Spoleto, il sangue di San Giovanni Paolo II nella chiesa nuova di San Nicolò

Spoleto, il sangue di San Giovanni Paolo II nella chiesa nuova di San Nicolò

Reliquia donata dall’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz durante il pellegrinaggio diocesano in Polonia

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Un’ampolla con il sangue di San Giovanni Paolo II verrà custodita nella nuova chiesa di San Nicolò, a Spoleto. E’ infatti proprio a Papa Wojtyla che sarà intitolata la parrocchia in costruzione nel popoloso quartiere cittadino. A donarla all’Archidiocesi di Spoleto – Norcia è stato l’arcivescovo di Cracovia durante il pellegrinaggio diocesano in Polonia in corso in questi giorni.

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, dal 26 al 30 settembre, nell’Anno Santo della Misericordia, sta infatti guidando un pellegrinaggio diocesano di 110 fedeli in Polonia, terra natale di S. Giovanni Paolo II. I pellegrini sono giunti in terra polacca la sera di lunedì 26 settembre con un volo charter dall’aeroporto internazionale S. Francesco d’Assisi di Perugia a quello di S. Giovanni Paolo II a Cracovia.

La giornata di mercoledì 28 settembre è stata caratterizzata dalla visita di Cracovia, nel ricordo di S. Giovanni Paolo II e di Santa Faustina Kowalska. La prima tappa è stata la cattedrale del Wawel intitolata ai Santi Stanislao e Venceslao, santuario nazionale della Polonia, al cui interno c’è la cattedra episcopale dalla quale il card. Karol Jòzef Wojtyla, futuro Giovanni Paolo II, dal 1964 al 1978 ha esortato i fedeli della città polacca ad imitare Cristo. Alle 12.00 c’è stato l’incontro con il cardinale arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, colui che per quaranta anni è stato al fianco di Giovanni Paolo II come segretario particolare. Il Porporato ha ricevuto i pellegrini di Spoleto-Norcia nella cappella del palazzo arcivescovile dove nel 1946 fu ordinato prete Wojtyla. E l’incontro si è tenuto in una data significativa: il 28 settembre 1958, infatti, quel giovane prete che aveva lavorato come operaio e che aveva frequentato il seminario clandestinamente venne consacrato Vescovo. «Grazie Eminenza – ha detto mons. Boccardo nel saluto rivolto a Dziwisz – per averci ricevuto. È per noi una grandissima gioia poter ascoltare un ricordo di Giovanni Paolo II da un testimone vivente d’eccezione come lei». Il Cardinale ha sottolineato in modo particolare un aspetto fondamentale della vita del Papa polacco: la preghiera, in modo speciale quella allo Spirito Santo. «E la preghiera – ha raccontato il Cardinale – ha scandito anche i momenti precedenti la morte: ci aveva chiesto, infatti, di leggergli alcuni capitoli del Vangelo di Giovanni per prepararsi meglio all’incontro col Risorto». Prima di congedarsi, l’Arcivescovo di Cracovia ha fatto un dono davvero speciale alla Chiesa di Spoleto-Norcia. Ha consegnato a mons. Boccardo, a cui è legato da profonda amicizia, una reliquia di S. Giovanni Paolo II, una piccola ampolla con alcune gocce del sangue del Papa incastonate in un piccolo reliquiario. Spontaneamente è partito un lungo applauso dei 110 pellegrini. Mons. Boccardo dopo aver accolto e baciato l’ampolla, non senza emozione, in quanto anche lui è stato stretto collaboratore di Wojtyla, ha preso la parola e nel ringraziare il Cardinale ha detto che la reliquia sarà collocata nella chiesa del nuovo complesso parrocchiale che si sta costruendo nel quartiere di S. Nicolò a Spoleto e che sarà intitolato proprio a S. Giovanni Paolo II.

Nel pomeriggio visita al Santuario della Divina Misericordia, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti di Cracovia. Questo posto è legato al culto di Santa Faustina Elena Kowalska (1905-1938) che nel convento della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia visse i cinque anni più importanti per quanto riguarda la sua vita spirituale e le sue rivelazioni mistiche, e dove riposano le sue spoglie mortali. Il Santuario è oggi un grande centro di culto religioso in forte sviluppo, e considerato il numero di pellegrini che lo visitano, è tra i più importanti al mondo. Giovanni Paolo II ne fece visita tre volte, Benedetto XVI una volta, nel 2006, e nel luglio scorso vi si è recato papa Francesco; è stato proprio Giovanni Paolo II a consacrarlo nel 2002 e a consacrare il mondo intero alla Divina Misericordia. Il Santuario conserva anche il famoso quadro, opera di Suor Faustina, che rappresenta il Gesù Misericordioso.

La giornata si è conclusa con la Messa celebrata dall’Arcivescovo nel Santuario di S. Giovanni Paolo II, edificato nel territorio dove c’erano le ciminiere della Solvay, la ditta dove il giovane Wojtyla lavorò come operaio. La parte dedicata al culto è su due piani: quello superiore è più ampio, aperto alle grandi celebrazioni, e le decorazioni sono affidate a mosaici che già da soli sono una catechesi. In questa parte è conservata la talare bianca sporca di sangue che Giovanni Paolo II indossava il giorno dell’attentato in Piazza S. Pietro, il 13 maggio 1981. Ma il cuore del santuario è la cripta inferiore ottagonale, dove mons. Boccardo ha celebrato la Messa, con l’altare che custodisce la reliquia del sangue che era stato conservato nei tanti interventi chirurgici subiti dal Papa. «Tutti noi – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia – siamo in qualche modo stati sfiorati dall’ombra di Giovanni Paolo II, siamo cresciuti alla sua scuola. Ha lasciato un segno forte nella nostra vita e noi siamo qui a dire grazie ad un padre e a un amico. Chi ha avuto la gioia di stare accanto a lui ha sperimentato la sua disponibilità a fare la volontà del Signore, il suo amore incondizionato per il Vangelo, la capacità di leggere nella storia i segni divini: è così che ha spalancato porte che erano chiuse e ha portato a tutti una scintilla dell’amore di Dio. Senza timore ha annunciato la volontà del Padre e non ha cercato popolarità. Si è lasciato consumare dalla croce, ha dato tutto se stesso senza riserve, ha sparso nel mondo il buon odore di Cristo. Padre Santo – ha concluso Boccardo – prega per noi e inviaci, dalla Casa del Padre, la tua benedizione».

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