È infuocato a Foligno il dibattito sulla Variante Sud, o meglio Variante intermedia sud, la strada che dovrebbe collegare la nuova Ss77 “Val di Chienti” all’innesto con la Flaminia, alla Ss 316 (meglio conosciuta come Foligno – Bevagna) in corrispondenza della “rotatoria del McDonald’s” e quindi alla Ss75 Centrale Umbra (che conduce fino a Perugia). In pratica si tratterebbe di un collegamento tra l’area de La Paciana e l’area industriale di Sant’Eraclio, opera che alleggerirebbe il traffico che rende ormai impraticabili zone come quella di Borroni, Corvia e ‘San Magno’, gravate da una mole di mezzi insostenibile per quella che è di fatto rimasta una rete di viabilità locale e interquartierale.
Il battagliero comitato “Variante sud senza segreti” ha chiarito più volte di non essere “contro l’opera, ma per un’opera meno impattante”: in una recente assemblea cittadina, la Regione dell’Umbria, rappresentata dall’assessore alle Infrastrutture Francesco De Rebotti, ha sostanzialmente sposato le tesi del comitato.
De Rebotti, alla presenza anche del sindaco Stefano Zuccarini, ha infatti detto chiaramente che per la ‘Variante Sud’ i 67 milioni stimati come necessari per la realizzazione dell’infrastruttura non ci sono, e che – a seguito di un incontro tra la Regione e il ministero delle Infrastrutture – non ci sarebbero nemmeno tutte le risorse necessarie per completare anche altre opere strategiche per l’Umbria. La proposta dell’esponente regionale – sposando la linea del Comitato – è quindi quella di farsi bastare i 26 milioni già messi sul piatto, mitigando il più possibile il progetto e dichiarandosi pronto a “ridiscutere la programmazione e studiarne uno meno costoso che possa avere comunque valore per il territorio”.
Variante sud, l’intervento del sindaco in Consiglio comunale
A portare la questione nell’ultima seduta del Consiglio comunale è stato quindi il primo cittadino folignate. “C’è un progetto approvato dal Cipe nel 2004 – ha ricordato Zuccarini – e che tra l’altro è frutto delle precedenti amministrazioni, mentre il merito che rivendichiamo per questa amministrazione è quello di averlo migliorato e reso più fruibile con undici rotatorie su sette chilometri, e quindi capace di intercettare la viabilità locale senza problemi. Abbiamo anche chiesto di modificare il ponte sul Topino – ha spiegato il sindaco – senza più terrapieni ma su campate e piloni, senza quindi dividere il territorio ma connettendolo meglio”.
A fronte della nuova posizione ‘possibilista’ di modifiche della Regione dell’Umbria, teoria sposata in pieno dal Comitato cittadino, il Comune di Foligno resta invece sulla sua strada, anche perché c’è da fare i conti con la linea dello stesso ministero delle Infrastrutture, che lo scorso 5 novembre comunicava ufficialmente (anche alla Regione) il completamento delle indagini archeologiche, fondamentali per l’avvio dell’iter dell’opera, e per “arrivare entro la fine del corrente anno all’avvio della progettazione definitiva” con “contestuale dichiarazione del pubblico interesse da parte del Cipe” e quindi l’autorizzazione agli espropri dei terreni interessati.
Si torna quindi alla posizione del sindaco: “È chiaro ed evidente che, ad oggi, l’idea dell’assessore De Rebotti di farsi lasciare i soldi non corrisponde a verità, perché rinunciare al progetto così come approvato, significa rinunciare all’intero finanziamento di 64 milioni a fronte della promessa delle Regione di qualche soldo per finanziare interventi di viabilità interna. Basta con le menzogne del comitato, perché rinunciare a quest’opera, significa di fatto perdere i soldi”.
Scendono in campo il “Comitato per il sì” e Azione
A dare manforte al sindaco sono stati negli ultimi giorni il “Comitato per il sì”, ma anche Azione.
Il comitato a favore del progetto sposato dalla Giunta Zuccarini ricorda che “da anni è sceso in campo (con un’ampia raccolta firme consegnata all’attuale amministrazione comunale di Foligno) per ribadire l’assoluta ed impellente necessità di realizzare tale progetto ritenuto determinante non solo per la città di Foligno ma anche per tutto il comprensorio. A favore della realizzazione dell’attuale progetto si è già espressa la maggioranza dei cittadini di Foligno come evidenziato dal sondaggio commissionato alla Società TechnoConsumer dalla testata “Corriere dell’Umbria” e pubblicato sulla stessa a maggio del 2024″.
