Tela Umbra, faccia a faccia Neri-Bacchetta fra carte di credito e bilanci - Tuttoggi

Tela Umbra, faccia a faccia Neri-Bacchetta fra carte di credito e bilanci

Davide Baccarini

Tela Umbra, faccia a faccia Neri-Bacchetta fra carte di credito e bilanci

L'intricata vicenda della cooperativa analizzata in commissione "Programmazione"
Ven, 12/02/2016 - 18:17

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Tela Umbra, faccia a faccia Neri-Bacchetta fra carte di credito e bilanci

Per la prima volta nella storia le socie lavoratrici di Tela Umbra non hanno la garanzia dello stipendio fino al mese di giugno, quando la Regione dell’Umbria versa il proprio contributo annuale, e questo, in mancanza di risposte da parte del presidente, impone al sindaco di intervenire per trovare una soluzione

Il sindaco Luciano Bacchetta ha annunciato così che nei prossimi giorni promuoverà un incontro con i dirigenti del Comune sulla situazione di Tela Umbra, tirando le somme delle due riunioni di mercoledì 10 e giovedì 11 nelle quali si sono articolati i lavori della prima commissione consiliare “Programmazione”, convocata dal presidente Luciano Tavernelli, su mandato del Consiglio comunale, per analizzare la gestione della società cooperativa di cui il Comune è socio.

Alla presenza delle socie lavoratrici della cooperativa, dei componenti del Cda e del presidente Luciano Neri, la commissione, ha condotto una ricognizione sulla situazione della società che ha permesso di focalizzare problematiche, esigenze e prospettive del sodalizio.

neri

Il presidente della Tela Umbra Luciano Neri ha parlato di una società “sostanzialmente fallita” al suo arrivo nel 2010, per il venir meno del numero legale di soci dovuto al trasferimento delle vecchie tessitrici in Regione e la conseguente permanenza di due socie lavoratrici a tempo pieno, più una part-time, e di “debiti pregressi ereditati per 138 mila euro”. “A fronte di questa situazione – ha detto Neri – abbiamo assunto 4 nuove socie e abbiamo riavviato il ciclo produttivo, riprendendo anche la gestione del museo, avviando una politica di contenimento dei costi, portando ad esempio i revisori da 3 a 1, al costo di 1.500 euro, e di rilancio, invertendo anche la tendenza sui ricavi, con un aumento del 50% nel 2010 e un utile di 8mila euro, a fronte di contributi pubblici azzerati in quell’anno”. Neri ha parlato di un lavoro che negli anni si è concentrato sull’obiettivo di far conoscere e promuovere Tela Umbra, sottolineando: “Di fronte a questo lavoro sono io che chiedo cosa non funziona, perché finora è stato condiviso tutto da parte dei soci”, ha dichiarato Neri, sostenendo che “i bilanci sono sempre stati sotto il controllo dei soci stessi” e che “in 5 anni e mezzo non ci sono stati voti contrari e tutte le delibere sono state assunte all’unanimità e la mia riconferma dopo 3 anni è venuta con il voto favorevole di tutti i soci”.

Il presidente di Tela Umbra ha collocato l’iniziativa di una parte delle socie, che non hanno condiviso il suo operato, nell’ambito di una di dialettica interna “che non prevede alcuna forma di sfiducia in seno alla cooperativa, nella quale le socie lavoratrici hanno quote per lo 0,9% del capitale, rappresentato per la maggioranza dalla Regione e dal Comune”. “Il problema è capire cosa vogliamo fare di questo patrimonio”, ha detto Neri, sostenendo che “quello che era possibile fare precedentemente, ossia pagare gli stipendi con i soldi pubblici non è più possibile per un quadro normativo e un contesto cambiati” e che “Tela Umbra è un lascito e non se ne può discutere come una partecipata”. “Se Tela Umbra muore – ha concluso Neri – si rischia di perdere un patrimonio che già in passato la Regione ha cercato di alienare prima di essere fermata dal mio intervento”.
Luciano Bacchetta e Stefano Vinti (1)

Il sindaco Luciano Bacchetta ha spiegato che “se c’era una cosa che non avrei voluto fare era di preoccuparmi di Tela Umbra, il cui Cda era in scadenza di mandato ed era mia intenzione rinviare alla nuova amministrazione ogni decisione”. “Non c’era alcuna volontà, dunque, di fare la benché minima operazione politica in questa fase – ha puntualizzato il primo cittadino – ma il problema vero è stato che 4 socie su 6 mi hanno scritto una lettera chiedendomi di intervenire come sindaco perché il rapporto di fiducia con il presidente uscente era venuto a mancare”. “Oggi ci troviamo qui perché il presidente Neri è stato sfiduciato dalla maggioranza delle socie e io come sindaco ho dovuto porre il problema del perché sia stato sfiduciato, senza ricevere finora alcuna spiegazione dal diretto interessato”, ha affermato Bacchetta, che ha ricordato le perplessità nutrite sulla riconferma del presidente Neri condivise con Sviluppumbria, ma di aver rispettosamente preso atto del fatto della volontà di confermarlo delle socie.

