(Luca Biribanti) – È stato proiettato ieri sera, presso palazzo Gazzoli, il film-documentario, scritto e diretto dal regista Antonello Aglioti, “Terni Città d'Acciaio e d'Arte”. Il cortometraggio, circa 39 minuti, è stato prodotto dalla società dell'avvocato Roberto Caristia, la “R.C. Idee e Produzioni” e lo scorso 28 dicembre era stato trasmesso dal canale “RaiInternational”, raggiungendo il pubblico di Sidney, New York, Johannesburg e Pechino con uno straordinario successo di pubblico, ben 18 milioni di spettatori. Antonello Aglioti non ha bisogno di molte presentazioni vista la sua biografia ricca di successi teatrali, cinematografici e l'incursione nel mondo della pittura che lo ha portato ad esporre a New York, Montecarlo, Milano e Roma. In occasione della Biennale di Venezia del '74 Aglioti debutta in teatro come scenografo eco-regista di Memè Perlini con lo spettacolo Otello. Seguono Locus Solus, che rappresenta l'Italia al Festival d'Automne di Parigi e La partenza dell'Argonauta, per il Maggio Musicale Fiorentino. Dal '78 al Teatro la Piramide di Roma vanno in scena Eliogabalo, La cavalcata sul lago di Costanza, Il risveglio di primavera, sempre firmati Perlini-Aglioti. Nel 1984 è direttore artistico del Teatro “Il fabbricone di Prato”. Quattro anni dopo, debutta nella regia con Barry Lyndon che, scritto con la collaborazione di Germano Lombardi, rappresenta l'Italia ai più prestigiosi festival europei di teatro. Seguono le opere liriche Tabarro di Puccini e Satyricon di Maderna per il Festival di Spoleto, Il giardino dei Ciliegi di Cechov, da cui viene tratto il film diretto dallo stesso Aglioti e interpretato da Susan Strasberg, Marisa Berenson, Lino Capolicchio e Barbara De Rossi. Nel '98 dirige Donna di Piacere di Barbara Alberti al Teatro Smeraldo di Milano. Nello stesso teatro cura la regia di Satyagraha di Philip Glass. Seguono i film-interviste prodotti da Rai Due dal titolo Italiani, tra i quali ottengono particolare successo quelli dedicati a Bettino Craxi, Giulio Andreotti, Giulio Einaudi e Vittorio Gassman. Proprio il filone del film-intervista suggerisce al regista di raccontare la città di Terni attraverso delle passeggiate, per i luoghi più rappresentativi della città, insieme alle autorità politiche del territorio e ai personaggi più attivi nell'ambito artistico e culturale come Silvia Alunni, Francesco Pullia e Cristiana Pegoraro. Il risultato ha lasciato colpito il pubblico ternano presente alla proiezione, non abituato a vedere la città con gli occhi di 'un esterno', riscoprendo il fascino di luoghi consueti e, a volte, dimenticati. L'efficacia delle immagini del film rendono la forza della cascata delle Marmore, la bellezza del Duomo, la sacralità della basilica di SanValentino, la serenità delle rovine di Carsulae, la vivacità culturale del Caos, delle novità agli occhi dei ternani, luoghi da riscoprire e rispettare più di quanto non accada nel presente. Particolarmente riuscito l'incontro conil Vescovo, Vincenzo Paglia, decisamente a suo agio nelle vesti di guida ai luoghi sacri della città e che abbiamo scoperto essere un amabile conversatore e conoscitore della storia di Terni. Chi ha avuto la fortuna di assistere alla proiezione, ha potuto anche conoscere la vera storia di San Valentino raccontata dallo stesso Paglia e per quale motivo sia considerato il santo degli innamorati. Nel film compaiono anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo, il presidente della provincia Feliciano Polli, il presidente del consiglio regionale Eros Brega e l'architetto Aldo Tarquini, che nel film ha l'onore di aprire la serie di passeggiate raccontando la storia delle piazze del centro storico. A quest'ultimo va anche una nota di merito per essere stato l'unico delle autorità attese alla proiezione ad essere intervenuto. Forse un documentario sulla città di Terni che è stato visto da 18 milioni spettatori in tutto il mondo, trasmesso da “Rai International”, avrebbe meritato più attenzione da parte delle istituzioni locali. Quante volte il sindaco Di Girolamo o il presidente Polli hanno detto che è fondamentale “proiettarsi verso una dimensione internazionale, superando i confini delle realtà provinciali”? Sono parole che suonano come un rito liturgico, ripetute in quasi tutte le circostanze in cui si affrontano temi legati al territorio. C'era forse migliore occasione per promuovere l'esportazione delle risorse di Terni fuori dai confini della città?