SVILUPPO ECONOMICO: ECCO I DATI FORNITI DA SINDACO E ASSESSORE LEZI. DALLE FAMIGLIE ALLE AZIENDE, UNA PER UNA (Foto) - Tuttoggi.info

SVILUPPO ECONOMICO: ECCO I DATI FORNITI DA SINDACO E ASSESSORE LEZI. DALLE FAMIGLIE ALLE AZIENDE, UNA PER UNA (Foto)

Redazione

SVILUPPO ECONOMICO: ECCO I DATI FORNITI DA SINDACO E ASSESSORE LEZI. DALLE FAMIGLIE ALLE AZIENDE, UNA PER UNA (Foto)

Ven, 06/11/2009 - 14:50

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Spoleto è pronta a fare la propria parte di fronte alla crisi che attanaglia l’intero pianeta e a rilanciare le attività produttive del comprensorio. E’ questo in sintesi quanto emerso ieri dal Consiglio comunale aperto che ha visto, fra i relatori il sindaco Daniele Benedetti e l’assessore Margherita Lezi. Una curiosità. Al 1 ottobre di quest’anno la popolazione è pari a 39.304, di cui 20.326 donne e 18.978 donne. Questa la Relazione del Sindaco

“Quello di oggi (ieri, n.d.r.), dopo la discussione sui servizi socio – sanitari e ospedalieri, è il secondo appuntamento che il Consiglio Comunale ha voluto riservare agli approfondimenti su temi significativi ed emergenti per tutta la nostra comunità locale con la formula del “Consiglio Comunale aperto”. La frequenza dei Consigli aperti vuole essere un segno di cambiamento per confrontarci a viso aperto non solo tra forze di maggioranza e minoranza, ma per aprire l’Amministrazione Comunale alla città, per presentare le nostre idee e proposte a chiunque voglia portare un contributo per la crescita di Spoleto. Nell’introdurre il dibattito che seguirà non posso non fare riferimento alla situazione internazionale. Alcuni osservatori stimano che Il grosso della recessione economica è passato, altri affermano che la ripresa potrà esserci solo nella seconda metà del 2010, ma per tutti è sempre allarme disoccupazione. Secondo l’ultima relazione dell’Esecutivo Europeo “Le condizioni del mercato del lavoro restano deboli” Il tasso registrato a settembre è il più alto dal 1999. Eurostat stima a settembre 22,123 milioni di disoccupati nell'Unione Europea, di cui 15,324 nell'eurozona . I sintomi di una lenta ripresa sono dovuti a “miglioramenti del contesto esterno, delle condizioni finanziarie e alle misure di politica monetaria e di bilancio messe in atto dai governi”. Per Almunia, tuttavia, servono più riforme strutturali “per dare un futuro migliore all'economia”, poiché permangono alcuni rischi di rilievo. In particolare, occorre prestare attenzione ai canali del credito, che, ha affermato “devono ancora essere riparati” e alla pressione esercitata sui livelli di consumo dall'elevato tasso di disoccupazione. Il tasso di disoccupazione in Europa è difatti già molto alto e continuerà a salire. Nel 2009 nella zona euro sarà del 9,5%, per poi balzare al 10,7% nel 2010 e al 10,9% nel 2011. “Sebbene il mercato del lavoro sia stato più resistente alla recessione di quanto previsto, soprattutto per via delle misure prese a breve termine, un aumento della disoccupazione è atteso nei prossimi trimestri”, si legge nel documento di Bruxelles. “Una graduale stabilizzazione dell'occupazione è probabile verso la fine del 2010 e nel 2011”.L’Italia resta sotto la media di eurolandia con un tasso pari all’8,7% sia nel 2010 che nel 2011. Resta forte la preoccupazione per il debito pubblico, in particolare, per Almunia, “il livello del debito italiano è preoccupante” e dovrebbe ulteriormente salire dal 114,6% del Pil di quest'anno al 116,7% nel 2010 e al 117,8% nel 2011. La crisi, dunque, non e' finita ed e' preoccupante il fatto che molti Governi dicano il contrario. E' questo il monito che giunge anche dal direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Khan, intervenuto il 30 ottobre al Festival Internazionale del Lavoro di Rocca di Papa, ha detto. ''Sono preoccupato – ha ammesso direttore generale del Fondo monetario internazionale – perché molti governi hanno già detto che la crisi è finita: non è esattamente così. E' necessario che si parli di come affrontare il debito pubblico: facendolo tutti insieme avremo buoni risultati''. Negli ultimi due anni, ha spiegato Strauss-Kahn, '' 15 milioni di persone hanno perso il lavoro. Un numero assai più alto, se poi si considerano le situazioni che non rientrano nelle statistiche ufficiali e i part time''. ''La ripresa continuerà, ma sarà lenta'', ha detto ma, soprattutto, ''c'è il rischio che ci sia una ripresa senza posti di lavoro''. L'inflazione dell'eurozona a ottobre si è assestata a -0,1%. E' la prima stima flash diffusa da Eurostat. A settembre il dato era stato pari a -0,3%. Per il dato definitivo di ottobre si dovrà attendere il comunicato del 16 novembre. Per quanto riguarda l'Italia, l'indice dei prezzi ad ottobre ha registrato una crescita dello 0,1% rispetto al mese precedente (-0,2% a settembre) e dello 0,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (a settembre era al 0,2%). Lo rende noto l'Istat in un comunicato. Il dato più negativo, rileva il presidente del Codacons Carlo Rienzi, è che, dopo il blocco temporaneo di settembre, riprendono inesorabili a salire i prezzi degli alimentari, +0,1% (+0,7% su base annua)''. Per questo le famiglie italiane, conclude il Codacons, ''spenderanno per mangiare, a fine 2009, ben 333 euro in più rispetto al 2008. Dopo la fine dei saldi, riprendono a salire anche abbigliamento e calzature, aumentati dello 0,4% rispetto a settembre (+1,2% su base annua). Le famiglie dovranno così sborsare, nel 2009, 69 euro in più rispetto al 2008''. “E' paradossale e contraddittorio che, nonostante il calo dei costi di trasporto e di produzione, il livello dei prezzi degli alimentari continui a aumentare – dice Carlo Pileri, presidente dell'Adoc – riteniamo sia in atto una forte e odiosa speculazione a danno delle famiglie, che le priva di un possibile risparmio a fine anno di 2mila euro, circa 180 euro al mese. Considerano i minori costi per energia e trasporti i prezzi dei prodotti alimentari sarebbero dovuti calare del 20%, a rigor di logica”. Per i due presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, ''si rende sempre più urgente un intervento teso ad incrementare il potere di acquisto delle famiglie''. Non possiamo sottacere lo sforzo della Regione Umbria per far fronte all’impatto della crisi, sforzo che è notevole, sia