Umbria Jazz 19, oggi la presentazione della 46^ edizione | Si torna a San Francesco al Prato

Umbria Jazz 19, oggi la presentazione della 46^ edizione | Si torna a San Francesco al Prato

Già tutti annunciati i concerti clou, in totale 280 eventi per la maggior parte gratuiti | Dodici diverse location, 90 band e un centinaio di musicisti

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Duecentottanta eventi, per la maggior parte gratuiti; dodici diverse location, dai grandi spazi dell’Arena Santa Giuliana e Piazza IV Novembre al club di Via della Viola; una novantina di band in cartellone con centinaia di musicisti.

Sono questi i principali numeri di una edizione che conferma Umbria Jazz tra i maggiori eventi del settore a livello mondiale, e presentata oggi all’Hotel Brufani. Con, in più, la suggestione unica che le deriva dalla sua formula: la magnifica cornice di uno dei centri storici più belli d’Italia in cui ascoltare jazz, e non solo, per dieci giorni ininterrottamente dalla mattina a notte fonda. Perugia non è soltanto un valore aggiunto, ma il principale tratto dell’identità del festival, ovvero il connubio musica-ambiente urbano che è il senso stesso della manifestazione.

Tanta musica, dunque, ma anche seminari di formazione, un concorso per nuovi talenti, iniziative e laboratori per i bambini, enogastronomia, una mostra fotografica in Galleria, lezioni di ballo swing, dj set.

SAN FRANCESCO AL PRATO, FINALMENTE!

La prima volta che San Francesco al Prato ospitò i concerti di Umbria Jazz fu nel 1987. L’ultima volta fu nell’edizione 1997. Nel settembre di quell’anno il terremoto fece tremare l’Umbria e non risparmiò un edificio che nel corso dei secoli aveva già subito diversi traumi. Lo stesso terremoto che aveva causato gravi danni alla volta della Basilica francescana di Assisi colpi la duecentesca chiesa francescana di Perugia.

Cominciò allora un lungo cammino verso il restauro del monumento e la sua riconversione in auditorium, in coerenza con la nuova vocazione che la chiesa aveva acquistato proprio nelle indimenticabili notti di Umbria Jazz.

Negli undici anni di festival, molte sono state le perle che hanno aggiunto al valore musicale il fascino di quelle spoglie mura ricche di storia.

A cominciare dall’orchestra di Gil Evans, che inaugurò la chiesa: una dream band di talenti al servizio di colui che è stato uno dei più geniali alchimisti del suono. È interessante notare che San Francesco al Prato ha ospitato le quattro più importanti orchestre del jazz moderno: oltre alla Gil Evans Band, anche la Liberation Music Orchestra, la Very Big Band di Carla Bley e l’orchestra di George Russell.

Tra i tanti momenti, basta citare il trio di Carmen McRae, il Kronos Quartet con Steve Lacy, il quartetto di Joshua Redman, allora astro emergente del nuovo jazz, il cui pianista era un pressoché sconosciuto Brad Mehldau.

Il “ritorno” di San Francesco al Prato tra le location di Umbria Jazz rinnova vecchi ricordi e lascia immaginare nuove emozioni. Un solo concerto, quest’anno, che vale una inaugurazione: “Seven Dreams”, il progetto che il festival ha commissionato al talento di uno degli artisti più “trasversali” della musica contemporanea, Uri Caine, per il suo trio e la Umbria Jazz Orchestra, più gli archi dell’Orchestra da Camera di Perugia.

L’ARENA SANTA GIULIANA, trasformata in un comodo, grande teatro a cielo aperto, resta la sede dei grandi eventi. Oltre alle star del jazz ospita rock, pop, canzone d’autore, soul. Sarebbe impressionante ripercorrere anche parzialmente la storia delle sue passate sedici edizioni: Prince, Sonny Rollins, Keith Jarrett, Lady Gaga, Sting, R.E.M., Quincy Jones, Elton John, Burt Bacharach, Ornette Coleman, Herbie Hancock, James Brown, Pat Metheny, Caetano Veloso, Eric Clapton, Wayne Shorter, Gilberto Gil, Mark Knopfler, Santana, Van Morrison, Diana Ross, BB King, Erykah Badu, Michael Bublé, Brian Wilson.

