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Turismo Umbria, ko Spoleto, Gubbio e Perugia, bene Todi, tiene Assisi-Valnerina

Redazione

Turismo Umbria, ko Spoleto, Gubbio e Perugia, bene Todi, tiene Assisi-Valnerina

Numeri negativi ad aprile. Maglia nera ad Amelia, bene Foligno. Numeri e percentuali
Mar, 09/06/2015 - 17:18

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Carlo Ceraso e Sara Cipriani

E’ stato un aprile drammatico per il settore turistico dell’Umbria: è l’impietosa analisi che scaturisce dai dati pubblicati sul sito istituzionale della Regione confrontati con lo stesso mese del 2014. Davvero pochi i dati con segno ‘+’ e tutti legati agli “arrivi”, ovvero clienti ospitati nel periodo preso a riferimento, mentre le “presenze” (numero delle notti trascorse) raggiungono cifre negative anche a due numeri. Sarà la crisi, sarà il mancato ponte del 25 aprile (caduto quest’anno di sabato), quello del 1 maggio (venerdì) che non ha consentito un long week end, fatto sta che non c’è praticamente zona del Cuore verde d’Italia che sia stata in grado di registrare aumenti degni di nota. Fortuna vuole che il primo quadrimestre chiuda comunque con segno positivo in quasi tutta l’Umbria, con unica eccezione di Spoleto e Gubbio. Quasi a far sospettare che neanche la fortunata serie tv di ‘Don Matteo’, per 8 stagioni girata nella città dei Ceri, da 2 in quella del festival dei 2 mondi, abbia più capacità di traino. Certamente l’assenza di eventi di richiamo congiunta ad una scarsa strategia di comunicazione legata sia alla cronica carenza di fondi pubblici, sia al non sempre generoso investimento degli stessi operatori, rischiano di segnare il declino delle due città, tra le più belle della Regione ma indubbiamente con poca capacità di attrarre turisti.

Dati purtoppo confermati anche dal report presentato stamattina a Perugia da Banca d’Italia. Nel rapporto che per la prima volta dopo anni, registra una timida ripresa dell’economica regionale, il settore turistico sembra ancora soffrire, soprattuto nei tempi di permanenza dei turisti nel Cuore Verde. Visitatori in aumento dall’Italia, ma in netto calo dall’estero.

Promossi – tra i territori che incrementano o mantengono il trend spicca Todi e il tuderte con un eccellente +4,20% sul fronte arrivi (10.829) e un +3,78% su quello delle presenze (20.067). A seguire una città non certo a vocazione turistica quale Foligno che strappa però + 5,77% di arrivi (23.390) e + 0,77% di presenze (44.506): numeri legati con ogni probabilità all’espletamento dei concorsi espletati dalle Forze Armate presso la caserma Gonzaga. Tiene Assisi che incassa un +2,54% sugli arrivi (70.302) che in qualche maniera attenua il -0,47% delle presenze (135.677). Come pure la Valnerina che al 3,69% di nuovi arrivi (19.317), registra un quasi uguale decremento sulle presenze pari a -3,47% (sono state 32.423).

Bocciati – per il resto è stato un bagno di sangue. La maglia nera spetterebbe alla zona di Amelia (-16,83% a. pari a 3.208, -28,9% p. ovvero 4.694), ma solo per le percentuali registrate visto che il comprensorio non fa del turismo la sua ‘arma’ economica. In realtà, sotto questo aspetto, ad aver pagato le maggiori conseguenze è Spoleto con cifre da incubo: -18,13% di arrivi (10.781) e un ancor più allarmante – 23,11% di presenze (21.185). Segue, con numeri dimezzati, Gubbio (-8,92% a. pari a 13.280, -14.96% p. ovvero 25.463), l’area del lago Trasimeno (-5,59% a. pari a 21.429, -12,61% p. corrispondente a 52.391), Perugia (-7,75% a. quantificati in 47.328, -8,40% p. corrispondenti a 103.989). Ma anche l’operoso comprensorio dell’Alta valle del Tevere con – 10,42% di arrivi (6.963) e – 8,64% di presenze (19.404). Sul fronte della provincia di Terni, dopo Amelia, è Orvieto a pagare le maggiori conseguenze con – 4,30% arrivi (17.926) e – 5,44% p.(29.153 quelle registrate), mentre il comprensorio ternano, che registra -7,29% sul fronte arrivi (14.527), contiene il calo di presenze a – 2,64% (31.880) grazie all’area del lago di Piediluco. Complessivamente in linea i dati complessivi delle due province con Perugia a -2,44% di arrivi (223.619) e -6,28% di presenze (455.105), e l’industriale Terni a -6,29% di arrivi (35.661) e – 6,37% di presenze (65.227). A livello regionale l’Umbria chiude il quarto mese del 2015 con -3,06% di arrivi (259.280 quelle che compaiono sul sito della Regione) e ben – 6,29% di presenze (520.332).

Quadrimestre positivo – ma è confrontando i primi quattro mesi dell’anno con lo stesso periodo del 2014 che si può tirare un sospiro di sollievo. Perugia e provincia ottengono un +1,29% sugli arrivi (465.791) e una flessione di -1,6% di pernottamenti (1.007.831) con incrementi eccellenti per Assisi (+5,10% arrivi pari a 128.660, +4.49% di presenze pari a 258.147) e la Valnerina (+8,58% a. ovvero 32.149, +4,0% presenze pari a 56.830). Pessimi risultati, ancora una volta, per Spoleto (-9,97% pari a 26.745, e -11,91% equivalente di 57.301 notti) che stacca in negativo tutti. Se non può essere preso in considerazione il Trasimeno quanto meno per il riferimento ai mesi invernali, la stessa Gubbio, comunque in calo, ha contenuto le perdite a -2,73% di arrivi (27.667) e -5,37% di pernottamenti (56.699). Perugia tiene botta sul fronte dei turisti ospitati con 120.873 (-1,05%) ma non su quello delle notti trascorse in zona di 292.181 (-4,25%). Terni e provincia chiude invece con segno positivo con 82.236 arrivi e 153.110 presenze (+7,96%, +7,52% p.) con Orvieto a fare da traino grazie ad un eccellente +12,71% (37.394) e +11,54 (61.904).

L’Umbria in generale chiude il periodo con 548.027 clienti ospitati (+2,29%) e 1.160.941 pernottamenti (-0,4%).

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