Tentò di bruciare l'ex fidanzata, si apre il processo per Hasan Varoshi - Tuttoggi

Tentò di bruciare l’ex fidanzata, si apre il processo per Hasan Varoshi

Sara Fratepietro

Tentò di bruciare l’ex fidanzata, si apre il processo per Hasan Varoshi

Il giovane è accusato accusato di tentato omicidio ed incendio doloso per quanto avvenuto un anno e mezzo fa a Gaifana | Avvocato della donna chiede perizia medico-legale
Gio, 24/05/2018 - 15:09

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Tentò di bruciare l’ex fidanzata, si apre il processo per Hasan Varoshi

Aveva gettato della benzina nella casa della sua ex fidanzata, dandole fuoco, e provocando alla donna, una quarantenne, delle gravi ustioni, rimanendo ferito anche lui anche se in modo più lieve. Per questi fatti, avvenuti il 30 gennaio 2017 a Gaifana di Nocera Umbra, ora è finito sotto processo Hasan Varoshi, 26enne albanese, accusato di tentato omicidio premeditato e di incendio doloso.

Stamattina al tribunale di Spoleto la prima udienza, con il giovane – ancora agli arresti e presente in aula – difeso dall’avvocato Zaganelli, davanti al collegio penale (Padula presidente, Cercola e Sdogati a latere). A rappresentare l’accusa il pm Michela Petrini, che ha seguito anche le indagini seguite all’incendio del casolare, che avevano portato ben presto ad ipotizzare il gesto volontario del giovane per motivi passionali.

La giovane nocerina si è costituita parte civile, così come i proprietari dell’abitazione data alle fiamme, rimasta sotto sequestro fino a pochi mesi fa (a rappresentare entrambi oggi c’era l’avvocato Daniela Berti in sostituzione dei legali di fiducia). Oltre 60 i testimoni che verranno sentiti nel corso del processo, gran parte dei quali quelli indicati dall’accusa.  La prossima udienza si terrà il 7 giugno, quando verrà conferito l’incarico al perito già nominato per la trascrizione delle intercettazioni a cui Varoshi era stato sottoposto in carcere dopo essere stato arrestato.

La difesa della giovane parte offesa, invece, ha chiesto una perizia medico-legale sulle conseguenze riportate da questa in seguito all’aggressione incendiaria, per la quale era stata ricoverata per diverse settimane al Centro grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Genova Sampierdarena. Sull’ammissione di quest’ultima perizia, però, il collegio si è riservato la decisione.


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