in termini di risorse finanziarie che di risorse umane impegnate per accompagnare l’erogazione dei sostegni in base all’accordo Stato Regione del 12 febbraio 2009. Grazie a ciò, possono beneficiare di un reddito, seppur ridotto, ed hanno l’opportunità di conservare il proprio posto di lavoro, oltre 5mila lavoratori , ma il numero è destinato a crescere.Ad oggi gli esami congiunti relativi alla cassa integrazione in deroga nella regione sono 761 (+ 7 per la mobilità) e i lavoratori sono quasi 5.700 di cui il 45,3 per cento donne. Il recente documento regionale mette in luce che in Umbria la crisi è presente, ma non in maniera più marcata della media del Paese. Nei primi mesi del 2009 la flessione occupazionale evidenziata dall’Istat risulta significativa, così come lo è la crescita della disoccupazione anche a seguito del fatto che il confronto avviene con il primo trimestre del 2008 nel quale si erano registrati molti record per la nostra realtà regionale. Il ricorso alla cassa integrazione, che al momento è il principale termometro della crisi, nella prima parte del 2009 è notevolmente aumentato rispetto al passato, ma in maniera meno marcata rispetto all’intero Paese.Il direttore regionale Ciro Becchetti ha evidenziato che “la repentina inversione di tendenza vissuta dal mercato del lavoro umbro a seguito della profonda fase recessiva impone un ripensamento anche degli strumenti di informazione utilizzati per l’analisi del mercato del lavoro”. Oggi, come anche noi ci apprestiamo a fare con la messa a sistema del nostro osservatorio locale, sono necessari anche strumenti informativi che consentano un monitoraggio continuo della crisi e che siano in grado di quantificare i potenziali beneficiari degli interventi. La Regione Umbria ha accantonato, per il biennio 2008-2009, 43,7 milioni di euro a valere sui fondi comunitari per far fronte ai percorsi di politica attiva destinati ai lavoratori beneficiari degli ammortizzatori in deroga che va ad affiancare il sostegno al reddito pagato dall’INPS con le risorse nazionali facendo sì che nel complesso il lavoratore possa percepire l’80% del proprio salario mensile. Nel secondo semestre del 2008 è iniziato ad aumentare anche il numero di iscrizioni di soggetti con esperienze lavorative e nei primi mesi del 2009 l’aumento annuo medio rispetto al corrispondente periodo del 2008 è del 50%. Già nel 2008 le ore autorizzate sono state del 75 % superiori a quelle del 2007 e nel 2009, stando ai dati di fonte INPS, stanno registrando una vera e propria impennata. Malgrado gli obiettivi raggiunti nel 2008 con una crescita occupazionale nettamente superiore a quella media del Paese: da 367.000 unità si è passati a 376.000 con +2,4% rispetto allo +0,8 a livello nazionale, l’Umbria non è immune alla recessione. Nella seconda parte del 2008 la crisi è stata segnalata anche dai Centri per l’impiego che hanno evidenziati in particolare il picco negativo di dicembre, dovuto alla scadenza di contratti a termine, che risulta notevolmente più ampio rispetto a quello del corrispondente mese del 2007. Ad oggi è difficile individuare e definire che impatti avrà e quanto durerà la fase recessiva in Umbria e nel Paese. Le previsioni sul PIL nazionale nel corso dei mesi sono divenute sempre più preoccupanti passando dall’iniziale ed ottimistico -3,5 % a valori del -5% se non addirittura ancor più negativi. Se tali scenari si dovessero verificare, il numero di posti di lavoro a rischio in Umbria sarebbe prossimo alle 15 mila unità ed il numero dei soggetti in cerca di lavoro potrebbe risalire ben al di sopra delle 3.000 unità. Tornando allo scenario internazionale condivido ciò che sostengono molti esperti: la finanza pubblica può e deve dare una mano, ma per superare la recessione l’economia deve tornare a crescere, quindi più che misure per ridurre le tasse alle aziende (es. : IRAP), vanno messi in campo provvedimenti urgenti per sostenere la domanda. La discussione quindi dovrebbe orientarsi di più sulle misure per ridurre le tasse sul lavoro e aumentare le pensioni. Da questo punto di vista è indubbio che serve un intervento forte del governo, basti pensare a tale riguardo alla nostra legislazione fiscale e alle normative tariffarie di molti enti locali in Italia, che a tutt’oggi tendono a disincentivare la formazione e lo sviluppo di una famiglia per i maggiori costi non deducibili derivanti dall’eventuale presenza di figli e posti a carico dei suoi soli componenti percettori di reddito. Anche le Amministrazioni locali, seppure parzialmente, possono fare la loro parte. Noi ad esempio vogliamo rafforzare tutti i servizi già esistenti. In particolare, con il bilancio 2010 accresceremo le azioni di sostegno ai redditi più bassi con pacchetti di agevolazioni su tariffe e tributi (acqua, gas, tassa rifiuti, quote asili nido, trasporti e mense scolastiche) con il criterio del calcolo sul reddito equivalente (ISEE) e con il fondo alimentare. A tal fine vanno consolidati, anche nel quadro regionale e di area vasta, i protocolli di intesa con le Organizzazioni Sindacali dei pensionati, con la VUS, con le associazioni del commercio e con la grande distribuzione.”I nuclei familiari al momento sostenuti dal nostro Comune, in base alle misure di sostegno al reddito (contributi a carattere economico) sono circa 200. Essi rappresentano sicuramente la fascia sociale più povera della popolazione comunale in condizioni limite, anche in termini di semplice sussistenza. Di questi nuclei, composti da persone anziane, nuclei monogenitoriali con figli minori, nuclei immigrati, persone in condizione psicofisiche precarie, ecc. circa il 70% presenta un ISEE pari o inferiore ai 3.000 euro. La restante quota del 30%, pur con ISEE superiore manifesta condizioni (più o meno contingenti) di grande precarietà o ha subito nell’ultimo periodo (successivo alla presentazione dell’ultima dichiarazione dei redditi sulla quale è calcolata l’ISEE) forti riduzioni del reddito familiare (licenziamenti, malattie, ecc.).Con il recente Bando appena scaduto per la concessione dei contributi connessi alle spese per il gas metano, abbiamo acquisito oltre 230 domande (il doppio dell’anno scorso) rispetto alle quali è già stata avviata la fase istruttoria per la pubblicazione della graduatoria nel prossimo mese di novembre.

