Vestito da prete avvicina ragazzini fuori dalle scuole, la Curia: "Non è più un religioso. Abbiamo denunciato il caso, genitori fatelo anche voi" - Tuttoggi

Vestito da prete avvicina ragazzini fuori dalle scuole, la Curia: “Non è più un religioso. Abbiamo denunciato il caso, genitori fatelo anche voi”

Redazione

Vestito da prete avvicina ragazzini fuori dalle scuole, la Curia: “Non è più un religioso. Abbiamo denunciato il caso, genitori fatelo anche voi”

L'allarme su una chat scolastica per la presenza di quest'uomo
Mer, 12/02/2020 - 17:28

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Vestito da prete avvicina ragazzini fuori dalle scuole, la Curia: “Non è più un religioso. Abbiamo denunciato il caso, genitori fatelo anche voi”

Un ex religioso sta soggiornando in una zona periferica della città di Perugia. “E cerca di avvicinare le persone e soprattutto i ragazzi con la scusa di esercitare il suo ministero sacerdotale“. La conferma delle preoccupazioni che circolano da qualche giorno sulle chat scolastiche della zona arriva dalla Curia arcivescovile, che venuta a conoscenza della condotta di quest’uomo, che indossa impropriamente abiti religiosi, ha informato le competenti autorità di pubblica sicurezza.

La Curia inoltre inoltre invita sacerdoti e fedeli a segnalare anch’essi alle autorità, oltre che a quelle religiose, “qualsiasi comportamento messo in atto da quest’uomo contrario alla morale o all’esercizio del ministero sacerdotale che esercita abusivamente“.

Si tratta di un ex religioso – viene spiegato – appartenuto alla Congregazione Benedettina Silvestrina, ordinato presbitero nel 1999, che a seguito di gravi vicende giudiziarie è stato raggiunto, già nel 2006, da un procedimento di sospensione cautelativa da ogni pubblica attività e funzione sacerdotale.

Successivamente lui stesso ha chiesto ed ottenuto dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica l’Indulto di essere liberato da tutti gli obblighi sacerdotali e religiosi.

Pertanto qualunque suo atto o sua iniziativa che dovesse porre in essere a nome della Congregazione, oppure a nome dell’Archidiocesi – scrive la Curia – è da considerarsi arbitrario e privo di ogni valore“.


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