Viabilità Ikea, il Comune sceglie le priorità e l’Anas asseconda

Viabilità Ikea, il Comune sceglie le priorità e l’Anas asseconda

Al lavoro per raddoppiare l’accesso al Raccordo | Il Pd non rinuncia al Nodo… e neanche la maggioranza (ufficialmente)


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Ikea, da problema a opportunità per la viabilità intorno a Perugia. Perché se è vero che, allo stato attuale, un ampliamento dell’area commerciale di Collestrada con l’arrivo di grandi marchi (insieme a Ikea, c’è l’interesse di Primark a sbarcare in Umbria) determinerebbe un aumento dei flussi e quindi degli ingorghi, il progetto di Eurocommercial ha riacceso con decisione i riflettori su un problema, il Nodo di Perugia, che è lì da decenni.

E così, in attesa del “sogno” Nodo di Perugia (servirebbero un miliardo e 200mila euro per un’opera che l’Anas non ritiene strategica rispetto alla viabilità nazionale) il Comune punta con decisione all’intervento tampone, relativo alla realizzazione di una corsia in più per far defluire meglio il traffico fino alla prima galleria. Perché le gallerie restano comunque un ostacolo che solo il Nodo potrebbe aggirare.

Una volontà, quella di agganciare ai lavori per la realizzazione di altre due corsie a Collestrada (interventi già previsti dall’Anas, indipendentemente dall’esito del progetto Ikea) l’ampliamento anche della rampa di accesso al Raccordo e del viadotto dei Volumni, che del resto l’amministrazione comunale ed i tecnici avevano già manifestato nell’Assemblea effettuata con la cittadinanza a Collestrada.

L’Anas ne stava verificando la possibilità, aveva annunciato il dirigente comunale Leonardo Naldini. Sicuro che avere a disposizione un’altra corsia nell’accesso al Raccordo contribuirebbe comunque ad eliminare le file lungo la E45, rendendo fluido il traffico prima della strozzatura della galleria.

E’ questa l’opzione che convince la maggioranza in Comune, nonostante la Regione voglia tentare ancora a Roma il colpo grosso per avere il Nodo. L’Anas chiede agli Enti di scegliere le priorità; poi, si ragionerà di soldi e fattibilità tecnica.

Il Comune ha scelto

E un’indicazione decisa su quali siano le priorità per il Comune di Perugia è arrivata dalla Commissione urbanistica, che ha approvato a maggioranza (ma l’opposizione si è astenuta, non ha votato contro) l’ordine del giorno con il quale i consiglieri Fronduti e Tracchegiani (FI) chiedono il raddoppio della corsia E45 all’altezza del viadotto in direzione Ponte San Giovanni/Perugia. Illustrando l’atto, i due consiglieri hanno ricordato che è in corso di valutazione ed approvazione la pratica deIl’Ikea – Eurocommercial, quest’ultima proprietaria del centro commerciale di Collestrada. Il progetto è condiviso dagli istanti sia nella distribuzione e localizzazione dei comparti, sia nella tipologia costruttiva di alta qualità e di buona funzionalità. Quello che si vuole mettere in evidenza, tuttavia, è il problema della viabilità, in particolare nel tratto E45 tra Collestrada e Ponte San Giovanni. Perché con l’arrivo di Ikea il transito di veicoli in quel punto, che oggi è di 5 milioni di mezzi, è destinato a raddoppiare.

Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di attivarsi con Anas affinché “ricerchi subito una soluzione tecnica indispensabile alla positiva attività del complesso“.

E la ricerca è appunto una nuova corsia fino al Raccordo, l’ampliamento della rampa e della parte iniziale del viadotto. Ed Anas era già lì, perché in Commissione era presente anche il responsabile compartimentale Anas, Gioacchino Del Monaco. E l’assessore Francesco Calabrese, che ha ricordato il problema attuale all’altezza dello svincolo di Ponte San Giovanni ben noto a tutti; in particolare vi sono delle criticità annose collegate all’esistenza di un’unica rampa di accesso al raccordo Perugia-Bettolle in direzione Firenze.

