Terni, i docenti occupano il Briccialdi | Clamorosa protesta per salvare l'istituto musicale - Tuttoggi

Terni, i docenti occupano il Briccialdi | Clamorosa protesta per salvare l’istituto musicale

Luca Biribanti

Terni, i docenti occupano il Briccialdi | Clamorosa protesta per salvare l’istituto musicale

Caos nel processo di statalizzazione e compensi non corrisposti
Gio, 09/05/2019 - 12:09

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Terni, i docenti occupano il Briccialdi | Clamorosa protesta per salvare l’istituto musicale

Clamorosa iniziativa di protesta dei docenti del “Briccialdi” di Terni che hanno deciso di ‘occupare’ la scuola. A spiegare le motivazioni di un gesto così eclatante sono stati i sindacati, nell’ambito di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede dell’istituto. Già da lunedì i docenti si auto organizzeranno, ma con lo scrupolo di garantire le lezioni, gli esami, le tesi, le masterclass, e i concerti, nel rispetto degli alunni che non hanno certo colpe per l’attuale situazione. Anzi l’attività didattica e concertistica grazie all’occupazione verrà ampliata con altre iniziative fatte a titolo gratuito dal corpo docente.

“Questo è un momento decisivo per la storia dell’Istituto. La procedura di statizzazione del MIUR è imminentehanno spiegato i delegati Rsuil tempo è poco e serve un’accelerazione da parte delle istituzioni coinvolte per non perdere il treno. La situazione di Terni presenta dei lati mai chiariti, delle zone d’ombra che preoccupano il corpo docente. Vorremmo capire in che modo si possono risolvere concretamente e in tempi brevi i problemi dell’Istituto, soprattutto per quanto riguarda la situazione debitoria. Perciò l’Assemblea dei docenti ha deliberato all’unanimità l’occupazione, perché il tempo dei dubbi è ormai finito. Occorre agire, bene e in fretta”.

Oltre al processo di statalizzazione che ancora non è concluso e sembra avere molte zone d’ombra, la preoccupazione maggiore è inerente alla situazione debitoria, costituita anche da stipendi non corrisposi al personale.

“Peraltro – spiegano ancora i sindacati – la causa del debito deriva dal costante e progressivo taglio delle risorse. Lo Stato non si fa carico dei debiti pregressi, quindi l’amministrazione locale e lo Stato devono trovare un accordo entro i termini disposti dal decreto, in modo che non ci siano pareri ostativi. Il personale dell’Istituto è in stato di agitazione dal 13 febbraio, in questi mesi con l’appoggio delle organizzazioni sindacali siamo stati presenti su molti tavoli sia con le istituzioni che con i vertici dell’Istituto, ma sul debito non abbiamo mai avuto né risposte certe, né possiamo dire di conoscere la reale situazione. Registriamo impegno e buona volontà da parte di tutti, ma non possiamo restare tranquilli e chiusi nelle aule aspettando novità. Lo dobbiamo per senso di responsabilità e per gratitudine nei confronti di un Istituto che ha dato tanto anche a noi docenti, come esperienza e come valori”.

Lo scopo è quello di avere risposte concrete dall’amministrazione comunale, dalla Regione Umbria, dal MIUR, dai vertici dell’istituto, perché si possa finalmente ragionare sulla soluzione dei problemi.

“Il MIUR – precisano le Rsu – deve procedere con l’erogazione del fondo speciale 2018 per gli istituti in difficoltà, già stanziato ma non pervenuto, inoltre aspettiamo il contributo 2019 che ci dicono imminente. Con questo si risolverebbe il problema immediato che è costituito dall’emergenza salariale del personale, problema che dura ormai da diversi mesi. Chiediamo che l’amministrazione comunale di Terni, in quanto primo attore nel processo di statizzazione, mantenga il contributo economico stanziato durante la precedente convenzione, e ad oggi dimezzato, almeno fino a obiettivo raggiunto, per evitare di arrivare a un punto di non ritorno durante il passaggio allo Stato.

Inoltre riteniamo che la Regione Umbria non debba chiamarsi fuori proprio in questo momento e debba garantire almeno per il 2019/20 un ulteriore contributo per concorrere al raggiungimento dell’obiettivo. Sarebbe un grande segnale per tutti, studenti, personale e docenti che si vuole salvare l’Istituto una volta per tutte”.

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