Università, più soldi ai ricercatori e “magnifiche elezioni”

Università, più soldi ai ricercatori e “magnifiche elezioni”

Aumentate le borse di studio | Già partita la corsa al “magnifico trono” di Moriconi


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I ricercatori delle due Università perugine, come i dottorandi impegnati negli altri Atenei italiani, riceveranno questo mese un assegno più corposo.

Il Miur ha infatti comunicato ai rettori italiani l’approvazione del decreto che già a decorrere dal primo gennaio 2018 alza da 13mila 638 euro a 15mila 343 euro l’importo lordo della borsa di dottorato. L’importo netto minimo della borsa di dottorato sale quindi a 1.132,72 euro, con un aumento di 125,86 euro mensili effettivi. Un aumento atteso dieci anni. Era infatti il 2008 quando l’importo minimo netto era stato portato da 800 a circa mille euro mensili.

E mentre il Miur provvedeva a dare disposizioni ai rettori affinché adeguassero già da questo mese l’importo da erogare, Adi Perugia (l’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani), attraverso il coordinatore Giovanni Cinti e la vice coordinatrice Luciana Forti, ne dava comunicazione ai propri iscritti, invitando a segnalare eventuali inadempienze ed anomalie.

L’Adi, nell’esprimere soddisfazione per questa vittoria, ricorda tuttavia che la borsa, pur con l’aumento ottenuto, continua ad essere inferiore, per circa 200 euro all’anno, al minimale contributivo Inps per il riconoscimento dell’intera annualità della borsa di dottorato.

Ricerca a tavola

Una buona notizia per gli Atenei perugini, che cercano di mantenere elevata la qualità della ricerca a dispetto delle sempre più carenti risorse a disposizione. Anche esplorando nuovi ambiti accademico-professionale, come dimostra, ad esempio, il recente annuncio del rettore dell’Università per Stranieri, Giovanni Paciullo, dell’avvio a novembre del corso in Enogastronomia.

Magnifiche elezioni

All’Università degli Studi, intanto, sembrano essere già iniziate le grandi manovre in vista della scadenza del mandato di Franco Moriconi, nel 2019. A dare un’accelerata, pur ad un anno e mezzo dalla fine del “Magnifico mandato”, l’intreccio avvenuto nelle scorse settimane tra elezioni politiche e future elezioni accademiche.

Uomini del Pd locale avevano provato a sondare la disponibilità di alcuni personaggi di spicco dell’Ateneo perugino ad entrare in lista. Non se ne è fatto nulla, e allora l’esponente della società civile è stata cercata nella Prefettura di Terni.

I sondaggi perugini all’interno dell’Accademia, però, alcuni strascichi li hanno lasciati, tra bocciature e aspettative. Soprattutto una volta viste le candidature in provincia di Perugia dei cinquestelle, che hanno pescato nel mondo universitario (perugino e non) ed in quello, attiguo, dell’ospedale Santa Maria della Misericordia. Segnali che si stanno studiando ed interpretando. Del resto, sono accademici.

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