Tagli al trasporto pubblico e territori isolati, tutti contro la Regione Umbria | E nessuno lo dice agli abbonati

Tagli al trasporto pubblico e territori isolati, tutti contro la Regione Umbria | E nessuno lo dice agli abbonati

Contro il “muro” della Regione, Anci si appella ai parlamentari “Soluzione discriminante” | E i Comuni costretti ad approvare delibere che li penalizzano

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Un quadro chiaro ancora non c’è, ma il muro della Regione Umbria nei confronti dei Comuni per il taglio al trasporto pubblico locale nell’intero territorio regionale isolerà alcuni Comuni ed interi territori. I più penalizzati sarebbero i Municipi delle cosiddette aree interne, tra cui la Valnerina, che già soffre per il post sisma.

In alcuni casi infatti non solo le corse degli autobus sarebbero ridotte, ma del tutto cancellate. Il dettaglio si conoscerà soltanto nelle prossime ore, visto che riunioni politiche e sindacali sono ancora in corso in questi giorni, ma la situazione che si prospetta è drammatica. E nonostante da una ventina di giorni sia stato annunciato chiaro e tondo della rimodulazione delle corse, con importanti tagli in tutto il territorio regionale, nessuno – almeno in alcuni casi – informa gli utenti. Prova ne è l’abbonamento sottoscritto un paio di giorni fa da una donna residente in Valnerina: ha pagato per 3 mesi, ma nessuno le ha detto che probabilmente nei prossimi giorni non ci sarà nessun autobus che potrà prendere perché non passeranno. Almeno un avvertimento sulla programmata rimodulazione delle corse al momento dell’acquisto qualcuno avrebbe potuto fornirlo.


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In tutti i territori, comunque, si alzano le voci di amministratori di ogni colore politico. Ma le decisioni, salvo qualche piccola variazione, ormai sono state prese e la Regione non ha intenzione di tornare indietro. L’ultimo tentativo lo fa l’Anci piccoli Comuni, che si appella ai parlamentari. Proprio i Municipi più piccoli, come detto, sono quelli più a rischio. Eppure in molti casi la stagione estiva rappresenta per questi una nuova linfa vitale, con la presenza di turisti, proprietari di seconde case, magari pellegrini o anche ciclisti per i quali Busitalia negli ultimi anni ha pensato il servizio Bus+bici. E non è solo l’estate a preoccupare. Su cosa succederà a settembre, infatti, non c’è alcuna certezza, mentre gli autisti sono costretti a ferie forzate e rischiano contratti di solidarietà e quant’altro.

Gori “Rivedere la gestione anche di aeroporto e Frecciarossa”

“La soppressione delle linee extra urbane – spiega il coordinatore dei piccoli Comuni di Anci Umbria, nonché sindaco di Montecchio, Federico Gori – mette in ginocchio realtà già geograficamente penalizzate, peraltro servite solo da trasporto su gomma. È una soluzione inaccettabile e fortemente discriminante”. Il coordinatore evidenzia anche un altro fatto: “questo atto della Regione va contro il principio su cui i Comuni hanno lavorato in questi anni, ovvero la strategia delle aree interne e del controesodo, che ha come cardini principali il trasporto, la scuola e la sanità. Intervenendo in maniera così netta sui collegamenti extraurbani, su quelli che mantengono ancora in vita molte comunità già disagiate, si rischia di far sgretolare quel minimo di tenuta sociale esistente. Gli effetti drammatici di questo provvedimento arriverebbero a settembre, con la ripresa dell’attività scolastica che potenzialmente potrebbe essere seriamente compromessa. Occorre rivedere il sistema generale dei trasporti umbri, non solo quello su gomma (gestione aeroporto, Frecciarossa, ecc), per fare in modo che a pagare le conseguenze non siano solo quelle comunità che sempre più spesso vivono ruoli marginali e penalizzati anche da eventi naturali, come il sisma”.

Sulla vicenda, Anci Umbria ha intenzione di convocare “un incontro con i parlamentari umbri per rappresentare la gravissima situazione che è stata prospettata nel volgere di poco tempo, per affrontare congiuntamente quello che, di fatto, si prospetta come uno stato di crisi del nostro trasporto pubblico locale e trovare, insieme, soluzioni condivisibili e più accettabili”.

