Per il Trebbiano spoletino è il giorno della verità. Domani mattina infatti, alle 10.30, presso la Sala dello Spagna, nel Municipio di Spoleto, si terrà l’audizione pubblica fissata dal Ministero per le politiche agricole che rappresenta di fatto l’ultimo step prima del rilascio della denominazione ‘doc’ al vino. La notizia trapela proprio in questi minuti dal momento che nessuna istituzione ha pensato di renderla pubblica. Un appuntamento che si preannuncia a dir poco nervoso se è vero, come sembra vero, che rappresentanti dei territori viciniori all’areale individuata per il rilascio della certificazione (Montefalco in testa ma anche Foligno e Bevagna) saranno presenti domani nella sala Spagna per dar battaglia contro l’esclusione dei rispettivi territori.
L’intento di questi ultimi, che per anni hanno puntato sul Sagrantino, prodotto che registra un crollo di interesse da parte della distribuzione e degli stessi consumatori, sembra quello di entrare nell’areale per riconvertire i propri vigneti.
Il Consorzio spoletino aveva alzato gli scudi sia perchè la zona individuata risponde ad un preciso studio tecnico, sia perchè è troppo alto il rischio che un surplus di produzione del Trebbiano faccia fare allo stesso la fine del Sagrantino.
Trovando sponda sia nel Comune di Spoleto, sia nella stessa assessore regionale Fernanda Cecchini che, giunta giorni fa a Spoleto, aveva dato il proprio parere favorevole.
E che la Regione sia d’accordo a lasciare l’areale intatta, almeno per il momento, lo si evince anche dal nulla osta a questa audizione pubblica.
Ma la ‘concorrenza’ del Trebbiano resta sul piede di guerra. I grandi produttori avrebbero fatto più di una pressione per cercare di ‘indebolire’ il Consorzio spoletino e farlo venire a migliori patti. Finora senza esito. L’incontro di domani sarà presieduto dal dottor Ezio Pelisetti, Presidente della Commissione regionale delegata per l’Umbria e la Toscana, dal dottor Giovanni Baù, dal dottor Ido Perozzi nonché da Andrea Squarcia e Lodovico Tarmati in rappresentanza del Ministero. Con loro è prevista la presenza anche della Cecchini, del sindaco Benedetti e dell’assessore allo sviluppo economico Margherita Lezi.
Certo l’intervento di Stefano Novelli , presidente del Consorzio (in una foto d'archivio), che già aveva rilasciato commenti duri nei confronti di chi vorrebbe allargare la zona di produzione: “Per tanto tempo si hanno sorriso, ci prendevano per matti perchè stavamo investendo su questo prodotto – ha detto poco fa a Tuttoggi.info rincarando la dose – adesso si vorrebbe salire sul carro senza però avere i requisiti. Il Sagrantino – ha concluso il titolare dell’omonima Cantina – non si risolve con il Trebbiano, ma con il Montefalco rosso. Quella zona non è mai stata conosciuta per la produzione del bianco, ma unicamente del rosso”.
Il Ministero, nella nota inviata qualche giorno fa, aveva sollecitato tutti gli enti (Regione, Comunità Montana, Camera di Commercio e Comune) a dare una “capillare informazione dell’iniziativa di cui trattasi. In merito all’attività divulgativa sarà cura degli enti etrritoriali adoperarsi affinché la stessa trovi la più ampia adesione inviando propri qualificati rappresentanti ed invitando a partecipare: operatori vitivinicoli della zona, imbottigliatori e rappresentanti degli Enti e delle Organizzazioni di categoria ugualmente interessati alla richiesta di riconoscimento”.
Ma non tutti sarebbero stati informati. Di certo non la cittadinanza.
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