Vive in una 'baracca' nel boschetto, pensionato gravemente ustionato - Tuttoggi

Vive in una ‘baracca’ nel boschetto, pensionato gravemente ustionato

Claudio Bianchini

Vive in una ‘baracca’ nel boschetto, pensionato gravemente ustionato

L'incidente mentre si preparava il caffè | La storia incredibile di G.R.
Mar, 06/08/2019 - 20:28

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Ci sono ‘casi di cronaca’ e ‘casi umani’ e poi – come in questo caso – ci sono casi di cronaca che portano alla luce delle storie veramente incredibili.

E la storia di G.R. pensionato di 68 anni è una di questa, e merita di essere raccontata.

Partiamo da questa mattina, quando intorno alle 10 questo signore, si stava preparando il caffè ma a causa di un ‘incidente domestico’ si è ustionato le braccia ed una gamba.

Sembrerebbe una storia normale, brutta ma normale. Se non fosse che il pensionato in questione, vive  ormai da anni in una sorta di capanna rifugio nel boschetto di periferia dove – per capirci – si era adattato ‘Manolo il capriolo’. In un campo incolto e pieno di sterpaglie nel quartiere Agorà a ridosso dell’ex Sansificio di Foligno.

Spesso lo si vede a Foligno con la sua bicicletta, anche perché preferisce trascorrere le sue giornate in centro storico.

G.R. originario dell’Abruzzo ma in città da oltre nove anni ha scelto di vivere lì, ai margini della periferia, nel vero senso della parola.

E lì in quel suo piccolo mondo, che tra l’altro non vuole lasciare rifiutando anche aiuti ed occasioni per una sistemazione quantomeno decorosa, si è persino creato un ‘angoletto cucina’.

Questa mattina, stando ad una prima ricostruzione dei fatti, delle fiamme hanno raggiunto la copertura del ‘cucinino’ ed hanno anche causato scottature all’uomo.

Pronto l’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Foligno che hanno anche provveduto a far intervenire un ambulanza del 118 che ha condotto G.R. al vicino ospedale San Giovanni Battista.

Il pensionato è seguito da tempo dalla Caritas di Foligno, ma nella struttura di piazza San Giacomo va soltanto a mangiare per pranzo e per cena rifiutandosi di utilizzare il dormitorio, ed ha anche rinunciato ad una casa popolare che il Comune gli aveva assegnato nella frazione montana di Annifo.

C’è da credere che ora, se non altro, per una tranquilla convalescenza accetterà di farsi aiutare per poi probabilmente tornare alla sua ‘casetta nel bosco’.

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