Umbria Olii, difesa chiede la revisione del processo - Tuttoggi

Umbria Olii, difesa chiede la revisione del processo

Sara Fratepietro

Umbria Olii, difesa chiede la revisione del processo

Nuova azione giudiziaria per evitare il carcere mentre dalla Corte di Firenze è arrivata la sentenza definitiva | Cgil: "Speriamo si metta la parola fine su questa vicenda"
Sab, 23/09/2017 - 09:33

Condividi su:


Sul rogo alla Umbria Olii di 11 anni fa, in cui morirono 4 lavoratori, è stata messa la parola fine con la condanna di Giorgio Del Papa? Forse no, nonostante la sentenza definitiva della Corte d’appello di Firenze di giovedì 21 settembre che, come era stato richiesto dalla Cassazione nel 2015, ha proceduto a ricalcolare la pena comminata all’imprenditore di Spoleto che nel novembre 2006 era alla guida della raffineria di Campello. Del Papa, dopo anni di processi ed una vicenda giudiziaria caratterizzata da colpi di scena, è stato condannato per la sola accusa di omicidio colposo plurimo (dopo che quello di incendio si è prescritto) a 4 anni, 9 mesi e 15 giorni di reclusione.


Umbria Olii, per Giorgio Del Papa condanna a 4 anni e 9 mesi


Prima ancora però che i giudici fiorentini si pronunciassero per il ricalcolo della pena (la Cassazione aveva riconosciuto la correttezza della sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’appello di Perugia, dichiarando però prescritto il reato di incendio colposo e rinviando per questo alla Corte di Firenze meramente per ricalcolare la condanna), il legale dell’imprenditore, l’avvocato Giuseppe La Spina, ha presentato, secondo quanto si apprende, un’istanza per chiedere la revisione del processo. In sostanza la sua difesa (impossibile da contattare telefonicamente in questi giorni) avrebbe nuovi elementi a sostegno del suo assistito tali da chiedere l’annullamento del processo che già si è svolto e che appunto ha portato alla condanna di Del Papa. Un estremo tentativo per evitare che l’imprenditore finisca in carcere in esecuzione alla sentenza emessa due giorni fa. L’udienza in merito è stata già fissata dalla Corte di appello competente. Non è però chiaro se questo comporti o meno una sospensiva all’esecuzione della condanna o meno.

Intanto dopo la sentenza di martedì si registra la nota del segretario generale della Cgil dell’Umbria Vincenzo Sgalla e del responsabile sicurezza sul lavoro Cgil Umbria Vasco Cajarelli: “Non abbiamo mai chiesto vendetta, ma giustizia e oggi speriamo che, 11 anni dopo quel terribile 25 novembre 2006, per le vittime, i loro familiari e tutta la comunità umbra si possa davvero mettere la parola fine su una vicenda che ha segnato pesantemente la nostra comunità e tutto il mondo del lavoro. Quella della Umbria Olii resterà per sempre, per noi della Cgil, – evidenziano – una ferita aperta, una vicenda che, oltre alla drammaticità delle quattro vite spezzate, ha conosciuto pagine esecrabili, come quella delle richiesta di risarcimento milionaria alle famiglie delle vittime da parte dell’imprenditore, oggi condannato, Giorgio del Papa. Nessuno restituirà Giuseppe, Vladimir, Tullio e Maurizio ai propri cari, ma la conclusione della vicenda processuale, dopo tutto questo tempo, è comunque un fatto importante per restituire un po’ di dignità a quei quattro morti e una speranza di serenità alle loro famiglie”. 

Aggiungi un commento

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!