Nel Bilancio corrente abbiamo la disponibilità e di conseguenza spenderemo per le misure di sostegno circa 200.000 euro a cui vanno aggiunte le agevolazioni per la TARSU in corso di riconoscimento e rispetto alle quali non abbiamo ancora dati consolidati. Possiamo al momento soltanto fare riferimento alla cifra iscritta in bilancio per le agevolazioni TARSU che è pari a 50.000 euro comprensiva di ogni agevolazione sulla tassa (a carattere sociale e non).

Per quanto concerne le misure di sostegno al reddito (contributi economici) sin qui erogate o in corso di erogazione da qui alla fine dell’anno, le risorse sono circa 150.000 euro, ma dovrebbero essere molte di più a fronte di quanto richiederebbero i progetti individualizzati per aiutare le famiglie a rendersi autonome ed autosufficienti, anche con l’ausilio coordinato di altri strumenti diversi (borse lavoro, percorsi di accompagnamento e orientamento al lavoro, ecc. per cui il Comune investe una cifra annua di 100.000 euro, a cui si aggiungono 20.000 euro della ASL (borse terapeutiche), mettendo inoltre a disposizione operatori della mediazione lavorativa specializzati nella gestione di tali interventi.

Nella discussione in corso sul Bilancio di previsione 2010 abbiamo inserito anche l’ipotesi di riduzione delle tassazioni dirette come ICI, TOSAP e TARSU a carico delle attività produttive che operano nel centro storico, con la consapevolezza che occorrono interventi urgenti per rivitalizzare la città storica.

Ad oggi per il centro storico abbiamo i seguenti gettiti.

Gettito ICI immobili classificati C1 (negozi – aliquota 7 x 1000) = € 84.000,00

Gettito ICI immobili classificati C3 (laboratori – aliquota 6,5 x 1000) = € 4.000

Sull’ICI non si può incidere in quanto molte attività produttive sono in affitto.

Si può invece pensare di diminuire TARSU e TOSAP con percentuali tra il 15 e 20%. La riduzione massima del 20% comporterebbe una contrazione delle entrate di ca. 40.000,00 euro.

Attualmente i gettiti sono i seguenti

TARSU gettito €191.500 oltre ad addizionali del 10% e contribuzione Provinciale del 5%

TOSAP gettito € 8.000

Molto per il centro storico è stato fatto con il PUC2. Abbiamo consegnato nei giorni scorsi alla Regione le convenzioni sottoscritte alla data del 30.10.2009 che sono state firmate da 47 soggetti per la realizzazione di altrettanti interventi di cui:

36 commerciali e artigianali;

2 turistico – ricettive;

9 servizi alla persona e alle impreseContemporaneamente abbiamo ridefinito il piano finanziario del programma che ammonta complessivamente ad € 19.614.276,00 di cui € 7.515.325,95 assegnati dalla Regione a fondo perduto. Entro gennaio dobbiamo presentare alla regione i progetti esecutivi delle opere pubbliche ed il piano per l’edilizia residenziale che prevede numerosi nuovi alloggi a canone concordato.E’ stato riattivato anche il tavolo di coprogettazione con le Ass.ni di Categoria ed i soggetti privati partecipanti per passare alla fase operativa del Piano di Marketing Urbano del PUC2 che potrà disporre di finanziamenti complessivi per € 534.561,34 oltre ad € 140.000 per potenziare i servizi turistici. Tra le innovazioni maggiori segnalo gli interventi per il Centro Commerciale Naturale, gli eventi e le manifestazioni in centro storico che fruiranno di fondi per campagne di promozione mirate e la creazione del City Logistic. Quest’ultimo, se vogliamo è un bell’esempio di Green Economy per la realizzazione di un servizio dedicato al trasporto di merci e persone in centro storico con automezzi alimentati ad energia elettrica che si riforniranno presso la piattaforma logistica da realizzare nell’area della SSIT sulla Flaminia. Il servizio abbatterà notevolmente le emissioni di CO2 e diminuirà il traffico pesante per lo scarico delle merci. Il percorso che ci attende è tuttavia ancora molto impegnativo, oltre che per il contesto della crisi economica, anche per la prossima applicazione del federalismo fiscale. Esso richiede innovazione e riorganizzazione costante della struttura pubblica, come dei processi produttivi. L’adeguamento della struttura deve essere continuo per stare al passo con la velocità del cambiamento. La lotta agli sprechi e alle inefficienze, il ridimensionamento delle spese fisse e il consolidamento della capacità progettuale per l’accesso ai fondi europei, al fine di avere una maggiore agibilità del Bilancio, dovranno essere una costante della nostra azione amministrativa. La sfida per il federalismo fiscale non può esaurirsi all’interno dei confini comunali, ma riguarda, in primo luogo, l’organizzazione e l’intera comunità regionale.L’Umbria in cui noi crediamo è una regione policentrica e plurale, che porta a sintesi e valorizza le vocazioni e i diritti dei suoi territori e delle sue città, per aprirsi con autorevolezza alle regioni del Centro Italia e creare una rete di relazioni positive, di reciproca convenienza, capace di superare le criticità e le minacce che derivano dalla ridotta dimensione della sua “massa critica”. Ne consegue che l’obiettivo che dobbiamo perseguire è quello di aziende dei servizi pubblici di livello almeno regionale, dislocate nel territorio con equilibrio e nel rispetto delle vocazioni delle città che compongono l’Umbria. Serve una presenza istituzionale solida ed equilibrata, autorevole e semplice, priva di sovrastrutture artificiose e capace di contrastare e bilanciare la logica mercatista che mette in crisi fondamentali diritti dei cittadini sul fronte del welfare (sanità, politiche sociali, istruzione, formazione, ecc.) e dei servizi pubblici (acqua, gas, energia, rifiuti, trasporti). Rispetto all’ATI abbiamo già espresso il nostro pensiero per una struttura leggera con uno statuto che definisca una mission centrata sulla programmazione condivisa per lo sviluppo dell’area vasta e non sulla gestione di servizi che devono restare ai comuni come quelli per il turismo e per le politiche sociali. Da questo punto di vista abbiamo già formulato alla Giunta Comunale di Foligno la proposta per fare della nuova Area Industriale “Flaminia” di Fabbreria un’area produttiva di area vasta collegata alla piattaforma logistica di Foligno e più vicina ad Orte con la realizzazione degli stralci della Tre Valli, quello in corso da Eggi a San Sabino e quello da Baiano a Fiorenzuola per il quale la CARISPO ha presentato nei giorni scorsi il progetto esecutivo alla Regione per una spesa di € 87,5 milioni contro la previsione iniziale di 100 milioni. Per darvi dati recenti sulla nuova area industriale posso comunicarVi che risolto il contenzioso con gli ex proprietari del terreno, ad oggi sono disponibili n°17 lotti per un totale di mq. 41.867. Il costo dei lotti : ca. € 50 a mq. risulta inferiore alla media regionale delle nuove aree produttive (ca. € 60 a mq.).