Un vasto spazio che vive non di sola musica ma si presta anche a momenti conviviali e – prima e dopo il concerto, e tra un set e l’altro- offre occasioni di socializzazione.

IL TEATRO MORLACCHI è da sempre dedicato al jazz, nelle sue eterogenee espressioni e nelle ormai molteplici ramificazioni, ma pur sempre e comunque jazz. Musica per puristi, che richiede per definizione un ambiente chiuso, acusticamente perfetto, di dimensioni idonee.

LA SALA PODIANI DELLA GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA riprende la tradizione della musica nei grandi musei. Il cartellone è di nicchia quanto qualitativamente di alto livello. Si privilegiano le proposte meno consuete, da ascolto attento. Magari, dedicando del tempo, prima o dopo il concerto, alla visita delle collezioni ospitate dalla Galleria.

Quest’anno il programma raddoppia. Oltre all’ormai consolidato concerto di mezzogiorno, ce ne sarà uno alle 15,30. Il pubblico della Sala Podiani potrà anche vedere una mostra di fotografie di Jimmy Katz, uno dei più grandi ritrattisti del jazz, organizzata dal Museo in collaborazione con il festival.

In PIAZZA IV NOVEMBRE E NEI GIARDINI CARDUCCI va in scena la musica gratuita. Così Umbria Jazz è nata e a questa tradizione non ha mai rinunciato. Qui i generi musicali sono swing, blues, soul, gipsy, mentre la naturale location della marching band è la strada.

IL CLUB in Via della Viola, aperto fino alle ore piccole, ospita le jam session. Per Umbria Jazz significa riprendere una vecchia tradizione che affonda le radici nella storia del jazz e nell’immaginario condiviso dei suoi fans. Il suo cuore è una “House band” cui tutti gli altri musicisti possono unirsi.

Nella stessa location, anche dj set pomeridiani e lezioni di ballo swing.

JAZZ FOOD & WINE

È abitudine consolidata di Umbria Jazz coniugare musica e specialità enogastronomiche del territorio. Nella Bottega del Vino, enoteca nel cuore dell’acropoli, si può pranzare, cenare o prendere l’aperitivo ascoltando il soul d’autore di Koku Gonza e le atmosfere gipsy di Accordi Disaccordi, e magari approfittare della ricca lista dei vini.

Nei due week end, solo a pranzo, musica e jazz lunch (con Ray Gelato & Friends) alla Taverna, ristorante frequentato anche dagli artisti.

Aperitivo (per la precisione, un Cheese Tasting) con musica tutti i giorni, ore 18,30, all’Hotel Brufani con il trio di Benny Green e la cantante Veronica Swift, considerata in America una delle nuove star della vocalità jazz.

Nell’Arena Santa Giuliana, infine, è aperto tutte le sere dalle ore 19 un ampio spazio che comprende un vero e proprio ristorante. Si mangia e si ascolta buona musica (Koku Gonza) prima del concerto.

UMBRIA JAZZ PER IL JAZZ DI DOMANI

Ogni anno sono circa duecento gli iscritti ai corsi estivi (9-21 luglio) del Berklee College of Music di Boston che si tengono a Perugia (questo è il trentaquattresimo anno) e che permettono di studiare la musica nei suoi diversi aspetti (tecnica degli strumenti, improvvisazione, musica d’insieme) con un metodo didattico che ha sempre dato buoni frutti: dall’anno della fondazione, il 1945, per le aule del Berklee a Boston sono transitate centinaia di future star. Molte delle nuove leve del jazz italiano hanno frequentato i corsi perugini del College.