Su questa situazione si innesta la progettualità esposta da Anas già in altre occasioni (pratica Ikea) che avrà l’effetto, visto il raddoppio delle corsie all’altezza dello svincolo di Collestrada, di migliorare la situazione complessiva, compresa quella di Ponte San Giovanni, senza appesantire gli attuali flussi nonostante l’ampliamento del centro commerciale. In merito alle stime ed ai dati, l’assessore ha tenuto a precisare che le cosiddette “ore di punta” legate ai principali accessi ad Ikea saranno differenti dalle “ore di punta” che riguardano il flusso giornaliero in direzione Perugia.

In merito al Nodo di Perugia Calabrese ha precisato che lo stesso avrebbe l’effetto di sgravare la città dal cosiddetto traffico di “attraversamento”, che incide sui volumi complessivi per il solo 20%. Da ciò emerge che, pur ritenendosi l’opera essenziale nel panorama generale, non avrebbe comunque il pregio di risolvere tutte le criticità che attanagliano Perugia, superabili solo tramite raddoppio delle attuali corsie. Altro aspetto essenziale nella progettualità legata ad Ikea per Calabrese è il parcheggio d’interscambio (nel centro commerciale) con annessa stazione ferroviaria, su cui la stessa presidente della Regione ha manifestato il pieno appoggio.


“O Ikea si fa a Collestrada o gli svedesi salutano l’Umbria”


Il dirigente della mobilità Leonardo Naldini ha spiegato che gli svincoli di Collestrada e Ponte San Giovanni soffrono della stessa malattia, collegata al problema delle rampe che, ad oggi, essendo ad una corsia non consentono di smaltire il traffico nelle due direzioni Foligno-Perugia e Perugia-Foligno. Anas, in questo contesto, ha ben capito la questione tanto è vero che il progetto per la riqualificazione del nodo di Collestrada (già finanziato ed approvato) prevede il raddoppio delle corsie; lo stesso si prevede di fare sulla rampa di Ponte San Giovanni, dove tuttavia l’iter è un po’ più in ritardo. Naldini ha spiegato che intervenire sulla rampa all’altezza dell’abitato di Ponte San Giovanni rappresenta un’opera complessa, rispetto a quella di Collestrada, perché riguarda un viadotto e non una strada “ordinaria”. Naldini ha poi condiviso la valutazione dell’assessore Calabrese in merito al fatto che il nodo di Perugia, pur se venisse realizzato, non consentirebbe di risolvere i problemi che interessano il raccordo Perugia-Bettolle perché l’80% dei veicoli che passano sul tratto cittadino si indirizzano proprio su Perugia e non sono di mero attraversamento.

L’Anas rassicura il Comune

E le risposte fornite dall’Anas vanno incontro all’opzione scelta dal Comune. Il responsabile compartimentale dell’Umbria di Anas, Gioacchino Del Monaco, ha chiarito in avvio di non aver mai detto che non si possa risolvere tecnicamente il problema della rampa di Ponte San Giovanni, perché anzi l’opera appare possibile. Anche se si attende l’esito della Conferenza dei servizi, perché l’opera interesserebbe un’area archeologica. Tanto è vero, ha confermato, che Anas sta lavorando su questo progetto. Ed infatti, come esiste un progetto già finanziato per il raddoppio delle corsie all’altezza di Collestrada, si sta studiando identica progettualità per il raddoppio delle corsie all’altezza di Ponte San Giovanni, essendo identiche le criticità attuali e le modalità di intervento per risolverle. La differenza tra le due opere consiste in questo: mentre appare relativamente facile operare su Collestrada (disagi per i cantieri a parte), lo stesso non può dirsi per Ponte San Giovanni, visto che lì esistono vincoli particolari (ingresso in un centro abitato, allargamento di un viadotto che insiste in un’area archeologica e dunque vincolata).

Del Monaco ha riferito che dal punto di vista economico Anas ha già finanziato entrambi gli interventi per una cifra complessiva di circa 72 milioni di euro; somma che l’azienda ha appostato con l’obiettivo di risolvere tutte le criticità che attualmente insistono nell’area perugina. Dei 72 milioni, 20 circa serviranno per Collestrada, i restanti per il miglioramento dello svincolo di Perugia-Ponte San Giovanni. Per quest’ultimo progetto a breve verrà indetta una conferenza di servizi sulla questione della fattibilità; se la stessa avrà esito positivo verrà avviata la conferenza di servizi sul progetto definitivo.