Sono già pervenute al consorzio delle Aree Industriali Terni-Narni-Spoleto alcune richieste per l’acquisto dei lotti. Attualmente il Consorzio sta valutando le prime due.

Inoltre stiamo verificando la fattibilità di un progetto proposto da un’azienda cinese per impiantare la produzione di silicio per pannelli fotovoltaici. Infine, il prossimo 12 novembre incontreremo le maestranze della Panetto e Petrelli per verificare il loro progetto di delocalizzazione. Restando nel settore delle attività produttive, posso riferirVi che l’attività di monitoraggio sulle nostre maggiori imprese è costante ed è condotta insieme alle Ass.ni di Categoria ed alle OO.SS perché condividiamo le affermazioni dell’Ass.re Regionale alla Formazione e Lavoro secondo la quale “L’impatto occupazionale della crisi è la prima tra le priorità che le politiche del lavoro sono chiamate ad affrontare. Se fino allo scorso anno erano centrali problematiche quali la qualità dell’occupazione, la contenuta occupazione degli over 45, la presenza di una disoccupazione scolarizzata e femminile superiori a quelle di altre aree del Centro Nord del Paese, ora la priorità è la salvaguardia di tutti i posti di lavoro a rischio”. I dati più recenti, derivati dall’attività di monitoraggio, relativi alle maggiori aziende del comparto metalmeccanico dimostrano che sul nostro territorio ci sono sintomi di ripresa:

Minerva. Si è svolto lunedì 2 novembre l’incontro con le OO.SS., Sviluppumbria, le RSU aziendali, il curatore fallimentare ed il Dott. Andreone commercialista analista che sta seguendo il progetto per conto della azienda offerente la SCAF srl. Il piano industriale illustrato prevede il riassorbimento sicuro di 15 unità lavorative della ex Minerva. Il management, che prevede la produzione di autobus e veicoli industriali (semirimorchi, casse ribaltabili e motrice), risulta in anticipo rispetto ai tempi dettati dal bando. La SCAF ha già assunto 4 dipendenti di cui due della ex Minerva.

Alluminio Spoleto – Cast Group. Non evidenzia sintomi di crisi, anzi la produzione risulta aumentata e l’azienda ha provveduto all’assunzione di molte nuove unità lavorative. Rispetto alle preoccupazioni sollevate dai cittadini nei prossimi giorni verrà attivato un tavolo per le questioni ambientali e i loro eventuali riflessi sulla salute per una verifica approfondita con ARPA, ASL, Provincia e Regione, anche attraverso monitoraggi costanti.

Tecnokar. l’azienda prevede la piena ripresa nel 2010. Attualmente ci risulta che stia lavorando allo sviluppo dei piani industriali attraverso un progetto di internazionalizzazione commerciale con l’apertura di una sede in paesi dell’est Europa e ad una rete di impresa con aziende italiane per prepararsi ai prossimi bandi europei sulla competitività. Rispetto ai nuovi piani del Commercio sui quali tanto è stato detto Vi ricordo che quello relativo alle nuove Medie Strutture di Vendita è stato approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 66 del 7.7.2008. Attualmente è in fase di conclusione il procedimento istruttorio per il rilascio delle licenze.La recente sentenza del Consiglio di Stato, tende a modificare i criteri di programmazione e si è in attesa dell’intervento normativo regionale che dia disposizioni ai Comuni in materia. Mercoledì 21 ottobre i Comuni, in sede ANCI, hanno discusso l’argomento. Le situazioni che si sono evidenziate sono le più disparate, alcune amministrazioni hanno completamente liberalizzato il settore disapplicando, in autotutela, la normativa che avevano, altre sono in attesa delle indicazioni regionali. Domani venerdì 6 novembre i comuni che hanno costituito il gruppo di lavoro presso l’ANCI incontreranno la Regione per richiedere l’emanazione urgente, entro la fine di dicembre, almeno di una direttiva per l’attuazione della norma comunitaria che fissa criteri non più “quantitativi”, ma qualitativi. Il vuoto legislativo determinato dalla sentenza del Consiglio di Stato potrà colmarsi definitivamente solo con una nuova legge regionale

Tornando alle prospettive, uno degli obiettivi principali per tracciare le opportunità di sviluppo dei prossimi 10 – 15 anni è rappresentato dal Piano Strategico della città, obiettivo presentato e discusso al recente tavolo di coordinamento del Patto per lo Sviluppo di Spoleto, svoltosi lo scorso 19 ottobre. La necessità di redigere il Piano Strategico è stata condivisa nel metodo e nel merito dai 30 rappresentanti presenti delle Ass.ni di Categoria, degli Enti di secondo livello ASL, ASE, VUS, delle OO.SS. e degli Istituti di credito. Primo passo fatto dalla Amministrazione comunale è stata la definizione del Piano Generale di Sviluppo (PGS) del Comune che analizza gli obiettivi strategici dei prossimi cinque anni previsti nelle linee del Programma di Mandato. Il PGS non è ovviamente il Piano Strategico della città, ma uno strumento innovativo, una sorta di “mappa strategica” costruita sull’esperienza avanzata di alcuni comuni italiani che dal prossimo incontro metteremo a disposizione del tavolo del Patto per lo Sviluppo, per il necessario confronto sulle priorità da realizzare.

Il Piano Strategico, come le azioni prioritarie che definiremo con la città, dovranno tradurre in iniziative concrete la nostra scelta di fondo per lo sviluppo sostenibile e compatibile – recuperando la filosofia e l’impostazione di Ag. 21 e dando le gambe al nostro impegno per l’ambiente testimoniato anche dal grande lavoro svolto con l’EMAS.

La vocazione preminente della città è sicuramente turistico – culturale, ma uno sviluppo armonico che punti a creare posti di lavoro e ad incrementare la base del reddito non può che essere di tipo “misto”. Quindi grande attenzione anche alle medie e piccole imprese, al commercio, all’agricoltura, all’artigianato e ai servizi. La scelta dei nuovi insediamenti produttivi dovrebbe andare verso aziende “pulite” ed il marketing territoriale dovrà puntare di più sulla valorizzazione della filiera dei prodotti enogastronomici e artigianali di qualità.

