C'è preoccupazione all'interno del Teatro lirico sperimentale di Spoleto per i tagli del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, come annunciato ieri da Tuttoggi.info. A rischio, infatti, c'è la possibilità dell'istituzione spoletina di andare avanti con le sue numerosissime attività. In caso di riduzione dei finanziamenti, poi, a risentirne sarebbe in primis il personale.
Preoccupazioni espresse dal presidente dello Sperimentale, l'avvocato Carlo Belli. Che affida ad una lettera i suoi timori e che chiede il sostegno dei politici locali.
“Mi appello alla sensibilità delle Istituzioni pubbliche cittadine, provinciali e regionali, e di tutti i parlamentari eletti in Umbria – scrive Belli – affinché tutelino il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”, il Teatro Lirico dell'Umbria in questo periodo particolare di crisi, tagli e sacrifici. Per certi versi questi termini e questi argomenti sono a noi ben noti. Da 63 anni ci dibattiamo infatti con poche risorse rispetto alla mole di attività svolta, risorse che grazie comunque all'impegno dello Stato Centrale attraverso il Ministero dei Beni Culturali, degli Enti Locali, provinciali e regionali e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e di altri sostenitori privati hanno assicurato un'attività che ritengo importante nella nostra Regione e per la Cultura italiana in generale.
Ripeto, momenti di crisi oggettiva e reale che tuttavia non devono far perdere di vista un dato importante: il Teatro Lirico Sperimentale oltre che cultura, musica e Teatro (il vero “giacimento petrolifero” dell'Italia) rappresenta anche lavoro, posti di lavoro, opportunità di reddito per tanti, giovani e meno giovani musicisti, tecnici, cantanti, impiegati, coristi. Un solo dato che penso sia illuminante e che tutti possono capire: il Teatro Lirico Sperimentale ha stipulato nel 2008 circa 500 contratti d'assunzione a tempo determinato. Le giornate lavorative-contributive sono state 12.005; dividendo le giornate lavorative per i giorni di lavoro di un anno (250) risulta che il Teatro Lirico Sperimentale è un' “azienda” di 48 dipendenti. Insomma, un numero da non sottovalutare per il tessuto economico del nostro territorio. Confidiamo nella volontà del Ministro Bondi di reintegrare le risorse destinate al Fondo Unico per lo Spettacolo e anche nella sensibilità della Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo, così come dimostrato in questi anni.
Auspichiamo il reintegro del Fondo Unico per lo Spettacolo, ma anche una riflessione su una migliore distribuzione delle risorse pubbliche. Vorrei inoltre sottolineare che la “vertenza spettacolo” sulla stampa nazionale si è concentrata solo sulle 14 Fondazioni Liriche italiane (Teatro alla Scala, Teatro dell'Opera, Teatro Comunale di Bologna, Teatro S. Carlo di Napoli, etc.) che peraltro in 14 assorbono circa il 50% del Fondo Unico per lo Spettacolo. L'altro 50% serve a sostenere tutti gli altri e tanti comparti dello spettacolo nazionale: concertistica, cori, orchestre, corsi di preparazione e specializzazione, concorsi musicali, lirica ordinaria e sperimentale (noi), sostegno delle attività all'estero, danza, produzione cinematografica, festival, Teatro di prosa (sia Teatri Stabili, sia quelli di interesse pubblico che privato), circhi e spettacolo viaggiante. A fronte dei 6000 operatori con contratto a tempo determinato dei 14 Teatri lirici, tutto l' “altro spettacolo” (tra cui anche noi) rappresenta ritengo oltre 100.000 operatori (tra artisti, tecnici ed impiegati) di cui troppo poco si parla. In questo caso forse sarebbe opportuna un'altra riflessione”.
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