Non abbiamo potuto tacere di fronte agli attacchi personali subiti, né tantomeno di fronte alle bugie e alle mistificazioni. I bilanci testimoniano che è falso che nel 2009 Tela Umbra era fallita, perché l’esercizio dell’ultimo anno di presidenza Marinelli si era chiuso in attivo. E’ certificato inoltre che il Comune ha sempre versato il proprio contributo di 10-12 mila euro annui, al pari della Regione, che versa oltre 100 mila euro all’anno. La verità è che, come testimonia il bilancio 2014, dopo 5 anni di gestione Neri i conti sono in rosso profondo. In questi anni di presidenza Neri nulla è cambiato, perché Tela Umbra vive ancora oggi del contributo pubblico, mentre la situazione finanziaria è peggiorata 

commissione tela umbra 2A supporto della discussione, gli uffici del Comune hanno prodotto una ricognizione sui bilanci di Tela Umbra tra il 2007 e il 2014, illustrata dal dirigente del Servizio Bilancio Entrate Tributi Gigliola Del Gaia e dall’assessore Mauro Alcherigi. “Siamo stati sollecitati a presentare i dati di bilancio dagli interventi esterni del presidente Neri sulla presunta gestione fallimentare di Tela Umbra prima del 2009”, ha spiegato Alcherigi, che ha osservato come i numeri dicano che “la situazione non era fallimentare prima, come si dice, e non lo è nemmeno ora, anche se c’è una situazione finanziaria che è peggiorata”. Dal punto di vista dell’intervento economico del Comune, l’assessore ha rimarcato che l’amministrazione paga anche l’affitto della palazzina di via Marconi, una quota aggiuntiva che rientra a Tela Umbra dalla Regione rispetto ai 10-12 mila euro annui.

I dati di bilancio servono a smentire le falsità sostenute dal presidente e testimoniano che tutta la sua azione non ha cambiato la situazione e non l’ha certo migliorata, visto che nell’ultimo decennio solo nel 2011, 2012 e 2013 si è registrata una perdita

Nel dettaglio, l’aspetto finanziario del 2009 riportava una differenza positiva di 18mila euro, con crediti per 46mila euro, disponibilità liquide per 40mila euro e debiti per 68 mila euro. L’aspetto finanziario del 2014 riportava una differenza negativa di 41mila euro, con crediti per 23 mila euro, disponibilità liquide per 16 mila euro e debiti per 81mila euro. Per quanto riguarda il risultato di bilancio, c’è stato un utile di 12mila euro nel 2009 e di 8mila nel 2010, una perdita di 3mila euro nel 2011, di 10 mila nel 2012, di 11mila nel 2013 e un utile di 2 mila euro nel 2014. I crediti sono passati da 46mila euro del 2009 a 23mila nel 2014, la disponibilità liquida (cassa più conto corrente bancario) è passata da 40mila euro nel 2009 a 16mila euro nel 2014, i debiti sono passati da 68mila euro nel 2009 a 75mila euro nel 2014.

La carta di credito aziendale – La discussione in commissione si è aperta giovedì con il duro intervento della socia di Tela Umbra, membro del Cda, Natalia Giulietti, la quale ha parlato di impegni gestionali del presidente che dopo l’insediamento non hanno avuto seguito, sollevando la questione dell’attivazione da parte di Neri della carta di credito aziendale. “Una cosa mai fatta – ha detto – che il presidente ha continuato a utilizzare nonostante la nostra richiesta nel 2012 di riconsegnarla, insieme alle password per l’home banking, e sulla quale abbiamo deciso in prima battuta di soprassedere”.

Bacchetta-socieIn merito alla riconferma alla guida di Tela Umbra, Giulietti ha spiegato che la fiducia a Neri fosse stata motivata dall’impegno a cambiare le modalità di gestione fino ad allora adottate e a condividere con le socie le proprie scelte. “Una cosa che però non è mai stata fatta – ha sostenuto la socia – con un utilizzo dei soldi di Tela Umbra per cose non condivise da noi e senza passaggio nel consiglio di amministrazione”. In questo contesto, Giulietti ha riferito che nel 2015 si sono determinate difficoltà finanziarie che hanno pregiudicato la disponibilità economica per gli stipendi, anche per una gestione del museo non condivisa, con l’affidamento dei locali senza alcun pagamento, tranne che in una occasione.  