Abbiamo detto più volte della necessità di meccanismi di controllo puntuali sull’attività delle aziende partecipate per garantire la necessaria trasparenza del rapporto costi – benefici in ordine all’efficienza e all’efficacia dei servizi prestati ai cittadini e da oggi mettiamo on-line il primo cruscotto delle opere pubbliche programmate e/o in corso. Abbiamo ridefinito il piano di lavoro per la creazione dell’Osservatorio Locale dell’Economia, strumento importante per colmare l’assenza di dati omogenei sulla nostra realtà economico – produttiva. Ad oggi, ad esempio, è impossibile per i ritardi nella elaborazione dei dati forniti dai centri per l’impiego e dagli osservatori regionali disporre dei dati sui livelli locali di occupazione e disoccupazione, l’ultima rilevazione disponibile risale al 2006 (prima della recessione). L’ osservatorio è stato presentato al tavolo del Patto per lo Sviluppo e le Ass.ni di Categoria, come le OO.SS. si sono dimostrate molto interessate al progetto per il quale, ad oggi, sono stati predisposti i collegamenti alle banche dati e la sistematizzazione dei flussi informativi. L’avvio è previsto a fine anno e la messa a regime entro il 2010. Rispetto alla nostra visione, come abbiamo detto nelle linee di mandato, sulla base dei risultati di una recente ricerca del CENSIS, riteniamo che un territorio per essere eccellente deve essere un territorio aperto e fortemente interessato alle relazioni internazionali e che presupposto dell’eccellenza è un’organizzazione efficiente del territorio, capace di reperire risorse finanziarie, di spenderle bene e di avere la cura continua degli spazi e delle risorse pubbliche.Riteniamo dunque necessario rafforzare il programma per la internazionalizzazione della città e delle imprese, per l’introduzione di elementi innovativi nella macchina comunale e nell’economia locale e per l’attrazione di risorse “straordinarie”. Questi obiettivi, come definiti nelle linee di mandato, “ saranno perseguiti con la consapevolezza della nostra identità, che tuteleremo e valorizzeremo, lavorando, innanzi tutto, per rafforzare l’idea di Spoleto crocevia di culture e Città cerniera improntata allo sviluppo sostenibile nel contesto di area vasta, quale territorio snodo con le aree e le regioni confinanti e porta culturale di accesso all’Umbria.In conclusione ritengo, come ho avuto modo di ribadire anche nel precedente Consiglio Comunale aperto, che dobbiamo proseguire insieme alle forze del lavoro e dell’economia e insieme agli enti territoriali (ASL, Comunità Montana, ASE, VUS, Consorzio della Bonifica Umbra, ecc. ) il lavoro per una Città che sia riconosciuta per la sua autorevolezza e possa stimolare e facilitare il suo processo di crescita e sviluppo, in relazione all’area vasta, all’Umbria, all’Italia”.

Di seguito invece la Relazione dell’Assessore Lezi

“Questo Consiglio ci da l’opportunità di aprire un confronto su temi di particolare importanza strategica per l’economia della Città ma soprattutto di programmare le azioni che da qui a 5 anni metteremo in atto per uno sviluppo economico e sostenibile del Comune di Spoleto.

Non sfugge a nessuno il momento di grande difficoltà che il nostro Paese sta attraversando dovuto a una forte recessione economica che ha determinato un calo di consumi, una diminuzione dei posti di lavoro e un aumento dei prezzi.La crisi economica che oggi investe non solo l’Italia ma anche i Paesi maggiormente sviluppati determina una diminuzione del PIL con ripercussioni negative sul sistema.In quest’ottica diventa importante mettere in atto strategie che ci consentano di affrontare la crisi ed essere pronti a far fronte a situazioni di emergenza. Certo è che, in un momento in cui in Italia i trasferimenti da parte dello Stato agli Enti Locali sono sempre meno, diventa difficile intervenire.Se riusciamo però a creare le giuste sinergie con Istituzioni, Associazioni di categoria, mondo sindacale, Istituti di Credito e privati, potremmo fare molto. In questo senso intende muoversi questa Amministrazione, cercando alleanze con altri territori, con la Provincia e la Regione, allargando al più possibile la partecipazione ai processi a soggetti interessati.Il Patto per lo Sviluppo di cui accennava il Sindaco non è altro che questo, un tavolo di lavoro dove forze vive della Città si ritrovano per stabilire azioni programmatiche per lo sviluppo e la creazione di forze lavorative. Abbiamo provveduto a definire, sulla base delle linee di mandato il Piano Generale di Sviluppo (PGS) del Comune che analizza gli obiettivi strategici dell’Amministrazione dei prossimi cinque anni previsti nelle linee del Programma di Mandato. Il PGS non è ovviamente il Piano Strategico della città, ma uno strumento innovativo, una sorta di “mappa strategica” costruita sull’esperienza avanzata di alcuni comuni italiani che metteremo a disposizione del tavolo del Patto per lo Sviluppo, fin dal prossimo incontro, per un confronto con tutti gli attori dell’economia locale. Da soli non possiamo pensare di superare le difficoltà e reggere la competizione in un mondo sempre più globale.E’ ovvio che per stabilire le giuste azioni occorre prima fare un’analisi del tessuto socio economico della nostra Città.Un primo dato positivo è registrabile nel progressivo aumento della popolazione residente che al primo ottobre di quest’anno registra 39.304 unità di cui : 20.326 femmine e 18978 maschi.

Popolazione M F TOTALE

Anno 2000 – 18.352 – 19.450 – 37.802

Anno 2001 – 18.460 – 19.458 – 37.918

Anno 2002 – 18.530 – 19.518 – 38.048

Anno 2003 – 18.562 – 19.549 – 38.111

Anno 2004 – 18.736 – 19.827 – 38.563

Anno 2005 – 18.813 – 19.904 – 38.717

Anno 2006 – 18.790 – 19.855 – 38.645

Anno 2007 – 18.834 – 20.075 – 38.909

Anno 2008 – 18.903 – 20.261 – 39.164

al 1/10/09 – 18.978 – 20.326 – 39.304

Rispetto a questi dati risulta un’elevata presenza di popolazione anziana e di giovani in cerca di occupazione.Risulta evidente pertanto che occorre attivare politiche che mirino al miglioramento della vita per le categorie sopra indicate, per gli anziani creando servizi socio-assistenziali, mentre per quanto riguarda i giovani occorre attivare politiche di sviluppo che mirino a una maggiore occupazione e a una riqualificazione attraverso azioni mirate o di formazione in collaborazione con le scuole.Tutto questo tenendo conto del tessuto economico della Città e della richiesta sul mercato di figure professionali specifiche.

Nell’abito dell’occupazione pensiamo che un ruolo importante sarà svolto dal Consorzio per le Aree Industriali che ha appena emanato il Bando per l’assegnazione di lotti presso l’area industriale in loc. Fabbreria: sono disponibili n°17 lotti per un totale di mq. 41867. Il costo dei lotti è di circa € 50 a mq. che risulta inferiore alla media regionale delle nuove aree produttive (ca. € 60 a mq.).

