Strutture ricettive, irregolarità in 4 su 10

Strutture ricettive, irregolarità in 4 su 10

Al setaccio della Guardia di finanza agriturismi, country house, b&b della provincia di Perugia

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Ogni dieci strutture ricettive (agriturismi, country house e bed&breakfast) nella provincia di Perugia controllate dalla Guardia di finanza quattro presentano irregolarità. Contestazioni di natura amministrativa, fiscale e, in alcuni casi, anche penale.

Questo il bilancio del piano di controlli avviato dal Comando provinciale di Perugia della Guardia di finanza nei confronti delle strutture ricettive, tra cui appunto agriturismi, “country house” e “bed & breakfast”, destinate ad accogliere i grandi flussi turistici della stagione estiva nel territorio umbro. Con una percentuale di irregolarità accertata molto alta, pari al 40 per cento.

Le violazioni elevate dalle Fiamme gialle vanno dalla mancata comunicazione ai Comuni dell’inizio dell’attività, sino alla denuncia all’autorità giudiziaria per l’omessa informazione all’autorità di pubblica sicurezza delle persone alloggiate in strutture ricettive. Nove strutture esercitavano l’attività senza aver mai dato formale comunicazione ai Comuni di appartenenza, come previsto dalla Legge regionale del 2015, né, tantomeno, aver dichiarato la propria attività al fisco.

Eppure, molti degli alloggi oggetto di contestazioni da parte delle Fiamme Gialle della provincia perugina erano pubblicizzati attraverso i più noti portali di ricerca turistica. Insomma, i titolari operavano alla luce del sole dell’estate umbra, senza timore di essere scoperti. Alcuni di questi sono risultati facenti capo a soggetti stranieri che, evidentemente, dopo essersi innamorati del territorio, hanno investito nell’acquisto di strutture ricettive poi locate, prevalentemente, a loro connazionali.

Ma non è tutto: le Fiamme Gialle, durante le loro ispezioni, hanno scoperto in 3 strutture ricettive la presenza di 14 lavoratori  completamente in “nero”. Per questo motivo, nei confronti di uno degli imprenditori è immediatamente scattata la richiesta ai competenti Uffici del provvedimento di sospensione dell’attività.

Ovviamente, ai gestori delle attività ricettive risultate sprovviste delle necessarie autorizzazioni saranno anche contestate le violazioni tributarie per aver nascosto al fisco i proventi delle attività di servizi erogate.

L’ obiettivo del piano di controlli svolti da tutti i reparti del Comando provinciale della Guardia di finanza di Perugia, viene spiegato, è impedire che le strutture d’accoglienza, improvvisate e non a norma, “inquinino” l’economia legale del settore turistico-ricettivo, generando fenomeni di concorrenza sleale nei confronti degli operatori onesti.

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