A tirare le somme del dibattito è stato in prima battuta il sindaco Bacchetta, il quale ha ribadito che “non c’è stata alcuna implicazione politica, né tantomeno pre-elettorale, nel suo intervento sulla vicenda Tela Umbra, che è stato doveroso e dovuto unicamente alla sollecitazione venuta dalla maggioranza delle socie e dalla grave situazione rappresentata”. In questo contesto, il sindaco ha posto la questione del pagamento delle socie lavoratrici: “Siamo a febbraio e risulta che gli stipendi non ci siano da qui a giugno, quando arriverà il contributo della Regione, un fatto mai accaduto perché finora queste spettanze sono sempre state coperte dalle risorse della Regione oltre che del Comune, che ci impone di intervenire”. Bacchetta ha posto anche l’altra questione riferita dalle socie, riguardante l’utilizzo da parte del presidente Neri di una carta di credito aziendale:

Le socie mi hanno portato documenti che hanno accentuato la mia preoccupazione per il rilievo certamente morale dell’utilizzo fatto di questo strumento, che mai in passato alcun amministratore di Tela Umbra ha avuto disposizione

In base a quanto documentato dalle socie, Bacchetta ha posto la questione della compatibilità di alcune spese con le finalità di promozione della Tela Umbra, citando tra i casi il pagamento del soggiorno di un giornalista in occasione di un convegno su Tsipras e del soggiorno di una delegazione araba. “Le socie nel 2012 avevano chiesto al presidente di restituire la carta di credito e le password, ma questo non è avvenuto e, di fronte al fatto che siano stati messi in discussione gli stipendi delle lavoratrici è lecito farsi delle domande sull’utilizzo delle risorse della cooperativa, tra l’altro senza autorizzazione del Cda”.

commissione tela umbra 1

In sede di replica, il presidente Neri ha ribadito che la situazione da lui ereditata nel 2010 fosse di “sostanziale fallimento” della cooperativa, per i costi che la nuova gestione si è dovuta accollare, esprimendo sorpresa per gli addebiti relativi alla carta di credito. “Per la prima volta è stato adottato uno strumento tracciabile e mi sarei aspettato che mi venisse chiesto perché non era stato fatto prima”, ha detto Neri, che ha spiegato come i casi citati dal sindaco si riferissero al “portavoce dell’ambasciata degli Emirati Arabi in Italia e a una delegazione del ministero del lavoro della Lega Araba, cui la stessa amministrazione pagò un pranzo”.

Si tratta di iniziative finalizzate a creare le condizione per aprire sbocchi di mercato nei Paesi arabi. Come presidente e legale rappresentante non devo essere autorizzato per costi che hanno riguardato la promozione della cooperativa

Neri ha richiamato lo statuto e il regolamento interno per definire “grave” il fatto di non aver ricevuto alcuna segnalazione preventiva da parte delle stesse socie sulle questioni riferite al sindaco e ha ricondotto il mancato aumento delle vendite che era stato prospettato all’inizio della sua gestione alla sfavorevole congiuntura economica determinatasi dal 2009 e al fatto che la cooperativa non disponga di una struttura commerciale che permetta di raggiungere risultati migliori. Il problema di liquidità che si ripercuote sulla possibilità di pagare gli stipendi è stato spiegato da Neri con la permanenza di uno scarto eccessivo tra il costo del lavoro di 120mila euro e le entrate di Tela Umbra per circa 40mila euro. “Il Ministero per lo Sviluppo Economico ci dice che le retribuzione delle socie deve venire principalmente dalla vendita dei prodotti – ha affermato Neri – per cui il tema che pongo è che se non costruiamo una vera azienda, saranno le lavoratrici a pagare le conseguenze”.

Restiamo con l’angoscia di chi darò lo stipendio a queste lavoratrici perché non è stata data risposta a questa problematica mai verificatasi, – ha ripreso la parola il sindaco Bacchetta – è quindi mio dovere fare i passi necessari a verificare come procedere con gli uffici competenti”. Il primo cittadino ha, quindi, ribadito le perplessità di ordine morale sulle spese sostenute con la carta di credito dal presidente, “visto – ha detto – che non risultano ordinativi dagli Emirati Arabi”.

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