Nell’ambito dell’assegnazione si terrà conto dei progetti industriali e dei Business Plan che le aziende interessate produrranno e sarà data preferenza agli insediamenti che determineranno più occupazione.

Diventa importante in questo momento di crisi il coinvolgimento anche di altri Comuni limitrofi come Foligno che attualmente non dispone di aree industriali e l’azione di marketing che attiveremo sin dai prossimi giorni sul tutto il territorio nazionale, non prima di aver definito alcuni importanti contatti con aziende che già hanno manifestato interesse a nuovi insediamenti o alla delocalizzazione di alcuni già esistenti.

Per quanto riguarda il collegamento viario alla zona industriale, stiamo verificando uno studio di fattibilità che permetta un accesso più agevole.

E’ ovvio che le infrastrutture giocano un ruolo determinante per i collegamenti con le altre Regioni e per lo sviluppo di un territorio.

Per quanto riguarda la Tre Valli è importante. E’ stato infatti consegnato alla Regione il progetto esecutivo per il tratto della Tre Valli da Baiano a Fiorenzuola. Il merito di questo risultato va alla CARISPO. Il progetto prevede un risparmio perché rispetto alla previsione iniziale di € 100 milioni la spesa risulta di € 87,5 milioni. Seguiremo con grande attenzione tutto l’iter per l’avvio dei lavori. La realizzazione dell’intero tratto da Eggi a San Sabino (opera in corso), a Fiorenzuola metterà in collegamento la nuova Flaminia, la Tre Valli proveniente da Ascoli ed avvicinerà di molto l’attuale E45 interessata alla trasformazione nell’asse autostradale Orte – Mestre. Le attività produttive ne riceveranno un sicuro vantaggio, anche se resta ancora da centrare l’obiettivo finale con il completamento della Tre Valli fino ad Acquasparta.

Il tessuto produttivo, le azioni per il sostegno e lo sviluppoPer quanto riguarda il tessuto produttivo il primo sforzo va fatto per il mantenimento dei livelli occupazionali e quindi dell’attività delle aziende esistenti.I dati del primo semestre di quest’anno relativi alle imprese attive evidenziano una contrazione di 17 unità produttive rispetto al 2008 che tutto sommato, rispetto all’andamento internazionale della crisi non appare così grave, anche se abbiamo ragione di credere che i dati del secondo semestre potrebbero peggiorare. La consistenza maggiore delle attività si registra nel settore del commercio con 923 aziende seguito dall’agricoltura con 764 imprese attive, dalle imprese di costruzioni 503 e dal settore manifatturiero con 338 unità .Servizi e azioni a sostegno delle imprese

Se è pur vero che la nostra Città è a vocazione turistico-culturale ed è questa l’eccellenza del nostro territorio è anche vero che non va sottovalutato lo sviluppo economico che può derivare dalle imprese artigiane, industriali, dal commercio e pertanto diventano importanti i servizi e le misure a sostegno delle imprese.

Alcune di queste azioni state realizzate altre sono in fase di attivazione.

  1. In attesa che la Regione affronti la riattivazione del BIC abbiamo siglato un’intesa con Sviluppumbria che metterà a disposizione due esperti che per due giorni a settimana forniranno servizi di supporto per la creazione di giovani imprese presso lo sportello Informagiovani di P.zzo Mauri che verrà inaugurato il 13/11/2009. Questo servizio che non vuole assolutamente sostituirsi al rapporto delle imprese con le Associazioni di categoria avrà la funzione di creare un collegamento diretto con le Istituzioni, la Provincia, la Regione e potrà essere punto di riferimento per la costituzione di reti di imprese così importanti per l’accesso a finanziamenti per pacchetti e incentivi sulla competitività.
  2. E’ scaduto il 30/06/2009 il Bando sperimentale per i contributi in conto interessi per le attività commerciali e pubblici esercizi del Centro Storico. Sono pervenute n° 2 richieste di aiuto.
  3. Scadrà il 31/12/2009 il bando per le attività artigianali operanti su tutto il territorio comunale con contribuzione aggiuntiva per il Centro Storico (13 domande ammesse al contributo);
  4. Con il Bando Regionale Re.Sta commercio sono state finanziate 11 aziende commerciali, 3 ristoranti e 2 mobilieri, con un contributo pari al 40% e il 50% dell’investimento;
  5. Con il Bilancio di Previsione 2010 sono allo studio ulteriori forme di agevolazione per le attività produttive del centro storico che prevedono di agire sulla riduzione delle tassazioni dirette come TARSU e TOSAP.
  6. Abbiamo ridefinito il piano di lavoro per la creazione dell’Osservatorio Locale dell’Economia, strumento importante per colmare l’assenza di dati omogenei sulla nostra realtà economico – produttiva, osservatorio che è stato presentato al tavolo del Patto per lo Sviluppo e al quale le Ass.ni di Categoria si sono dimostrate interessate. Sono stati predisposti i collegamenti alle banche dati e la sistematizzazione dei flussi informativi (avvio fine anno – a regime nel 2010).

7. In prospettiva puntiamo, come descritto nelle linee di mandato, alla creazione di una “Fabbrica dello sviluppo”, una struttura che immaginiamo gestita e finanziata in partenariato tra la rete delle Istituzioni e delle Agenzie pubbliche e il Privato. L’obiettivo, che discuteremo e approfondiremo insieme, è quello di dar vita ad un luogo che funga da “laboratorio e incubatore” in grado di offrire servizi per il sostegno alle giovani aziende; servizi per l’analisi dei mercati e l’internazionalizzazione delle imprese; servizi per l’innovazione dei processi, la ricerca e la sperimentazione; servizi per il marketing territoriale; servizi per agevolare l’accesso al credito; servizi per l’aggiornamento e la formazione delle competenze; servizi per la programmazione e progettazione sulle misure europee.8. Istituiremo nei prossimi giorni un tavolo di confronto con gli Istituti di credito. Fra le criticità indicate dalle aziende si rileva l’allungamento dei tempi di pagamenti e il razionamento del credito; per questo intendiamo essere di supporto nel confronto facilitando l’accesso al credito nell’ambito di convenzioni tra Comune, Associazioni di categoria, Consorzi di garanzia e Istituti di Credito, cercando anche di ridurre possibilmente i costi dei servizi.9. La creazione di uno sportello Europa e agricoltura sarà determinante per azioni di fund raising. E’ ormai certo che solo attraverso la partecipazione a bandi europei c’è la possibilità di accedere a finanziamenti per lo sviluppo delle imprese e per il miglioramento del contesto in cui queste operano. Queste azioni aiuteranno anche a contrastare lo spopolamento della zone rurali. 10. Non ultimo promuoveremo azioni che vadano nel senso dello snellimento della burocrazia saranno importanti per accelerino processi per l’avviamento di nuovi impianti produttivi.11. Monitoraggi costanti sulla situazione delle maggiori imprese locali, saranno effettuati per avere sotto controllo la situazione occupazionale delle stesse e eviteremo come già successo per alcune realtà di non essere più in grado di intervenire con azioni a supporto, perché ormai in situazioni di crisi troppo avanzate.

