Terni, Di Girolamo “Mi dimetto” | Il Pd gli chiede di restare

Terni, Di Girolamo “Mi dimetto” | Il Pd gli chiede di restare

Caos politico in vista del dissesto | L’annuncio del sindaco durante l’assemblea del Pd che però chiede alla maggioranza di portare a termine il suo compito

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Aggiornamento alle 10.20 del 26 gennaio – Va bene la pausa di riflessione annunciata dal sindaco (i 20 giorni di tempo che il sindaco ha tra la presentazione delle sue dimissioni e la possibilità di ritirarle), ma la maggioranza porti a termine il suo mandato. È quello che chiede l’assemblea comunale del Pd di Terni dopo la riunione di ieri sera. Un documento, quello diramato, votato a larghissima maggioranza, con soli 4 astenuti e nessun contrario.

Questo il testo:

Mai il trascorso della nostra città e comunità ha conosciuto una fase così critica e difficile segnata dall’incrociarsi di fattori che possono determinarne un irreversibile declino.

Ciò è altrettanto vero per numerose amministrazioni (di qualunque colore politico) che hanno approntato un percorso di dissesto e conseguente riequilibrio economico finanziario attraverso procedure di affidamento commissariale specifico e coordinato con il preposto Ministero per la gestione debitoria uscendone positivamente.

Ma in ciò, in primo luogo, è necessario fare chiarezza, pur nella giusta distinzione fra funzioni del partito di maggioranza e Comune che risponde alle istanze della comunità e quindi dire con forza e pubblica nettezza che la doverosa ricognizione sulla massa debitoria soprattutto nei rapporti con le partecipate comunali manon solo, è stata operata dagli anni 90 e riguarda le amministrazioni Todini, Ciaurro, Raffaelli e Di Girolamo e così come in tutta Italia questo processo ha riguardato decenni e decenni di azione amministrativa segnata, sempre più e per tutti, da ridotti trasferimenti dei governi nazionali.  

In ciò il PD di Terni riconosce pienamente il difficile lavoro operato dalle amministrazioni Di Girolamo e dai Consiglieri che hanno sostenuto l’esecutivo, ovvero l’avere intrapreso un chiaro, duro, ma necessario percorso di risanamento del Comune ed è per questo che, pur nella dovuta e annunciata riflessione del Sindaco, il PD di Terni chiede al Sindaco stesso ed alla maggioranza di portare a compimento questo compito restituendo alla comunità ternana un ente che torni ad operare nei servizi, negli investimenti, nella qualità sociale  ed accompagnando la ripresa.

Ed il PD di Terni secondo le indicazioni unanimemente votate dalla direzione del 16/01/2018 sara’ protagonista attivo per  una fase politica nuova e connotata da una apertura verso un patto per Terni in un confronto serio e franco con Governo e Regione con una rinnovata e partecipata agenda per le priorità della nostra amata Città”.


Aggiornamento ore 20.25 – Venti giorni di tempo nel corso dei quali il sindaco avrà facoltà di ritirare le sue dimissioni qualora queste non fossero irrevocabili. Il tempo servirebbe a Leopoldo Di Girolamo per confrontarsi col proprio partito e le altre forze politiche e per operare un rimpasto di giunta che potrebbe garantire una tenuta migliore della maggioranza. Da quanto trapela da ambienti molto vicini al primo cittadino, sembra che Di Girolamo voglia presentare le sue dimissioni con la formula dell’irrevocabilità, circostanza che aprirebbe l’iter di commissariamento del Comune.


“Mi dimetterò dopo la votazione del documento relativo al dissesto”

Questo in sostanza l’intervento del sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, che si è espresso da pochi minuti nell’assemblea del direttivo del PD ternano, riunito in assise dopo la sentenza nefasta delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti.

Bisognerà vedere come il primo cittadino intenda formalizzare la sua richiesta al presidente del consiglio Giuseppe Mascio per sapere se le dimissioni sono irrevocabili, il che comporterebbe il commissariamento dell’ente.

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