UMBRIA TPL: PER LE RSU SSIT LA SEDE DELLA HOLDING DEVE ESSERE A SPOLETO - Tuttoggi.info

UMBRIA TPL: PER LE RSU SSIT LA SEDE DELLA HOLDING DEVE ESSERE A SPOLETO

Redazione

UMBRIA TPL: PER LE RSU SSIT LA SEDE DELLA HOLDING DEVE ESSERE A SPOLETO

Mer, 25/08/2010 - 09:50

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di Diego Lucentini (*)

In relazione alla costituzione dell'Azienda Unica denominata Umbria TPL S.p.A, in cui sono confluite l'APM di Perugia, la SSIT di Spoleto, l'ATC di Terni e laFCU, il sottoscritto Diego LUCENTINI, rappresentante RSU della SSIT, e soprattutto cittadino di Spoleto, ritengo doveroso portare a conoscenza del Sindaco di Spoleto, del presidente della Umbria TPL S.p.A e della cittadinanza tutta, raggiungibile per il tramite dei quotidiani, le considerazioni che da sempre cerco di indicare come oggetto di riflessioni che vadano al di là del mero concetto economico e utilitaristico. Già da tempo avevo rappresentato al Sindaco le mie perplessità, riguardo al futuro che la città avrebbe dovuto affrontare con l'istituzione della nuova Azienda, in mancanza di una forte presa di posizione a salvaguardia dell'economia spoletina. Il Sindaco si era dimostrato, invece, ottimista. Ma oggi, alla luce dell'organigramma presentata dalla Umbria TPL S.p.A, risulta evidente che i miei timori non erano infondati, Spoleto viene ridimensionata ai minimi termini e il futuro è tutt'altro che roseo. La costituzione della Umbria TPL S.p.A può apparire ad un primo esame, alla classe politica spoletina, la soluzione del contingente problema economico dovuto alla situazione debitoria della SSIT, della quale, del resto, sarebbe opportuno conoscere le cause e le eventuali errate decisioni che l'hanno determinata. Tuttavia, con un esame più meditato, è facile capire che lo smantellamento dell'organizzazione del trasporto in ambito locale e del servizio di noleggio da rimessa porta ad un impoverimento della città. Al risparmio di spesa per il mantenimento dei servizi fa riscontro il crollo del sistema economico su cui poggia l'indotto, che pure fornisce lavoro a tante persone ed è il sostentamento di tante famiglie. Si risparmierà (quanto?) sul TPL ed aumenterà il numero dei disoccupati, con la chiusura delle attività che fanno da corolla alla SSIT. Anche il trasferimento del personale degli uffici da Spoleto a Perugia non sarà cosa da poco, come si vuol far credere, perché lo sbandierato confronto con le OO.SS. circa i criteri e le modalità della mobilità attuale e di quella futura, più che fornire una garanzia ai lavoratori si risolverà in una ricerca del male minore, in una situazione di enorme disparità del potere contrattuale e decisionale. Lo stesso turn-over è per Spoleto una forma di arretramento, riducendo le possibilità di lavoro per i giovani. E' in atto un eccessivo accentramento a Perugia dei servizi che riguardano l'intera regione e non si capisce il motivo per cui questa nuova Azienda non possa essere “diffusa”, mantenendo le realtà lavorative locali, anche a livello dirigenziale, presso le varie sedi che la compongono. Nulla ostacola che tutti i servizi amministrativi della nuova Azienda siano svolti a Spoleto o a Terni o che la totalità dei servizi tecnici abbia sede nella nostra città o che il centro decisionale ed organizzativo del noleggio sia a Spoleto, evitando lo smantellamento dell'officina, la chiusura delle piccole aziende dell'indotto, l'aumento della disoccupazione, in una parola l'impoverimento della città di Spoleto. In un momento in cui lo Stato decentra i suoi poteri a favore delle realtà territoriali, in Umbria si percorre la strada contraria e si accentra tutto a Perugia. Quale vantaggio potrà trarre l'utente di Spoleto da un'Azienda lontana, accessibile forse tramite un call-center, che all'atto pratico non potrà fornire spiegazioni o assicurare la soluzione di un qualsiasi problema? Attraverso i millenni la storia di Spoleto ha visto la nostra città nascere come un importante centro già prima della conquista romana, con gli Umbri, e risalgono poi al periodo romano i nostri più bei monumenti. Per non parlare dell'epoca longobarda, quando Spoleto diviene la capitale di un importante Ducato, dando inizio ad una serie di duchi che durerà, di fatto, fino al 1100. In seguito per la nostra bella città inizia la sua appartenenza alla sfera di influenza dello Stato Pontificio e perfino in epoca napoleonica, tra il 1809 e il 1814, quando l'Umbria costituì il Dipartimento del Trasimeno, il capoluogo non fu Perugia, ma Spoleto, a riprova dell'importanza del nostro centro. La storia recente ha assistito, invece, ad una serie di decisioni a livello politico, amministrativo ed economico di cui successivamente ci si è pentiti, come per la ferrovia Spoleto – Norcia, decisioni che hanno portato ad un lento declino di Spoleto, tant'è che negli ultimi anni, dal progetto di una nuova provincia si è passati all'oblio. Rimaneva la forte realtà della SSIT, con l'efficienza del suo TPL e l'orgoglio dei suoi servizi turistici, i quali, grazie anche alla risonanza del Festival dei Due Mondi con la sua proiezione su due Continenti, hanno avuto modo di far conoscere la SSIT e Spoleto anche al di fuori dell'Europa. In Europa, infatti, la SSIT è stata sempre apprezzata per la professionalità dei suoi conducenti e per la sua affidabile organizzazione, assicurata in sede da personale di elevata competenza. Nella nuova Azienda non si fa neanche menzione del servizio di noleggio da rimessa. Non si tiene conto dei Km (da 800.000 a1.000.000) effettuati annualmente con tale servizio, che si traducono, tra l'altro, in denaro contante. Non si tiene conto della realtà delle gite scolastiche, in Italia e all'estero, nelle quali l'affidamento dei nostri ragazzi ad un'Azienda locale e a persone conosciute costituisce un particolare di rilevanza non marginale. Lo stesso dicasi per gli anziani e per le parrocchie. Oggi la Spoletina scompare tra l'indifferenza di tutti e da domani non saremo più la testimonianza di Spoleto oltre i confini della nostra città, anzi, non rappresenteremo neanche più la nostra città. Inutile illudersi che qualche incontro con i politici, gli amministratori e le rappresentanze sindacali abbia potuto sortire alcun effetto. La singola voce di chi scrive è sempre stata una goccia in un oceano. Si è assistito, di volta in volta, alla sfilata e ai discorsi di varie personalità, a cui interessava soprattutto evidenziare il proprio merito, senza dare spazio all'esposizione di soluzioni alternative. Serviranno queste mie parole? Forse, se un moto di orgoglio scuoterà l'animo dei veri spoletini, con la mente rivolta al futuro proprio e a quello dei loro figli.

(*) Rsu-SSIT trasporti


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