Risarcimenti da Consorzio Tns e Crescendo | Sviluppumbria chiede 10 mln di euro - Tuttoggi

Risarcimenti da Consorzio Tns e Crescendo | Sviluppumbria chiede 10 mln di euro

Alessia Chiriatti

Risarcimenti da Consorzio Tns e Crescendo | Sviluppumbria chiede 10 mln di euro

Squarta (FdI), "si faccia chiarezza su partecipate" | Nevi (FI), "il caso in Comitato monitoraggio e vigilanza"
Mar, 12/04/2016 - 12:17

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Società partecipate ancora nel mirino, dopo l’accesa discussione avvenuta la scorsa settimana in consiglio regionale durante l’approvazione del bilancio della Regione. Sviluppumbria è di nuovo in prima linea e questa volta è la minoranza di Palazzo Cesaroni a prendere parola: in ballo le perdite di due consorzi, quello di Terni, Narni e Spoleto (Tns) e ‘Crescendo’ di Orvieto, creati e partecipati da Regione Umbria e Sviluppumbria. Ci pensa il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Cesaroni, Marco Squarta, a contestare che la Regione Umbria si è fatta carico “delle ingenti perdite accumulate dal Consorzio delle aree industriali di Terni, Narni e Spoleto (Tns), contraendo un nuovo debito e pagando 7,5 milioni di euro per acquisire aree e immobili del consorzio, partecipato da Sviluppumbria e in liquidazione dal 2013. Stessa sorte è toccata ad un altro consorzio creato per sostenere lo sviluppo economico del territorio, con il nome di ‘Crescendo’, che condivide con Tns anche la cronaca di questi giorni”. La manovra è stata deliberata proprio con l’assestamento di bilancio del 2015. Squarta è in buona compagnia, dato che il consigliere Raffaele Nevi, presidente di Forza Italia a Palazzo Cesaroni, ha dichiarato che porterà la vicenda all’attenzione del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale dell’Assemblea legislativa, da lui presieduto.

Mettendo dunque ordine alla vicenda, il presidente di Sviluppumbria, Gabrio Renzacci, ha chiesto, tramite lettera, agli ex amministratori del Consorzio Tns il risarcimento di circa 9 milioni di euro, più interessi. Una lettera simile è stata indirizzata agli ex amministratori del Consorzio ‘Crescendo’ di Orvieto, per il risarcimento di circa 2 milioni di euro, sempre a Sviluppumbria. Il problema, almeno nelle parole della minoranza, starebbe nel fatto che i due Consorzi (Tns e Crescendo) sono stati creati e partecipati da Regione e Sviluppumbria “per garantire occupazione e sviluppo economico attraverso fondi pubblici”.

Debiti che, secondo Squarta, si sono accumulati nel tempo: “nel 2013 – afferma il consigliere di FdI – il ‘Consorzio Crescendo’ registrava 3milioni di euro di perdita di esercizio, mentre Tns era giunto a 19milioni di euro di debito. Nel 2014 Crescendo presentava un patrimonio netto inesistente e di saldo negativo per 2milioni e una esposizione debitoria per 6milioni di euro. Oggi Sviluppumbria chiama a rispondere dei danni prodotti gli amministratori del Consorzio Tns (per 9,5 milioni di euro) e quelli del Consorzio Crescendo (2,5 milioni di euro)”.

L’affondo a Marini –Nonostante le rassicurazioni della presidente Marini – incalza Squarta – che in Aula di fronte alle preoccupazioni da me sollevate sul peso economico delle partecipazione detenute dalla Regione, ha sempre dichiarato che esse non producono passività, oggi i fatti la smentiscono, dato che a soli due mesi dall’esborso di 7,5 milioni di euro per acquistare immobili del Tns ‘fallito’, proprio Sviluppumbria chiama gli amministratori di quello stesso consorzio a restituire una cifra ancora maggiore. Una verifica che doveva essere fatta prima che la Giunta decidesse di contrarre nuovo debito per coprire la gestione allegra degli amministratori dei consorzi in questione. Questo significa non avere il minimo controllo della situazione, ostinandosi a camminare bendati su un campo minato. Per questo motivo annuncio la presentazione di una mozione alla Giunta – conclude Squarta – affinché l’Esecutivo produca entro 60 giorni una ricognizione completa di tutte le partecipazioni, dirette e indirette (primo, secondo e ulteriori livelli), detenute dalla Regione con l’indicazione, per ogni soggetto partecipato, dell’utile e delle perdite di esercizio dell’ultimo triennio”.

©Riproduzione riservata

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