Spoleto59, teatri esauriti per il I° weekend | Oggi conferenza stampa di apertura - Tuttoggi

Spoleto59, teatri esauriti per il I° weekend | Oggi conferenza stampa di apertura

Carlo Vantaggioli

Spoleto59, teatri esauriti per il I° weekend | Oggi conferenza stampa di apertura

La scaramanzia dei mocassini rossi | Le Nozze di Figaro "astratte" | M° Conlon entusiasta, Ferretti show, Weissbard innamorato del Festival
Gio, 23/06/2016 - 22:00

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Spoleto59, teatri esauriti per il I° weekend | Oggi conferenza stampa di apertura

Una volta si diceva “Rosso di sera, bel tempo si spera…”. Oggi, nel quartier generale del Festival in Piazza Duomo, con i giornalisti riuniti per la tradizionale conferenza stampa di apertura della 59^edizione del Festival dei Due Mondi, il rosso della speranza e dell’ottimismo era rappresentato dai mocassini in suede color rosso “porporato” di Giorgio Ferrara. Una delle sciccherie che il direttore artistico usa come mezzo di comunicazione dei suoi stati d’animo. In questi 9 anni di gestione ferrariana, più volte i colori degli accessori del direttore artistico sono cambiati. Si è passati dalle giacche di lino rosa, alle camicie di seta stampate con disegni jaquard o animalier, al collare viola del suo cagnolino, il tutto per dare precise indicazioni, a volte al limite della pura scaramanzia, sull’andamento della kermesse. Ovviamente questa è solo una “ipotesi di lavoro” che il M° Ferrara smentirà. Ma come diceva un vecchio “belzebù”, “a pensar male si fa peccato…ma spesso ci si indovina”.
Intanto però i teatri nel primo weekend di Spoleto59 sono quasi tutti sold out. Giorgio Ferrara quasi sogghigna raccontandolo ai giornalisti presenti. “Tutto esaurito…non c’è niente da fare…”, diventa il mantra di Ferrara all’annuncio di ogni titolo del primo weekend.
Insieme al direttore artistico ci sono anche Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, scenografi de Le Nozze di Figaro, James Conlon, Direttore D’Orchestra dell’opera mozartiana e il creatore delle luci, A.J. Weissbard. Ci sono anche il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli e il Vicepresidente della Fondazione Festival, Dario Pompili.
Ferrara prima della illustrazione degli spettacoli in programma, annuncia anche la diretta televisiva su Rai5 a partire dalle 19,30, dell’opera mozartiana. E’ la prima volta in assoluto che una diretta Rai viene fatta dal Teatro Nuovo in occasione del Festival.
“Siamo molto soddisfatti di questo avvio – commenta compiaciuto il sindaco Fabrizio Cardarelli- e non tanto per i dati positivi illustrati da Giorgio, ma anche per la qualità della proposta. Abbiamo un livello molto alto che sta richiamando spettatori da ogni dove. Avremo ospiti questo fine settimana i rappresentanti del Festival di Cartagena (si parla di una delegazione di circa 40 persone tra familiari e membri effettivi ndr.), con i quali abbiamo stretto una importante collaborazione su Le Nozze di Figaro.”
“La città risponde unita anche nel caso di difficoltà– prosegue il sindaco- come quando proprio non sapevamo come fare per sistemare i militari del Reggimento a cavallo dei Carabinieri. Ebbene l’Istituto Alberghiero Ipssart ha subito offerto la disponibilità del proprio convitto per alloggiare i militari.”
Cardarelli annuncia anche l’apertura definitiva per il 24 giugno mattina, dell’ultima uscita della Mobilità Alternativa, quella che da accesso direttamente al Teatro Nuovo, nei locali del vecchio foyer.
Le Nozze di Figaro- Ma la curiosità più accesa rimane quella sullo spettacolo di apertura di cui al momento non è dato sapere nulla di più del cast annunciato e di pochi dettagli desumibili da alcune foto pubblicate sul sito ufficiale del Festival.
Giorgio Ferrara che è il regista della trilogia Mozart-Da Ponte (Così Fan Tutte, Le Nozze di Figaro e Don Giovanni ndr.) in programma al Festival fino al 2017, ribadisce lo schema di approccio all’opera che già lo scorso anno era stato ampiamente spiegato per il Così Fan Tutte.

