Terni, adescava ragazzini con la droga / Arrestato "Lucignolo" romano - Tuttoggi

Terni, adescava ragazzini con la droga / Arrestato “Lucignolo” romano

Luca Battaglini

Terni, adescava ragazzini con la droga / Arrestato “Lucignolo” romano

L'uomo li invitava in casa dove offriva 'fumo' gratis, poi li obbligava a restituire i soldi inducendoli a rubare ai genitori
Mer, 08/04/2015 - 13:24

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Terni, adescava ragazzini con la droga / Arrestato “Lucignolo” romano

Gli inquirenti l’hanno denominata Operazione “Lucignolo”. Un nome quanto mai azzeccato, che rappresenta bene la figura del 30enne romano tratto in arresto ieri dalla Polizia di Stato, Questura di Terni, per spaccio aggravato e ricettazione. L’uomo ‘adescava’ ragazzi, per la maggior parte minorenni, li invitava a casa sua e gli offriva da bere e da fumare hashish gratuitamente. In seguito chiedeva soldi arrivando anche a minacciare i ragazzi, inducendoli a rubare ai propri genitori oro e gioielli. L’uomo è ora in isolamento nel carcere di Vocabolo Sabbione, in attesa di interrogatorio sotto la competenza del Pm dott. Mazzullo e del il Gip, Maurizio Santoloci. Tutti i ragazzi identificati sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di stupefacenti.

L’origine. Tutto ha avuto inizio lo scorso 17 febbraio, quando un minorenne viene trovato in possesso di mezzo chilo di hashish dentro lo zaino, davanti ad un istituto superiore ternano. Sullo spunto di questo episodio, attraverso la raccolta di testimonianze e diversi elementi, gli inquirenti sono riusciti a risalire al 30enne romano. L’uomo era riuscito a crearsi una rete di oltre 30 ragazzi, molti di loro conosciuti in un parco di Borgo Rivo, quartiere dove l’arrestato risiede insieme alla moglie e alla figlia di pochi anni. Dopo aver ‘adescato’ i giovani, li invitava a casa e gli offriva gratuitamente dell’hashish. Questo la prima volta. In seguito richiedeva denaro. I ragazzi acquistavano la droga a ‘buffo’ (senza dare soldi ndr) e per saldare poi il debito spesso la rivendevano. Quando non riuscivano a restituire i soldi partivano le minacce.

Le minacce e i ‘furti’. L’uomo sapeva essere ‘convincente’ e arrivava perfino ad indurre i ragazzi a rubare in casa loro oro e gioielli appartenenti ai genitori, al fine saldare i debiti di droga. Nel corso delle indagini sono state acquisite anche alcune denunce di furto di gioielli da parte dei genitori dei ragazzi. Preziosi che nel frattempo erano stati venduti nei vari compro-oro di Terni, spesso personalmente dall’uomo, altre volte con l’aiuto di maggiorenni. Un errore fatale quello del romano, che ha facilitato così la sua identificazione. Si è accertato che nel giro di due settimane, l’uomo solo con la vendita dei gioielli aveva monetizzato intorno ai 5.000 euro.

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