Spoleto56, presentato oggi “Il Matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa-Ferrara “Una nuvola di Cipria”

Spoleto56, presentato oggi “Il Matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa-Ferrara “Una nuvola di Cipria”

share

Carlo Vantaggioli

Presentato oggi nel foyer del Teatro Caio Melisso, Spazio Carla Fendi, il dramma giocoso in due atti Il Matrimonio Segreto di Domenico Cimarosa. Il debutto è per il prossimo sabato, 29 giugno. Presenti oggi nel piccolo scrigno dell’arte spoletina moltissimi dei protagonisti di quella che si annuncia una delle più scoppiettanti novità del programma festivaliero, ovvero il ritorno dell’opera. Un secondo atteso debutto, sempre al Caio Melisso, è in programma per l’11 luglio con Croquefer & Tulipatan di Jaques Offenbach. Sull'argomento del resto, nella conferenza stampa di  introduzione al Festival, il M° Giorgio Ferrara era stato piuttosto chiaro, quando ha lanciato l’idea di programmare stabilmente nel cartellone delle prossime edizioni,  tutto un repertorio settecentesco, non molto rappresentato, proprio al Caio Melisso Spazio Carla Fendi.  E che il teatro, ora sotto le amorevoli cure del  restauro per opera della Fondazione Carla Fendi, sia il luogo ideale per una simile avventura non c’è dubbio alcuno. Anche oggi, già dalla consueta calda accoglienza nel foyer adattato a sala stampa, si è capito che la vocazione del Teatro Caio Melisso è quella di essere contenitore di produzioni preziose e rare, magari studiate apposta per l’occasione, “fatte su misura”. Talmente su misura che Carla Fendi, neo-Presidente onorario della Fondazione Festival dei Due Mondi, che sull’argomento ne sa una più del diavolo, poco prima che i protagonisti de Il Matrimonio Segreto prendano la parola, sebbene seduta tra il pubblico ed i giornalisti (vicina a lei la famosa firma de La Repubblica, Natalia Aspesi), con una richiesta amabile ma decisa, da vera padrona di casa, chiede a tutti i protagonisti di spostarsi di qualche centimetro, “Ci sono i fotografi, i giornalisti…non siete al centro, spostatevi un pò, per favore”. E così, con un colpo di “ago e filo”, con il M° Ferrara in testa, tutti scivolano un po’ più in là e si mettono per benino come “imbastitura” vuole. Una gag degna della migliore operetta buffa, e che solo al Caio poteva essere messa in scena, proprio da Carla Fendi, che non è raro venga trovata a “sfaccendare” direttamente al restauro dell’amato teatro. Presenti oggi per raccontare il capolavoro di Domenico Cimarosa, il direttore d’orchestra Ivor Bolton, qui alla guida dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari,  il regista e scenografo, Quirino Conti, Vinicio Cheli, autore del progetto luci, l’icona Piero Tosi, autore dei costumi, che le indiscrezioni prima del debutto definiscono “stupefacenti”, la mezzosoprano Teresa Iervolino (Fidalma nell’opera) e naturalmente il M° Giorgio Ferrara. Un Ferrara che, scopriamo proprio in conferenza,  ha messo più di uno zampino nella realizzazione tecnica dell’opera, prodigo di consigli,  “…con tanto di fotocopie”, come spiega ai giornalisti Quirino Conti. I presenti si guardano bene dallo svelare troppi particolari sulla messa in scena, tranne ciò che è già noto sulla orchestrazione, sulla storia dell’opera (prima rappresentazione nel 1792, un anno dopo la morte  di W.A. Mozart), e sulla scenografia (la Scena Ricca di Domenico Bruschi recentemente restaurata dalla Fondazione Fendi).

Divertente al  limite del buffo, tanto per rimanere in tema, il racconto fatto da Piero Tosi, arzillo 86enne, Maestro e icona dei costumisti teatrali di ogni dove, che racconta con insolita vena comica, come a lui non importi poi molto di disegnare i costumi, preda a suo dire, di una insanabile, “voglia di fare nulla”. E se il risultato è quello visto nel corso della sua lunga carriera artistica e professionale, allora evviva il “dolce far niente”. Il regista Quirino Conti, seppure poliedrico artista afflitto, si fa per dire,  da  pendolarismo tra moda, architettura, teatro e cinema, concede ai giornalisti di svelare il solo metodo usato per scrivere i movimenti di scena e disegnare quindi su misura l’opera per i cantanti, “Mi sono aggrappato al libretto”, spiegando quindi che il rigore interpretativo è anche sostanza nuova se lo si mette in relazione con altre capacità creative nella messa in scena.

Una di queste è quella di Vinicio Cheli che spiega brevemente come la luce che si vedrà in scena è “quella della candela”, operazione francamente ardua ma non impossibile per chi come Cheli ha lavorato una vita per l’opera e nei maggiori teatri del mondo.  Un discorso a parte va fatto per l’interpretazione orchestrale, i cantanti  e quindi per la direzione di Ivor Bolton. Bolton è Direttore Principale dell’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo dal 2004. Ma sono innumerevoli e tutte prestigiose le collaborazioni avute in Inghilterra, in Germania e Austria da questo direttore d’orchestra. Tanto basti per capire la misura “mozartiana” che verrà data all’Orchestra del Petruzzelli di Bari, qui a Spoleto in formazione ridotta a 30 orchestrali, come previsto per il tipo di opera. Convincente e molto piacevole la chiacchierata con la quale poi la mezzosoprano, Teresa Iervolino, parla della assoluta venerazione per il M° Bolton e di come anche il regista Conti sia riuscito a motivare la trasformazione del cantante in personaggio, in un opera che ha bisogno di molto fraseggio e dizione corretta, perché il libretto è parte fondamentale di ciò che si vede e sente. Un opera, quella di Cimarosa, molto faticosa per i cantanti che qui non hanno il conforto e l’appoggio del coro, ma che saranno in scena per 3 ore in assoli, duetti, quartetti etc.

Ma nella giornata di oggi però, la definizione clou dell'opera che sta per debuttare al Caio Melisso, Spazio Carla Fendi, la da, come quasi sempre avviene, il M° Ferrara che sornione e in una sintesi vaporosa, incorona Il Matrimonio Segreto come “Una nuvola di cipria”.  Non resta che immergersi dunque, negli sbuffi profumati.

Riproduzione riservata

Foto Tuttoggi.info

share

Commenti

Stampa