“Lo spettacolo non si discosta troppo dalla tradizione. Io sono convinto che le opere devono essere rappresentate favorendo in primo luogo la comprensione, in secondo luogo il canto ed infine la musica. Quando vedo opere settecentesche ambientate nelle tintorie, negli uffici postali o nei bar, allora chiudo gli occhi, non voglio vedere e mi concentro sulla musica.”
Corre un brivido tra i presenti quando Ferrara specifica meglio il dettaglio dell’Opera festivaliera. “Abbiamo voluto fare un omaggio a questa straordinaria storia, una fiaba irreale, dando un tono astratto al tutto, scene, costumi e luci. Un omaggio al teatro e al palcoscenico. Vedrete dunque 4 teatri diversi, attraverso dei sipari che racchiudono le camere ed il giardino con molti piani diversi. Si canta e si agisce anche in platea e in 3 piani di profondità diversa del palcoscenico. Per i costumi ho chiesto a Maurizio Galante di avere un occhio al settecento ma di rispettare anche il ‘fantastico’ dell’opera.”
E già solo così i presenti non sanno se avere paura o gioire all’infinito, un po’ come quando lo scorso anno Ferrara iniziò a parlare di Così Fan Tutte come di un opera geometrica e si scoprì poi che era tutt’altro in scena. Per la fortuna di tutti però, le foto pubblicate nel pomeriggio danno una idea piuttosto precisa di cosa si andrà a vedere dietro al sipario del Nuovo-Menotti.
Toccherà a James Conlon spargere tra i presenti ottimismo a mani piene. Il celebre Direttore d’Orchestra non lesina amore verso Spoleto ed il Festival, “E’ un grande onore per me”. Conlon spiega anche che per un direttore la presenza dell’Orchestra Cherubini e motivo di stimolo e sicurezza al tempo stesso. “E’ una orchestra giovanissima e mi piace moltissimo lavorare con i giovani che poi ritrovo in giro per le più prestigiose orchestre del mondo. I ragazzi hanno contratti per 3 anni e questo vuol dire che già la metà di quelli che suonano quest’anno non c’erano nella formazione del 2015. Il violino di spalla di quest’anno ha solo 20 anni. Straordinario! “
James Conlon spende anche parole entusiastiche per il cast dei cantanti tutti molto giovani e che si adattano perfettamente ad un opera movimentata come le Nozze. “Abbiamo un cast quasi tutto italiano. Solo due cantanti sono italo canadesi e parlano perfettamente la lingua. Questo è molto importante nelle opere di Mozart e Figaro in particolare per via dei recitativi molto intensi.”
Ferretti show- Quando la parola passa al premio Oscar, Dante Ferretti, la conferenza si trasforma in una girandola di battute e gag a getto continuo. “Cosa volete sapere…”, esordisce Ferretti sprofondato sulla sedia, “Le scene le vedrete domani. Non sono un granchè”, commenta sornione rispondendo alla domanda di una collega che ricordava come quest’anno tutto sia stato tenuto molto segreto. E Ferretti aggiunge gigione, “Si parla così tanto di tutto questo per poi arrivare a vedere quelle 4 cose…..”. “Giorgio è venuto da me con in mano un libretto che conteneva una serie di sipari e da li è partita l’idea dei 4 diversi piani di esecuzione, io ho fatto i bozzetti e Francesca (Lo Schiavo ndr.) ha completato gli arredamenti. Li vedrete domani e se non vi piace per favore non lo dite. O se lo dite date la colpa alle luci, che sarebbe meglio vedere tutto spento …anzi che sarebbe meglio non aprire nemmeno il sipario o mettere un grande grammofono al centro della scena”. A parte le risate dei presenti si intuisce una gestazione delle scene molto più elaborata del solito. “La parte pittorica è stata realizzata a Roma mentre la parte strutturale è affidata agli straordinari artigiani del teatro di Spoleto”, conclude Dante Ferretti. Francesca Lo Schiavo spiega poi che tutta l’Opera è molto armonizzata e che il lavoro sull’arredamento di scena è stato alla fine molto fluido, naturale. Ogni scena ha un colore ed il tutto si riflette anche sui costumi che seguono l’andamento delle luci.
Ed è A.J. Weissbard a raccontare come per questo genere di opera sono stati studiati quasi 250 effetti ovvero cambiamenti di luce in scena, necessari a seguire l’andamento scenico, “Non riesco a fermarmi– dice Weissbard- quando seguo la scena”, giustificando in qualche modo un gioco di luci che desta in anticipo curiosità.
Il Weissbard innamorato- Ed è proprio A.J Weissbard, giovane artista americano, a chiudere la conferenza con parole lusinghiere e di grande intensità riferendosi al Festival. “Io sono americano e da noi Festival così non ci sono. Stanno iniziando ma Spoleto è qualcosa di grande. Io sono arrivato qui 9 anni fa ed ho avuto il privilegio di lavorare quasi ogni anno con Giorgio, ed ho visto una rinascita del Festival. Io amo l’Italia ed essere qui dove si radunano tanti artisti e dove tanta gente viene da ogni parte per vedere gli spettacoli mi onora, sono onorato di essere parte del Festival di Spoleto.”

Il giovane Lighting Designer che parla così di Spoleto è anche lo stesso che ha le seguenti collaborazioni internazionali: Robert Wilson, Peter Stein, il compianto Luca Ronconi, Daniele Abbado, Marina Abramovic, Bernard Sobel, Peter Greenaway, William Kentridge, David Cronenberg, Andriy Zholdak, Shirin Neshat, Gae Aulenti, Fabio Novembre, Pierluigi Cerri, Richard Gluckman, Matteo Thun, Giorgio Armani, Hugo Boss e infine la Martha Graham Dance Company.
Se ne deduce che a volte siamo molto più amati di quanto noi  riusciamo invece a fare con noi stessi.
Ma ci salveranno i mocassini rossi !

Riproduzione riservata

Foto conferenza: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)

Foto Nozze di Figaro: ML. Antonelli Agf


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