logica di un tempo che non sembra mai essersene andato. L’arrivo dell’avvocato folignate, per quanto recente, non sembra però incidere sull’auspicato cambio di rotta. Anzi, a detta dei bene informati e di alcune organizzazioni sindacali, l’ex sindaco di Foligno promosso a n. 1 Vus sembra incline a sbrogliare praticucce di vita quotidiana più che a pensare alle strategie per il futuro assetto di Vus. 
Salari comunque ha dalla sua il management, a cominciare dal dottor Rossi che si sta muovendo a 360° per conquistare l’ambita poltrona di direttore generale. A dire l’ultima parola stavolta sarà il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti che finora ha preferito una linea attendista. E’ sempre però più probabile, alla luce del caos venutosi a creare, che il primo cittadino della città del festival a questo punto possa indicare un ‘terzo’, un dirigente estraneo alla azienda e quindi con meno lacci e laccetti che rischierebbero di compromettere il riordino aziendale. Sulla scrivania del primo cittadino c'è la candidatura del dottor Alessandro Forte, originario di Brescia, laureato al politecnico di Milano, formatosi nel gruppo Eni e divenuto fra i manager più apprezzati nel panorama italiano delle aziende di servizi: la selezione fatta dalla società Praxi lo ha individuato, insieme a Rossi, quale figura cui poter affidare la d.g. della Valle Umbra Servizi.

Tanti auguri – è in questo clima che Salari ha dovuto affrontare la riunione con i dipendenti per i tradizionali auguri di Natale. La Uil aveva invitato i propri iscritti a disertare l’appuntamento in segno di protesta. Ma la mail sindacale è stata intercettata dai fedelissimi del presidente che a quel punto ha tentato un vano aggancio con la segretaria provinciale Doriana Gramaccioni, forse nell’intento di farla recedere. Vuoi come non vuoi, da quel momento – siamo al pomeriggio di giovedì scorso – qualche dirigente si è precipitato al telefono, restandoci fino a tarda notte, per esortare i dipendenti a prendere parte spintaneamente all’incontro organizzato all’Hotel della Torre. Un richiamo alle truppe cammellate – specie agli addetti del settore igiene ambientale – che ha avuto un discreto successo visto che ieri erano quasi 300 i dipendenti che hanno preso posto nella sala congressi dell’hotel trevano. In un silenzio quasi spettrale hanno ascoltato in buon ordine il discorso di Salari tutto incentrato sulla ricerca di una nuova armonia e su una unione di intenti per il rilancio dell’azienda. Forse il board dovrebbe preoccuparsi di più di quel centinaio di lavoratori che fra Spoleto e Foligno (a conferma che a fare la guerra dei campanili non sono i dipendenti) hanno preferito rimanere al proprio posto di lavoro e di quanti, fra i presenti, avevano subìto l‘invito.
Il documento “sparito” – ma in queste ore, a quanto può anticipare Tuttoggi.info, tiene banco, fuori e dentro la Vus, un giallo circa un nuovo documento inviato dalla Agenzia delle dogane. La missiva, secondo alcuni testimoni, è stata protocollata al n. 20534 del 17 dicembre scorso ma poche ore dopo è ‘sparita’ dai terminali. La lettera conterrebbe – il condizionale è d’obbligo – la richiesta di 5 milioni di euro per le mancate accise versate da Vus allo Stato.

La vicenda è nota (qui): i cittadini folignati, all’indomani del terribile terremoto del 1997, pagarono all’Asm (l’azienda municipalizzata controllata dal Comune di Foligno dell’allora sindaco Salari, più tardi confluita in Vus) il 100% delle accise, anziché il 40%. La differenza (circa 5mln di euro, 170mila lire dell'epoca in piùper ogni folignate) venne nel 2009 introitata da Vus e ridivisa fra tutti e 22 i comuni soci della multiservice. Una operazione a dir poco azzardata sulla quale si pagarono un fiume di tasse ma che servì più probabilmente a liquidare un grosso debito contratto a seguito di una vertenza giudiziaria: ai comuni, di quei 5 mln di euro, arrivarono poco più di 1,5 mln di euro, anche se l’introito venne definito dai sindaci del tempo quasi una ‘benedizione’.
Le dogane avevano già fatto sapere che quei 5 milioni rappresentano un “indebito arricchimento” e ne richiedono la restituzione. Dunque siamo al redde rationem? E’ probabile. Se la notizia dell’ingiunzione di pagamento verrà confermata per Vus, che ha preventivamente già fatto sapere di voler opporre ricorso, c’è il rischio di mettere la posta a bilancio 2012. Con conseguenze devastanti.  
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