De Rebotti: “Da Chianella nessun rispetto degli impegni”

Intanto, i sindaci dei Comuni dell’Umbria, loro malgrado, si trovano nella condizione di dover varare una delibera sulla rimodulazione del servizio di trasporto pubblico locale, così come richiesto dalla Regione Umbria. “Si tratta di un atto che esprime grande senso di responsabilità da parte dei sindaci – commenta il presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti – ma è un atto dovuto, vista la situazione che, nel giro di un mese, ci è stata prospettata dall’assessore ai trasporti Chianella. La Regione Umbria chiede ulteriori sacrifici ai cittadini per contenere i costi del tpl e noi, nonostante la nostra totale contrarietà dobbiamo dare seguito a quanto avanzato nella delibera regionale. Un provvedimento che abbiamo avuto modo di contestare più volte, sia nella forma, sia nei contenuti.

Nelle due riunioni intercorse con la Regione, avevamo chiesto, a fronte di un nostro impegno a deliberare sulla rimodulazione, una modifica sostanziale della delibera regionale che l’assessore non ha rispettato; avevamo chiesto tempistiche certe sulla costituzione dell’agenzia regionale sul trasporto che non sono state fornite; avevamo chiesto tempistiche certe sulla gara per il trasporto pubblico locale che non sono state fornite; avevamo chiesto chiarimenti sulle risorse in campo da settembre in poi che non sono stati forniti; e chiesto che le modifiche riguardassero tutto il sistema del tpl e non una sua parte e ciò non è avvenuto”.

Fondi regionali mancati all’improvviso

È una situazione fortemente penalizzante – continua De Rebotti – per i Comuni e per i cittadini, per i fruitori del trasporto pubblico, per quei territori che non hanno altri collegamenti se non quello su gomma. Senza contare, poi, le problematiche che ne conseguono per i dipendenti del trasporto pubblico locale.  Tutto ciò evidenzia l’assenza di una progettualità regionale e di una visione di medio – lungo periodo del trasporto pubblico locale. In appena un mese, di fatto, sono stati imposti tagli del 10 per cento sulle linee. Tuttavia, spetta ai sindaci spiegare ai cittadini le motivazioni di tale scelta, dare conto di un pericoloso isolamento dei luoghi, sotto il profilo della mobilità pubblica. Spiegare. Un verbo che però non trova sostanza, in quanto possiamo solo dire che siamo costretti a tagliare le linee per contenere i costi di gestione, a fronte di una indisponibilità, quanto mai improvvisa, di risorse regionali; tuttavia, non siamo stati messi nelle condizioni di poter illustrare un progetto di trasporto pubblico locale su gomma per il prosieguo. Auspichiamo che il confronto con i parlamentari umbri possa segnare l’inizio di un percorso diverso, meno impattante per i territori e i cittadini”.

Mancini: ecco cosa tagliare per reperire risorse

Qualche indicazione su dove reperire almeno una parte dei 16 milioni di euro che mancano alla Regione Umbria per coprire il costo del servizio di trasporto pubblico su gomma arriva dal capogruppo Lega Umbria, Valerio Mancini. Il quale indica alla Giunta regionale, e in particolare all’assessore Chianella, le voci da tagliare in sede di assestamento di bilancio per arrivare a coprire il “buco” ed evitare riduzioni del personale e disagi ai cittadini.

“Per colpa della mancata programmazione della Regione Umbria adesso ci troviamo in una situazione dove ad essere penalizzati saranno studenti, lavoratori, anziani e classi sociali più deboli – spiega il leghista – Invece di scaricare le responsabilità e gli oneri su Province e Comuni attraverso una lettera infarcita di scuse, l’assessore Chianella farebbe bene ad assumersi le proprie responsabilità e darsi da fare per trovare una rapida soluzione. Personalmente intendo offrire il mio contributo in sede di assestamento di bilancio, allo scopo di permettere alla Regione Umbria di reperire quei fondi necessari a coprire il costo del servizio. Come fare? Si tagliano le spese inutili. Basterebbe ad esempio fare una cernita di tutti gli incarichi dirigenziali e apicali superflui ed eliminare i “doppioni”, come il direttore di Umbria Salute, figura che va a sovrapporsi, per incarichi e competenze, a quella dell’Amministratore unico”.

Mancini propone anche tagli su personale e portaborse, sulle risorse destinate a Villa Umbra e a Sviluppumbria. Certo, per arrivare ai 16 milioni euro citati comunque ci vorrebbe molto altro oltre a quanto indicato dal consigliere regionale leghista.

Mancini, comunque, annuncia “particolare attenzione” alle zone del cratere post-sisma, “visto che saranno proprio quei territori a venire maggiormente svantaggiati dai tagli al trasporto pubblico su gomma, con un rischio rilevante in termini di capillarità e qualità del servizio. A breve un incontro con i lavoratori delle zone di Norcia, Cascia e della Valnerina umbra per capire le criticità che anni di malagestione della giunta Marini e dell’assessore Chianella, stanno arrecando”.

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