Ubriaco semina il panico nel pronto soccorso di Città di Castello: arrestato - Tuttoggi

Ubriaco semina il panico nel pronto soccorso di Città di Castello: arrestato

Redazione

Ubriaco semina il panico nel pronto soccorso di Città di Castello: arrestato

Dom, 10/03/2013 - 13:18

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Ubriaco semina il panico nel pronto soccorso di Città di Castello: arrestato

Due arresti a Città di Castello, durante il pomeriggio di ieri 9 marzo, effettuati dal personale della Squadra Volante, dell'Ufficio Prevenzione Generale del Commissariato. I fatti si riferiscono a due distinte operazioni.

In pronto soccorso – Intorno alle 16.30, gli agenti sono intervenuti presso il pronto soccorso dell'ospedale tifernate, dove K.A. marocchino di 43 anni, accompagnato in ospedale a causa di un persistente stato di ubriachezza, nel mentre riceveva le cure ed assistenze del caso, ha seminato il panico, alla presenza degli ignari pazienti, aggredendo il personale medico e paramedico, senza apparente motivo. La presenza del Coordinatore delle Volanti sul posto, anch’egli aggredito, ed l'immediato arrivo dell’equipaggio della volante, hanno scongiurato il peggio. Già al mattino una volante era intervenuta, in quanto l'uomo infastidiva insistentemente sia la proprietaria che gli avventori di un bar del centro cittadino. Il marocchino è stato arrestato per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale e portato presso le camere di sicurezza della Questura di Perugia.

L'aggressione – Il secondo intervento è avvenuto a S. Giustino, dove F.R., un rumeno di 48 anni, agli arresti domiciliari per rapina, ha aggredito la propria compagna, provocandole gravi lesioni al collo per costrizione ed al volto, sottraendole dal proprio portafoglio circa 45 euro. Il motivo dell’aggressione, da ricondurre a problemi familiari e sentimentali tra i due per la conclusione della loro storia, dopo numerose molestie, è culminato proprio nell’aggressione. La richiesta d’intervento al 113 è stata effettuata dalla sorella della donna, testimone assieme ad altri due bambini, rispettivamente figlio e nipote. Il rumeno è stato associato presso il carcere di Capanne con l’accusa di molestie familiari aggravate.

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