Dunque da quanto detto emerge che vi è la volontà di Anas di intervenire su entrambi i fronti e, parimenti, vi è la completa copertura economica; tutto ciò indipendentemente dalla presenza o meno di ikea a Collestrada.

… e non chiude sul Nodo di Perugia

In relazione al Nodo di Perugia, Del Monaco ha spiegato che tale progetto ad oggi non è inserito in alcun piano programmatico di Anas; tuttavia, essendo il progetto determinante per risolvere i problemi di traffico del capoluogo umbro, Anas ha intenzione durante i lavori sul nodo di Collestrada di realizzare alcune opere che sono propedeutiche e compatibili con un futuro nodo di Perugia.

Il Nodo, ha chiarito, tecnicamente può essere realizzato in diversi modi: visto che ad Anas interessa di fatto bypassare il tratto perugino, non sarebbe necessario realizzare tutto il tracciato Collestrada-Corciano, essendo sufficiente un terzo di esso (per 300 milioni circa). Di sicuro, però, è impensabile allargare l’attuale raccordo, perché ciò avrebbe costi esorbitanti.

In definitiva Del Monaco ha riferito che il raddoppio di Collestrada e Ponte San Giovanni determinerà indubbi benefici per l’area; l’unico rischio è che le criticità attuali si spostino, almeno in parte, all’altezza delle gallerie che insistono sul tracciato perugino, per risolvere le quali l’unica strategia ipotizzabile resta la realizzazione del Nodo di Perugia. Insomma, ad avere le risorse, la cosa migliore da fare sarebbe ampliare per ora le corsie sino alla galleria e poi realizzare il Nodo di Perugia.

Il dibattito politico

Una risposta salomonica, da parte del responsabile Anas, che non scioglie il nodo politico tra i fautori della prima soluzione e quanti sperano ancora che il Nodo si possa realizzare.

Prendo atto che sulla viabilità si cambia strategia in questo Comune – la critica di Mirabassi – abbandonando definitivamente il Nodo di Perugia in favore del mero raddoppio degli svincoli di Collestrada e Ponte San Giovanni. Eppure si tenga conto del fatto che tali opere non risolveranno le criticità visto che gli intasamenti saranno solamente spostati all’altezza delle gallerie presenti sul raccordo”. “La E45 non è una strada trans-europea” ha replicato Leonardi. Che dice di puntare sull’ampliamento della rampa. Mentre Vignaroli, che vede ormai tramontato il progetto del Nodo dal costo esorbitante, ha chiesto se si stiano valutando soluzioni alternative per eliminare le attuali gallerie. Borghesi ha evidenziato come il centrodestra abbia dato il via libera al progetto Ikea senza avere preventive rassicurazioni sul versante del traffico.

Fuori dal match centrodestra-Pd si pongono i cinquestelle: per Pietrelli, la vera strategia vincente per il futuro è il trasporto su ferro, trattandosi di un sistema che consente di evitare le cosiddette “rotture di carico”, ossia il passaggio tra un mezzo e l’altro (autobus, minimetrò, mezzo privato). Insomma, se ci sono risorse, queste vanno destinate a ridurre il traffico su strada, non ad aumentarlo ampliando le strade, dovunque si facciano passare.

Però non si abbandona il Nodo

La priorità indicata dall’amministrazione comunale è chiara. Ma nessuno se la sente di dire che il “sogno” del Nodo, l’unico che risolverebbe definitivamente il problema della viabilità intorno a Perugia, è tramontato. Il capogruppo di Forza Italia Fronduti ha allora invitato le parti a “riprendere con forza il progetto del nodo di Perugia in quanto prioritario per il territorio”. Ed anche l’assessore Calabrese ha detto che nessuno ha intenzione di rinunciare al Nodo di Perugia, “anzi l’esatto contrario”. Ma in questa fase, occorre sostenere quegli interventi sui quali Anas ha certezza di intervenire. E comunque, ha ribadito, il progetto Eurocommercial – Ikea è strategico e non può essere vanificato.


Ikea? A Perugia darà pià lavoro Primark


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