  1. Sistema di comunicazione Wireless. E’ stata ultimata l’installazione della rete WI-FI che consente la gestione del sistema di videosorveglianza. Inoltre a valere sulla stessa rete, sono in corso di realizzazione e test i servizi al turismo che prevedono la veicolazione al turista di informazioni relative ai siti presso cui si trovano le antenne WI-FI;

La situazione delle maggiori imprese metalmeccanicheIn questi giorni abbiamo svolto incontri con le varie realtà produttive più importanti per capire la reale situazione e piani industriali.Minerva

Si è svolto lunedì 2 novembre l’incontro con le OO.SS., Sviluppumbria, le RSU aziendali, il curatore fallimentare ed il Dott. Andreone commercialista analista, che sta seguendo il progetto per conto della azienda offerente la SCAF srl. Si prevede il riassorbimento di 15 unità lavorative della ex Minerva. Il management prevede la produzione di autobus e veicoli industriali (semirimorchi, casse ribaltabili e motrice).

Alluminio SpoletoNon evidenzia sintomi di crisi, anzi la produzione risulta aumentata e l’azienda ha provveduto all’assunzione di numerose nuove unità lavorative. Rispetto alle preoccupazioni sollevate dai cittadini nei prossimi giorni verrà attivato un tavolo per le questioni ambientali, con ARPA, ASL, Provincia e Regione. Tecnokar

La Tecnokar pur avendo parte dei dipendenti in cassa integrazione, vede segnali di ripresa in questo fine esercizio. Attualmente la proprietà sta lavorando ad un progetto di internazionalizzazione commerciale in paesi dell’est Europa e ad una rete di impresa con aziende italiane per prepararsi ai prossimi bandi europei sulla competitività.

Commercio e consumi

Relativamente al settore commercio nei prossimi mesi saremo impegnati alla rivisitazione dei Piani commerciali in conseguenza dell’emanazione di provvedimenti normativi nazionali e regionali in recepimento della “Direttiva Servizi” (2006/123/CE del 12/12/2006), entro il 28/12/2009.

Tale direttiva prevede che la programmazione si basi su criteri qualitativi e non più quantitativi basati su “motivi imperativi di interesse generale”, quali: sicurezza pubblica, ordine pubblico, incolumità pubblica, sanità pubblica, tutela dei consumatori, dei lavoratori,….

Da un’indagine sui consumi delle famiglie, effettuata nel 2008, da questo Ente, si evince chiaramente un’evasione dei consumi abbastanza consistente che dovrà essere ristabilita all’interno della Città attraverso nuovi insediamenti.

Si riporta una sintesi dei consumi fuori comune rilevati con l’indagine rivolta a 1.000 famiglie residenti e a 200 dei comuni limitrofi.

Settore Alimentare

Consumo fuori Comune: 2.043 migliaia di euro, pari al 2.5% del totale

Settore Abbigliamento

Consumo fuori Comune: 7.498 migliaia di euro, pari al 31.3% del totale.

Settore generi di acquisto ricorrenteConsumo fuori Comune: 859 migliaia di euro, pari al 6.0% del totale.Settore acquisto sporadico e occasionaleConsumo fuori Comune: 6.060 migliaia di euro, pari al 30.7% del totale

Gli acquisti presso altri comuni vedono una frequenza maggiore verso Foligno (in particolare per l’abbigliamento), Terni e Trevi ed in percentuale minore Collestrada e Perugia.

Centro storico

Nell’ottica dello sviluppo economico di una Città diventano importanti le politiche per la rivitalizzazione del centro storico.

Azioni che mirino:

  1. al ripopolamento del centro storico;
  2. al contenimento degli affitti per giovani coppie tramite convenzioni a canone concordato;
  3. allo sgravio di spese per ICI e TOSAP per attività commerciali ed artigianali;
  4. al miglioramento della viabilità e quindi del traffico nonché ad un migliore utilizzo della mobilità alternativa;

Il PUC2 (Programma Urbano Complesso di seconda generazione) è sicuramente uno degli strumenti che nei prossimi mesi ci permetterà di vedere miglioramenti per quanto riguarda i servizi e gli intereventi necessari per la rivitalizzazione in oggetto.

L'importo complessivo del Programma ammonta ad € 19.614.276,00 di cui € 7.515.325,95 assegnati dalla Regione a fondo perduto per la realizzazione del Programma così ripartiti:

– € 6.012.260,76 fondi P.O.R.-F.E.S.R. (2007-2013) distinti a loro volta in:

– interventi pubblici (capo II del bando) € 3.847.110,00

– attività commerciali e artigianali (capo IV del bando) € 1.000.000,00

– attività turistico recettive (capo V del bando) € 200.000,00

– attività di servizio ai cittadini e alle imprese (capo VII del bando) € 400.000,00

– marketing urbano (capo II del bando) € 350.000,00– infrastrutture per attività culturali (capo VI del bando) € 140.000,00– project management (art. 6 comma 3 e) € 75.150,00

€ 1.503.065,19 da L.R. 23/2003, per edilizia residenziale distinti a loro volta in:

– edilizia residenziale pubblica € 650.000,00

– edilizia residenziale privata € 838.065,00

Al 30.10.2009 sono state firmate n° 47 convenzioni per la realizzazione degli interventi con soggetti privati di cui:

– 36 commerciali e artigianali;

– 2 turistico – ricettive;

– 9 servizi alla persona e alle imprese Il Programma prevede i seguenti interventi:OPERE PUBBLICHE (art. 10, 22 del bando)

– a) Realizzazione passerella sul Torrente Tessino – Ente attuatore. Comune di Spoleto – Costo complessivo intervento: €. 450.000,00- Finanziamento; fondi P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013);

– b) Completamento recupero ex Chiesa SS. Stefano e Tommaso da destinare ad Auditorium– Ente attuatore. Comune di Spoleto – Costo complessivo intervento: €. 1.200.000,00– Finanziamento; P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013);

– c) Completamento lavori Complesso di San Nicolò – Ente attuatore. Comune di Spoleto – Costo complessivo intervento: €. 290.000,00- Finanziamento; fondi P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013);

– d) Tessuti connettivi ( Piazze e verde)– Ente attuatore. Comune di Spoleto – Costo complessivo intervento: €. 690.000,00– Finanziamento; fondi P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013);

