Non dovranno attendere di aprire l'uovo di Pasqua per trovare la “sorpresa”. Gli studenti fuori sede dell'Università degli Studi di Perugia sono già venuti a conoscenza della vittoria ottenuta: riavranno ciò per cui si sono battuti strenuamente, vale a dire un'assistenza sanitaria per loro che, lontani da casa, sono stati costretti per quasi due anni a rincorrere la guardia medica o il dottore di turno in ospedale.
Pare, dunque, che gli svariati appelli lanciati dagli studenti in questi mesi, attraverso le loro associazioni universitarie, non siano rimasti un grido nel vuoto. Non molto tempo fa, un gruppo di studenti, capeggiati da “Alleanza Universitaria” aveva organizzato un sit in davanti ai palazzi regionali per protestare contro questo “disservizio”, così loro stessi l'hanno più volte definito.
In questo periodo, comunque, l'impegno dell'Università degli Studi di Perugia, dell'Adisu e dell'Ente regionale è tangibile, visto il risultato raggiunto: la reintroduzione del medico di base per gli studenti fuori sede che avverrà, tra qualche settimana, presumibilmente subito dopo il rientro degli studenti dalle vacanze pasquali. “L'accordo raggiunto in materia sanitaria per far fronte alle esigenze degli studenti fuori sede – ha spiegato Maurizio Oliviero, amministratore unico dell'Adisu, l'Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario dell'Umbria – ci ha permesso di mettere a punto un sistema innovativo capace di farsi strada eventualmente anche in altre realtà accademiche d'Italia”.
“Si tratta di un piano – ha proseguito il docente – che dà la possibilità allo studente di avvalersi, laddove ne abbia necessità, di un servizio medico, evitando però che si trovi ad avere due medici di base, uno nella regione di provenienza e uno in quella d'adozione, il che si tradurrebbe in un aumento dei costi della sanità sul piano nazionale. È stato, dunque messo a punto, in accordo con le aziende sanitarie, un sistema molto agile, grazie al quale lo studente che arriva e sa di dover permanere a Perugia per un certo numero di mesi fa richiesta attivazione del servizio di medicina di base. Il sistema è semplice: compilando un modulo la prima volta e con una semplice telefonata successivamente, lo studente potrà fare la sua richiesta, che una volta accettata gli permetterà di scegliere, servendosi di un'apposita lista, il medico di base a cui intenderà rivolgersi. Il servizio sarà valido fino a quando lo studente, dovendo tornare nella sua regione di provenienza, definitivamente o solo per qualche mese come capita in occasione delle festività e dell'estate, sospenderà, con una semplice comunicazione, il servizio medico di base, riattivando così l'assistenza nella sua regione”.
“Si tratta quindi – ha sottolineato Maurizio Oliviero – di una soluzione in grado di garantire i diritti degli studenti razionalizzando i costi”. A questo va poi aggiunta la possibilità, per gli studenti di usufruire dell'assistenza psicologica e, prossimamente, anche di consulenze ginecologiche e di un sevizio di orientamento generale (non significa che il personale potrà prescrivere visite o farmaci), per il quale verrà allestito un apposito ambulatorio negli spazi dell'Adisu di via Faina, accessibile solamente in giorni e orari da stabilire. Da ricordare anche l'accordo che, qualche tempo fa, l'Università ha stretto con le Afas, chiamate a prestare assistenza sanitaria agli studenti, per cui basterà loro recarsi nella più vicina farmacia comunale per chiedere una consulenza. E per gli studenti possessori della Carta Adisu sarà, inoltre, possibile usufruire di sconti a partire dal 10%.
(E.P.)