Anche quest’anno gli allievi più promettenti emersi dai corsi si esibiscono sul palco di Piazza IV Novembre.

E sempre in tema di giovani, il concorso organizzato da Conad e Umbria Jazz (ottava edizione) intende scoprire e valorizzare i talenti del jazz di domani. Il concorso offre a giovani musicisti spazi di visibilità e un supporto concreto alla carriera: in palio sono un premio in denaro, l’esibizione sul palco di Umbria Jazz e un tour in importanti club nazionali, oltre a due tappe speciali a Matera e L’Aquila. A individuare i dieci finalisti saranno due giurie, una tecnica ed una popolare in rete, e tra questi, ascoltati dal vivo durante il festival, la giuria artistica presieduta da Paolo Fresu sceglierà il vincitore.

Un altro segnale di attenzione ai giovani è la presenza in cartellone di una mini rassegna (tre giornate) dal titolo “Jazz@Conservatorio”, con gli allievi del Conservatorio perugino Francesco Morlacchi.

Infine, al Teatro Morlacchi, per il secondo anno consecutivo, si esibirà la New Talents Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini, costituita, coerentemente con il proprio nome, da giovani musicisti di talento provenienti da varie regioni italiane.

UJ4KIDS

Umbria Jazz, con la Regione Umbria e l’Istituto Comprensivo 2 Montessori/Ciabatti di Perugia ha attivato un percorso didattico e sperimentale di tre mesi come prologo alla realizzazione di una intera sezione del festival estivo dedicata ai bambini, in forma di laboratori ed intrattenimento.

È il contributo che Umbra Jazz offre al primo punto programmatico fissato dalla neonata Federazione Italiana del Jazz in accordo con il MIBAC, che è quello di compiere azioni strutturali per introdurre il Jazz nelle scuole di ogni ordine e grado. Ogni giorno, due appuntamenti con educatori e musicisti per cominciare a conoscere il fascino del jazz.

L’ANTEPRIMA

Il giorno precedente l’apertura del festival, giovedì 11 luglio, Umbria Jazz terrà un concerto gratuito in Piazza IV Novembre, con inizio alle ore 21.00. Sul palco, due band, Con Brio e Wee Willie Walker & Anthony Paule Soul Orchestra.

UMBRIA JAZZ: “SALVIAMO IL PIANETA!”

Umbria Jazz si schiera a fianco di chi ha a cuore la salute della Terra e vuole contribuire a difendere l’ambiente da inquinamento e cambiamenti climatici. Un appello in tale direzione sarà lanciato dal palco dell’arena Santa Giuliana, prima del concerto di Thom Yorke, il 20 luglio, da padre Enzo Fortunato, della rivista San Francesco dei frati di Assisi, ed un rappresentante di Greenpeace.

La scelta della data non è casuale: Yorke, artista sensibile ai temi della contemporaneità, si è molto impegnato a sostegno delle organizzazioni ambientaliste per la salvezza del Pianeta.

Per Umbria Jazz non si tratta di una iniziativa destinata a restare isolata. Questo tema sarà un filo conduttore del festival nei prossimi anni e accompagnerà Umbria Jazz verso l’edizione che nel 2023 segnerà il mezzo secolo di vita della manifestazione. Con un duplice intento: da un lato, adottare buone pratiche in materia di sostenibilità ambientale, tema che il festival ha già intrapreso da tempo; dall’altro, aprire all’interno del festival e con il suo pubblico uno spazio di riflessione e sensibilizzazione. La buona musica, ed in particolare il jazz, non è mai isolata dal mondo e dai suoi problemi. Anzi, li recepisce e se ne fa carico.

LE 4 STAGIONI DEL JAZZ

Umbria Jazz partecipa al progetto “Le 4 stagioni del Jazz” finanziato dal programma di sviluppo rurale 2014-2010 misura 16.3.3

Il programma completo consultabile direttamente sul sito della manifestazione (CLICCA QUI)

(foto:pagina FB Umbria Jazz)

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