– e) Recupero Palazzo dell’Arcone – Ente attuatore. Comune di Spoleto – Costo complessivo intervento: €. 1.800.000,00– Finanziamento; fondi P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013); per €. 397.110,00 e a carico Comune di Spoleto €. 1.402.890,00

– f) Realizzazione centro anziani San Carlo – Ente attuatore. Istituzione sociale Cesare e Mina Micheli di Spoleto – Costo complessivo intervento: €. 273.110,00– Finanziamento; fondi P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013); per €. 100.000,00; cofinanziamento a carico della Istituzione sociale Cesare e Mina Micheli , soggetto di natura pubblica;

– g) Completamento lavori di recupero Palazzo Leonetti Luparini – parte pubblica – Ente attuatore. Comune di Spoleto con affidamento a soggetto realizzatore edilizia residenziale, da selezionare con procedura di evidenza pubblica già in atto, avviata con Determina dirigenziale n. 1717 del 28 ottobre 2009 – Costo complessivo intervento: €. 650.000,00- Finanziamento; fondi P P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013)

– h) Piattaforma City Logistic – Ente attuatore SSIT Gestione S.pA – Costo complessivo intervento: € 1.700.000,00, di cui €. 70.000,00 Finanziamento P.o.r.- F.E.S.R. (2007-2013); € 1.480.000, cofinanziamento SSIT Gestione S.pA, in qualità di soggetto di natura pubblica, e € 150.000,00, cofinanziamento da soggetto privato da individuare con successiva procedura di evidenza pubblica .

INTERVENTI PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA (art. 7 del bando)

Intervento di edilizia residenziale, finalizzato al recupero di n. 7 alloggi all’interno di Palazzo Leonetti Luparini di proprietà del Comune di Spoleto, da destinare alla Locazione Permanente a Canone Concordato, determinato ai sensi dell’art. 2 della L. n. 431/98 , a favore di giovani coppie (art. 9 L.R. n. 23/2003).Costo complessivo € 1.250.000,00; Finanziamento L.23/03 per € 650.000,00; cofinanziamento di € 585.000,00 a carico dell’operatore incaricato della realizzazione dell’intervento da selezionare con procedura di evidenza pubblica già in atto, avviata con Determina dirigenziale n. 1717 del 28 ottobre 2009.

Per Il costo convenzionale dell’intervento e l’entità del cofinanziamento pubblico si fa riferimento a quanto prescritto dall’Allegato “A” alla D.G.R. n. 804/2008 e dalla D.G.R. n. 1076 del 27/07/2009 con la quale è stato ammesso a finanziamento il progetto.

INTERVENTI PRIVATI PER LA RESIDENZA (art. 7 del bando)

Sono previsti interventi di recupero di alloggi di proprietà privata (Art. 7 L.R. n.23/2003) e di incremento della proprietà dell’abitazione primaria attraverso :

recupero, acquisto recupero e nuova costruzione di alloggi destinati alla vendita e alla proprietà differita (art. 8 L.R. n. 23/2003).

L’individuazione degli interventi e la determinazione dell’entità dei singoli contributi pubblici avverrà sulla scorta delle risultanze delle graduatorie già approvate con Determinazione Dirigenziale n. 1571 dell’8/10/2008 secondo quanto prescritto dall’Allegato “A” alla D.G.R. n. 804/2008 e dalla D.G.R. n. 1076 del 27/07/2009 con la quale è stato ammesso a finanziamento il progetto.

Complessivamente il contributo proveniente da L.23/03 a valere sul PUC2 di Spoleto per l’edilizia privata, ammonta a € 838.065,00 con un cofinanziamento previsto da beneficiari privati di € 4.730.580,00.

INTERVENTI PRIVATI PER LE ATTIVITA’ COMMERCIALI E ARTIGIANALI (art. 16 del bando)

– costo totale degli interventi: € 3.342.889,73

– fonti di finanziamento:

  • € 1.000.000,00 P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013);
  • € 2.342.889,73 Cofinanziamento privati

INTERVENTI PRIVATI PER LE ATTIVITA’ TURISTICO – RICETTIVE (art. 19 del bando)

– costo totale degli interventi: € 740.450,00

– fonti di finanziamento:

€ 200.000,00 P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013);

€ 540.450,00 Cofinanziamento privati

INTERVENTI PRIVATI PER LE ATTIVITA’ DI SERVIZIO AI CITTADINI E ALLE IMPRESE (art. 25 del bando)

– costo totale degli interventi: € 909.451,00

– fonti di finanziamento:

  • € 250.000,00 P.o.r.-F.E.S.R. (2007-2013);
  • € 659.451,00 Cofinanziamento privati

MARKETING (art. 13 del bando)

Il Piano di marketing urbano sarà composto da una serie di azioni (ricerche e studi di mercato; strumenti editoriali – redazionali – fiere – workshop; manifestazioni – eventi – animazioni; servizi di informazione – facilitazione accesso e fidelizzazione), condivise con le associazioni di categoria e con gli attori privati che hanno collaborato alla progettazione:

il finanziamento complessivo ammonta ad € 534.561,64.

5 sono gli Assi Strategici previsti dal Piano di Marketing:

  1. Migliorare l’accessibilità e la fruibilità delò Centro Storico attraverso il migliormaneto del sistema dei parcheggi;
  2. valorizzare le eccellenze eno-gastronomiche attrevrso eventi e spettacoli e trekking urbani;
  3. promuovere l’insediamento di sevizi pubblici al cittadino e alle imprese;
  4. rafforzare il sistema di informazione e accoglienza e potenziare il sistema dell’offerta congressuale;
  5. Consolidare e qualificare il sistema dei servizi alle imprese.

2. Quadro Strategico di Valorizzazione (QSV) del Centro Storico e dei Centri minori

Presentato il programma preliminare alla Regione a valere sulla LeggeReg.le per i centri e nuclei storici. Il progetto prevede lavalorizzazione del centro cittadino e dei centri minori stabilendorelazioni stabili tra di loro con la creazione di un circuito per un piùefficace marketing territoriale che punti all'incentivazione dei flussituristici. Spoleto è stata scelta da Regione e Università di Perugia perla sperimentazione delle nuove norme introdotte dalla legge regionale perla valorizzazione del patrimonio.

CONTENITORI

Per un migliore utilizzo di importanti palazzi storici saranno valorizzateiniziative ed eventi come Spoleto Tipica a Palazzo Leti-Sansi chediventerà presto anche sede del Museo del cibo il cui progetto è statopresentato alla Regione a valere sulla misura 3.1.3 del PSR 2007 – 2013″incentivazione flussi turistici”.

Green Economy

1.City Logistic


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