Il “Comitato del SI” ricorda inoltre che sono stati già stanziati 26 milioni di euro “che non sono pochi e che permetterebbero la realizzazione di un primo importantissimo stralcio del progetto prevedendo come priorità un Ponte sul fiume Topino volto a snellire di molto Ponte San Magno (un ponte del XVI secolo) e, sicuramente, anche un tratto di strada periferica e molto più scorrevole, con minori emissioni inquinanti, dove deviare il traffico che, in questo momento, risulta non più gestibile diversamente”.
Critiche vengono espresse anche in merito alle dichiarazioni dell’assessore regionale De Rebotti nell’assemblea di un paio di settimane fa: “La motivazione che l’Assessore ha addotto circa la mancanza della totalità dei fondi non ci risulta credibile, dal momento che l’opera fa parte della legge obiettivo nazionale e che, anche a detta della stessa Società Quadrilatero SpA (espressione di ANAS) verrebbe necessariamente completata e finanziata. Le affermazioni di De Rebotti comporterebbero quindi la ridefinizione completa del progetto e, di fatto, la non realizzazione della Variante Intermedia Sud, perdendo tutte le risorse già stanziate che fino ad oggi sono rimaste assegnate a questa opera e che non potrebbero, sempre a detta della Società Quadrilatero SpA, rimanere assegnate in caso di modifiche al progetto. Così come non ci risulta credibile che dalla Regione possano arrivare fondi per la realizzazione di una strada urbana che, se si fosse veramente voluto, sarebbe già stata realizzata da moltissimi anni e che, comunque, sarebbe pressoché identica come dimensioni alla Variante in progettazione”.
Come detto, anche “Azione della Provincia di Perugia e Azione Foligno esprimono forte preoccupazione per la posizione rinunciataria e priva di fondamento assunta dalla Regione Umbria – e resa pubblica dall’Assessore De Rebotti – in merito alla realizzazione della Variante Sud, l’opera di collegamento tra la frazione di Sant’Eraclio e la zona industriale della Paciana. Un atteggiamento che giudichiamo estremamente negativo e penalizzante per Foligno, e che rischia di compromettere un intervento atteso da decenni. Questa contrarietà, o l’ennesimo tentativo dilatorio, si inserisce purtroppo in un quadro più ampio, già emerso su altre infrastrutture fondamentali come il Nodo di Perugia o su impianti strategici per lo sviluppo regionale, come il termovalorizzatore”.
La replica del Comitato “Variante sud senza segreti”: si apra tavolo di confronto
Non si fa attendere la replica del Comitato “Variante sud senza segreti”, che critica l’intervento in consiglio comunale di martedì scorso del sindaco Zuccarini.
“Abbiamo assistito – evidenzia il comitato che chiede un diverso tracciato per l’opera – a una delirante arringa a sostegno di una strada extraurbana calata forzosamente al posto dell’intermedia sud, di fatto una barriera sociale che infrange totalmente i cardini della sostenibilità ovvero ambiente economia e società.
In maniera esageratamente autoritaria e senza possibilità di replica ha cercato invano di screditare il nostro comitato definendolo del “NO”. Invano perché con il nostro statuto rimasto invariato sin dal 2007 sosteniamo la vera Variante Sud extraurbana, l’Intermedia Sud urbana e un ponte urbano come previste nell’attuale e vigente PRG. Ribadiamo che non abbiamo alcun interesse personale, anzi rimandiamo al mittente le accuse, dicendo che gli interessi personali il Sindaco li dovrebbe cercare nel comitato del SI”.
“Il Sindaco – ricorda poi il comitato – ha citato la delibera cipes N.ro 13 del 2004. La delibera prevede il collegamento tra s316 e ss3 di natura extraurbana in classe C1, fa molta confusione il Sindaco che associa alla variante nord che invece è di natura urbana. Modificare il progetto è fattibile e non fa perdere nessun finanziamento come hanno ben specificato il Dr. Guido Perosino e l’Assessore Regionale Francesco De Rebotti. Noi siamo convinti che un’opera nazionale extra urbana a scorrimento veloce non può tagliare in
due la città e negare la fruibilità alle categorie piu deboli pedoni ciclisti ecc. ma deve essere realizzata in sintonia con i comuni limitrofi e tutto il territorio come previsto nel PRG. Se per correggere questo ecomostro si dovrà ricorrere al Tar e alla carta bollata, significa che tutta la politica ha fallito clamorosamente”.
Dal Comitato, infine, arriva l’appello a “porre fine a sterili guerre a distanza, esortando un tavolo di confronto con Comune Regione e Quadrilatero e magari con comitati e cittadini ma nelle sedi istituzionali”.
Il sentore, però, è che nessuno abbia intenzione di mollare la presa, senza passi avanti o indietro. La partita quindi si giocherà tra Ministero delle Infrastrutture, Regione dell’Umbria e Comune di Foligno con i comitati però pronti a fare la loro parte.