Torneo dei Bar, trionfa la newentry Pandemonio | Finale al cardiopalma contro Da Al

Torneo dei Bar, trionfa la newentry Pandemonio | Finale al cardiopalma contro Da Al

Una tripla mancata condanna i veterani di capitan Sartini a 2 secondi dal fischio finale | Successo di pubblico per tutte le partite

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E’ stato detto e ridetto, ma non c’è più dubbio che il Torneo dei Bar Memorial “Corrado Spatola” è a tutto tondo una delle manifestazioni sportive amatoriali più importanti della regione nel campo della pallacanestro. Mentre in questi giorni si stanno approntando altri  playground in giro per le principali città umbre (Bastia, Perugia e forse a breve anche Foligno), il dato tecnico che fa la differenza è di casa a Spoleto. Il TDB è l’unica manifestazione infatti in cui si gioca con due squadre da 10-12  giocatori (quintetto base e panchina) e sopratutto a tutto campo con tempi regolamentari (tranne che nei match di qualifica che  per motivi di “affollamento” vedono i tempi ridotti a 8 minuti per quarto invece che i normali 10 previsti dal regolamento federale).

Nella città del Festival e del grande funambolo Corrado Spatola, alla cui memoria il Torneo è intitolato, ci si può permettere anche la presenza fissa di due coppie di arbitri  della Federazione e sopratutto la finale, una vera sciccheria, è diretta come in serie A da 3 arbitri. Ovviamente non è solo questo che fa la differenza. Ne sanno bene qualcosa tutti coloro che in questo ultimo fine settimana del torneo volevano entrare al Palavecchio e non ci sono riusciti per il pienone continuo di appassionati ed anche curiosi di questo speciale evento di inizio estate a Spoleto.

Il TDB è ormai da considerare come una grande classica delle manifestazioni sportive e il calore e la passione che si respira prima, durante ed anche per  diversi  giorni a venire dopo la finale ne fa un evento  non soltanto sportivo ma  sopratutto sociale. Non si spiegherebbe altrimenti il perchè della presenza di tanti giocatori ed amanti del basket che  si percorrono più volte in due settimane anche diverse decine di chilometri per poter essere parte di questo incredibile spettacolo. Del resto 27 edizioni non sono un caso.

Quest’anno poi, periodo particolare anche dal punto di vista politico in città (si vota tra pochi giorni), alcuni candidati, come era prevedibile, si sono fatti vivi al Palavecchio e chissà che non abbiano compreso chiaramente cosa può unire una città rendendola portatrice di valori anche oltre i confini cittadini. Una manifestazione sportiva come quella del TDB  va sostenuta e seguita passo dopo passo perchè possa diventare un punto di riferimento insieme ad altri grandi appuntamenti già presenti. Per una volta non sarebbe male se si scegliesse  in base ai risultati ed al merito che nel caso del TDB  sono sotto gli occhi di tutti.

Ed infine non si può che ringraziare tutto il Comitato organizzatore, fatto da giocatori, amatori, e grandi appassionati della palla a spicchi, Ragazzacci insomma, che per più di un mese si affannano  nel tenere tutto sotto controllo per offrire due settimane di grande  sport alla città. Senza di loro nulla sarebbe possibile. Come nulla avrebbe valore senza la presenza costante a tutte le partite di Francesca Leoncilli Massi, Flavia e Lavinia Spatola, moglie e figlie di Corrado, il più bravo di tutti e sopratutto l’amico di tutti, un campione di sportività ed umanità oltre ogni differenza, fosse quella della maglia della società di appartenenza o di razza. colore, genere. Chi lo ha conosciuto ne serba il prezioso ricordo che non svanirà mai, oltre ogni parola di circostanza e oltre la sua morte.

La Finale al cardiopalma

Se non fossero bastate tutte le partite eliminatorie giocate sempre all’ultimo respiro, con le squadre mai dome sino all’ultimo tiro o all’ultimo rimbalzo, la finale di questa 27esima edizione è stata un capolavoro nel capolavoro di agonismo sportivo. Difronte ad un pubblico eccezionale, si sono sfidati  per la finalina  del 3° e 4° posto L’Altro Caffè di capitan De Angelis e la new entry Bar Moriconi del bomber Tini. Ha vinto  la maggiore esperienza dell’Altro Caffè, ma sopratutto la mitraglia di Salvo Varriale che da due punti o da tre punti, in sottomano o in sospensione ha fatto la differenza.

Ma è la Finale vera e propria che lascia tutti a bocca aperta. Per 4 quarti regolamentari il match tra Pandemonio (anche lei new entry) e Da Al è stato un entusiasmante testa a testa  e i rarissimi break sono stati rapidamente recuperati dall’una o dall’altra squadra. E questo grazie ad alcuni protagonisti come Di Titta, Baglioni, Bellini, Santangelo, Paluello, Sartini, Fratini, Broganelli e tutti gli altri, ognuno per la loro capacità e forza, anche fosse solo per difendere e prendere le “botte” sottocanestro.

Come in un film, il tutto è stato deciso agli ultimi 2 secondi di gioco. Pandemonio avanti di 3 punti e la rimessa in mano a Da Al. Tutto studiato a tavolino, blocchi e filtri e palla a capitan Sartini che spara la tripla dall’angolo remoto del regno.

La palla entra, la sirena nemmeno si sente più e il Palavecchio esplode per  l’overtime conquistato, ma due arbitri della terna non sono daccordo con il collega che ha sancito che quel tiro prezioso era da 3 punti.

Rapido conciliabolo e annullamento. Il tiro è da due punti perchè il bomber Sartini ha pestato con mezzo piede la linea del tiro da tre. Scoramento generale dei virgulti di Da Al, qualcuno è li li per perdere la testa.

Ma è una grande festa, una grande finale e sarebbe stata una sciocchezza clamorosa trasformarla in una questione di diritto sportivo. E’ andata bene così, per il divertimento massimo di tutti  e sopratutto del pubblico entusiasta e convinto di aver visto un grande momento di sport amatoriale.

Alla fine abbracci e  strette di mano e le premiazioni.

Questi i premi individuali assegnati:

MVP : Alessandro Di Titta
Miglior under: Denald Nuri
Miglior donna: Francesca Donnici
Miglior over: Alessandro Bellini
Miglior amatore: Federico Baglioni
Miglior realizzatore: Salvatore Varriale

E per finire non poteva mancare il consueto gesto di amore per questo sport da parte della famiglia di Corrado Spatola. Un assegno di 1000 euro destinato a un giovane promettente per seguire un percorso utile e di perfezionamento della propria crescita cestistica. Vincitore, Alessandro Di Titta (Pandemonio), classe 1997.

Da oggi si cominciano a contare i giorni che mancano per il Torneo dei Bar Memorial “Corrado Spatola” edizione 28.

Consoliamoci nel frattempo con le magnifiche foto di tutto il torneo scattate da Cristian ed Emilio Sordini, disponibili già da giorni sulla pagina Facebook del Torneo. 

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