Tentato omicidio, chiuse le indagini sull'ex dirigente comunale - Tuttoggi.info

Tentato omicidio, chiuse le indagini sull’ex dirigente comunale

Sara Fratepietro

Tentato omicidio, chiuse le indagini sull’ex dirigente comunale

Notificato l'avviso di conclusione delle indagini per Castellani, accusato di tentato omicidio e porto abusivo d'arma da taglio per i fatti del 9 dicembre. Soddisfatto l'avvocato Fiacco
Lun, 09/03/2026 - 19:31

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Chiuse le indagini su Francesco Maria Castellani, l’ex dirigente comunale del Comune di Foligno (dimessosi proprio a seguito del suo arresto) accusato di tentato omicidio nei confronti di un 39enne per averlo colpito con un coltello all’addome nel centro cittadino. La Procura della Repubblica di Spoleto ha infatti notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per la vicenda avvenuta in via Niccolò Alunno il 9 dicembre scorso.

All’ex dirigente comunale viene contestato il reato di tentato omicidio – aggravato dai futili motivi (cioè dalla lite per via di un cane non tenuto al guinzaglio) – per aver colpito allo stomaco il 39enne folignate, causandogli una “ferita da taglio in sede paraombelicale sinistra, di circa 4 cm di lunghezza con fuoriuscita dei visceri“. Soltanto grazie al pronto intervento del personale medico ed all’intervento chirurgico a cui il giovane era stato sottoposto – è la tesa accusatoria – l’accesa lite non si sarebbe trasformata in tragedia. Castellani viene accusato anche di porto ingiustificato di arma da taglio, perché girava con un coltello con una lama di 9 centimetri con cui avrebbe colpito il giovane.

Ora l’indagato ha, come da legge, 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogato.

“Accogliamo con grande soddisfazione – è il commento dell’avvocato Alessio Fiacco, che rappresenta legalmente il 39enne folignate – la chiusura delle indagini preliminari. La scelta della Procura di contestare il reato di tentato omicidio conferma in pieno quanto abbiamo sempre sostenuto: non si è trattato di una banale lite o di un eccesso d’ira, ma di un’aggressione brutale e mirata, in cui il mio assistito ha seriamente rischiato di perdere la vita. Il colpo inferto aveva una chiara finalità letale. Ora attendiamo fiduciosi il rinvio a giudizio, pronti a costituirci parte civile per chiedere giustizia e un risarcimento adeguato per i gravi danni fisici e psicologici subiti“.

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