TERREMOTO POLITICO A SPOLETO: BRUNINI SPACCA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE. E’ CRISI - Tuttoggi.info

TERREMOTO POLITICO A SPOLETO: BRUNINI SPACCA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE. E’ CRISI

Redazione

TERREMOTO POLITICO A SPOLETO: BRUNINI SPACCA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE. E’ CRISI

Mar, 08/01/2008 - 22:37

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E’ una crisi senza precedenti quella che si sta innescando in queste ore non solo fra i partiti che sostengono la Giunta Brunini, ma anche fra quelli della Casa delle Libertà. Tutto verte intorno alla recentissima nomina del nuovo Cda degli Istituti Civili Riuniti di Beneficenza. Nell’occhio del ciclone finisce dunque il primo cittadino “reo”, per gli alleati, di non aver informato e concertato le nomine con le segreterie di partito, per il centro destra di tramare in combutta con l’Udc della capolista Pina Silvestri.

Ma andiamo con ordine ripercorrendo un’altra frenetica giornata vissuta dalla politica spoletina. Non prima di riportare la composizione del nuovo Cda che mette fine così al lavoro del Commissario Straordinario, ruolo ricoperto dal dottor Massimo Zuccaccia (nella foto con il sindaco) che ha concluso il mandato con un bilancio positivo che, solo per l'Hotel San Carlo (una delle strutture degli Icrb), registra un attivo di 30mila euro: del consiglio fanno parte l’avvocato Valia Fedeli Alianti (in quota al Pd e su cui Brunini punta per la presidenza del cda), Tommaso Barbanera (in quota ai socialisti, robabilmente quelli della Rosa nel pugno) e Massimiliano Rossi (ventenne segretario dei giovani dell’Udc).

E veniamo ad oggi.

Tutto nasce dal rinvio dei lavori della II commissione consiliare (quella che si occupa di urbanistica) da parte del presidente Yuri Cerasini. I consiglieri comunali si sarebbero dovuti riunire domattina alle 11, ma stamani un fax ha annullato l’incontro rinviato, con una dicitura a dir poco insolita, “a data da destinarsi”. Solo nel tardo pomeriggio si è appreso il motivo di questo blocco dei lavori: la Margherita aveva comunicato, per bocca del capogruppo Franco Di Marco, di ritirare tutti i propri consiglieri, indisponibili a proseguire nelle ordinarie attività di consiglio e commissioni. I vertici del partito di Bocci, in pratica, non hanno digerito la mancata nomina di Gianfranco Bellini, già presidente della Fondazione Mina e Cesare Micheli confluita negli Icrb.

Anche i socialisti son quindi scesi sul piede di guerra. Non tanto e non solo per la nomina di Barbanera, di cui sostengono non aver saputo nulla, quanto perché “è grave, gravissimo – così Luciano Lisci e Patrizia Colangeli – che siano stati interrotti i lavori di una Commissione, come quella urbanistica, chiamata a decretare le richieste dei cittadini. E’ inaccettabile. Di fronte a questo prenderemo posizioni ufficiali perché non è giusto bloccare una attività amministrativa per fini politici”. Anche loro dunque a gettar benzina sul Pd, a dimostrare come i seguaci di Veltroni a Spoleto siano tutt’altro che coesi.

Non si sbilanciano più di tanto invece sulla nomina di Tommaso Barbanera: “è ovvio che sarà richiesto un incontro al sindaco Brunini per capire cosa e chi lo ha spinto a fare questa nomina, ma non spetta a noi esser a quel tavolo”, aggiunge Lisci. Toccherà dunque al segretario Paolo Gabbiotti dipanare il bandolo di una matassa sempre più intricata e che sembra veder ancora una volta il primo cittadino sbilanciato più sulle posizioni dei socialisti-radicali di Alleori che sui tre della Costituente (Lisci, Castellana e Colangeli).

La crisi, ovviamente, sta coinvolgendo non solo le segreterie di diesse e margherita ma anche i rispettivi assessori. A rischio, fra l’altro, lo stesso consiglio comunale del prossimo 16 gennaio convocato in seduta aperta per dibattere sulle vicende del fallimento delle Industrie Minerva.

Ma l’atto di nomina del sindaco Brunini è riuscito nell’impresa di spaccare in due anche la Cdl.

Alleanza Nazionale non ha gradito la nomina del rappresentante Udc. Certo una poltrona spetta di diritto alla opposizione, ma pare che anche in questo caso nessuno sia stato preventivamente informato. “Se il sindaco pensa di fare le nomine della minoranza senza un confronto aperto e leale, non ha capito nulla” tuona il capogruppo Giampiero Panfili. E ancora “La manovrina dell’Udc poi è scorretta e a questo punto ritengo che tale partito sia entrato di fatto nella maggioranza di centro sinistra. Se due presunti volponi come Brunini e la Silvestri, questa nuova coppia attualizzata del gatto e la volpe di collodiana memoria, pensano di gabbarci hanno fatto male i conti”. Non si frena neanche sul neoconsigliere Rossi: “mettere dei ragazzini di venti anni alla guida di un ente è da scriteriati, significa volerli ‘bruciare’. Non è certo il mio partito a non guardare ai giovani, visto che abbiamo in consiglio comunale l’età media più bassa fra tutti i partiti, ma così è davvero imbarazzante”.

L’Udc, per il momento, tace. Impossibile dunque aver conferma di un suo ingresso in maggioranza o anche di un appoggio esterno alla Giunta Brunini.

Anche se, sarà una casualità, dal sito locale del partito di Casini (clicca qui) da qualche ora sono spariti tutti i documenti e i comunicati diramati negli ultimi mesi dai singoli rappresentanti: ovvero tutta l’attività fin qui prodotta contro la maggioranza.

Che sia un segnale? Difficile dirlo. Domani se ne saprà di più.

(Carlo Ceraso)

Aggiornato alle 9.56 del 9 gennaio 2008


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