Todi, la “rivoluzione” dei colletti bianchi

Todi, la “rivoluzione” dei colletti bianchi

Spostamenti e polemiche: via libera della giunta alla nuova organizzazione del Comune | La Cgil insorge: mancano criteri e trasparenza

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E riorganizzazione fu. Nonostante le polemiche che sono rimbalzate dai vicoli del centro storico alle bacheche social, nonostante le perplessità manifestate dalle opposizioni, la giunta municipale ha dato il via libero al nuovo assetto della macrostruttura del Comune.

La “rivoluzione” dei colletti bianchi di palazzo del Popolo era stata annunciata a fine anno, anticipando la manovra che avrebbe messo a rotazione il 20% dei 113 dipendenti comunali. Le anticipazioni avevano da subito sollevato tutta una serie di “rumors” che hanno poi avuto il loro culmine quando la giunta Ruggiano stava ultimando gli spostamenti e aggiustando le caselle dei nuovi settori.

Alcuni nomi di quelli circolati prima della delibera di giunta trovano conferma nel piano redatto dall’esecutivo: Fabiola Bernardini e Claudio Castrica vanno entrambi all’Urbanistica dopo anni, rispettivamente, alla biblioteca e al servizio anagrafe. Nessuno spostamento invece per il comandante della polizia municipale, Emanuela Caporali, a sostegno della quale – nei giorni scorsi – si erano mossi anche i commercianti del centro storico appendendo cartelli di protesta alle vetrine dei negozi.

La macrostruttura del Comune assume dunque questa conformazione: al netto dei pensionamenti previsti nell’arco dei prossimi due anni, i dipendenti effettivi saranno 108, suddivisi in 10 settori, oltre all’ufficio di staff del sindaco. Il primo settore si occupa di affari generali, personale, parco automezzi, contenzioso contratti; il secondo settore si occupa di servizi socio-scolastico, demografico, giudice di pace; il settore 3 si occupa di progettazione strategica, bilancio, controllo di gestione; il settore 4 ha i servizi tributi, farmacia, acquisti centralizzati, economato; il settore 5 con i servizi opere pubbliche, protezione civile, manutenzioni, ambiente; il settore 6 con i servizi urbanistica, edilizia, sviluppo economico, Suape, servizi a rete; il settore 7 con i servizi cultura, sport e turismo; il settore 8 con i servizi patrimonio, espropri, cimiteri; il settore 9 con i servizi direzione teatri, sicurezza sui luoghi di lavoro, informatica; il settore 10 con i servizi polizia municipale.

Un “lifting” che per l’amministrazione ha come fine quello di “rendere la macrostruttura comunale maggiormente rispondente alle esigenze del perseguimento delle politiche prescelte, nel pieno rispetto delle funzioni istituzionali proprie e dei vincoli della complessa normativa, secondo l’istruttoria tecnica del competente servizio ed allo scopo di consentire il raggiungimento degli obiettivi e l’attuazione del programma di mandato” e che è stato “oggetto di preventiva informazione alla Rsu” dell’ente” ed “alle organizzazioni sindacali – specifica la delibera – sia in data 8 maggio che in altre occasioni informali, così come a tutti i dipendenti interessati”.

Ma che, sostiene invece la Cgil, manca di elementi di chiarezza e trasparenza. Ad esprimere tutta una serie di perplessità è Patrizia Mancini, segretaria della Fp Cgil di Perugia, che denuncia la “mancanza di un confronto reale e costruttivo con le organizzazioni sindacali territoriali in occasione della rivoluzione organizzativa, che ha interessato buona parte del personale comunale, messa in atto dall’amministrazione tuderte”.

Alle nostre richieste di incontro e confronto non è mai arrivata risposta – spiega la sindacalista – così come non ci è mai stata consegnata la delibera di giunta con la quale si stabiliscono gli spostamenti delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune a nuovi incarichi. Ma al di là di questo – continua Mancini – pur condividendo i principi generali che dovrebbero animare la riorganizzazione e la rotazione del personale (trasparenza, anticorruzione, etc.) dobbiamo evidenziare diverse lacune e una grande mancanza di chiarezza”. In particolare, la segretaria Cgil si riferisce alla “assenza di una adeguata formazione e preparazione del personale messo in rotazione”, all’esclusione dalla rotazione stessa di “figure apicali e posizioni organizzative”, ma, più in generale, alla “pochissima chiarezza e trasparenza sui criteri adottati per la riorganizzazione e sul progetto complessivo”.

In questo modo – insiste Mancini – l’impressione è che non si stia facendo una riorganizzazione per far funzionare la macchina comunale in maniera efficiente, ma che si vadano a ‘scegliere’ le persone oggetto di spostamento in base a criteri non chiari e circostanziati”. In particolare poi, secondo la Fp Cgil, ci sono situazioni specifiche in cui lo spostamento appare “fuori da ogni logica di buon senso”. “Tra le persone messe in rotazione – afferma ancora Mancini – ce ne sono alcune con una professionalità e una preparazione molto specifica nel settore di attuale appartenenza, peraltro con risultati oggettivamente molto positivi, che a nostro avviso hanno un profilo di figura infungibile, ovvero non possono essere oggetto di rotazione”.

Chiediamo dunque all’amministrazione comunale di Todi di fermarsi, nell’interesse non solo dei lavoratori del Comune, ma dell’intera cittadinanza che usufruisce dei servizi e pretende quindi personale preparato e adeguatamente formato, mettendoci nuovamente a disposizione per avviare un confronto serio sulle reali necessità di riorganizzazione dell’ente”, conclude Mancini.

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