Spoleto, resuscita dopo 27 anni associazione “Amici Banca Popolare”

Spoleto, resuscita dopo 27 anni associazione “Amici Banca Popolare”

share

Nostro Servizio

Nemmeno Dario Argento o il mitico Wes Craven, avrebbero potuto tanto in termini di horror. Tra un “Profondo rosso” alla Bps che si fuma 30 milioni in bilancio come se nulla fosse, e secondo la mitologia corrente cittadina, senza che nessuno sia responsabile, ed un “A volte ritornano” con una associazione di paladini della banca che resuscita dopo 27 anni, o giù di li, il pomeriggio di oggi (6 aprile, ndr) è scorso via per la stampa locale in un contesto surreale e a tratti persino comico.
I convocati – accade che il vecchio “Caro leader”  e fondatore degli Amici della Banca Popolare, il dott. Maurizio Hanke, abbia inviato alle redazioni delle testate locali l'invito ad una riunione convocata presso l'Associazione Commercianti di Spoleto in compagnia dei rappresentanti delle associazioni di categoria cittadine per una diesamina della situazione venutasi a creare dopo il commissariamento Bps-Scs e per valutare eventuali iniziative a sostegno della compagine sociale della Credito e Servizi, quella in effetti che sta pagando sulla propria pelle gli effetti provocati dal precipitare della situazione dopo il lungo braccio di ferro tra l'ex dominus Antonini e tutto il resto del mondo. Mentre il “Caro leader” Hanke è già sul posto, arrivano alla spicciolata Andrea Tattini (Confcommercio), Stelvio Gauzzi (Confartigianato), Enrico Morbidoni (Confesercenti) e solo dopo, a debita distanza, Maria Flora Monini (Assoindustria). Naturalmenti presenti anche alcuni giornalisti.
Scazzo epico – alla vista dei cronisti, Tattini ha un moto di stizza ed inizia con un certo nervosismo a dire che la sede dell'Ascom non può ospitare la riunione proprio per la presenza della stampa, della quale non era stato avvertito, diventando quindi una “riunione ufficiale e non più riservata”. Un allibito Hanke bofonchiava che “non c'era nulla di strano perchè l'associazione non ha nulla da nascondere”. La tiritera del batti e ribatti tra i due va avanti per buoni 10 minuti, mentre anche il tono della voce di Tattini diventa “squillante”, un pò troppo per la verità, al punto che alcuni avventori de L'Altro Caffè, sito proprio davanti a Via Nuova (dove ci sono gli uffici dell'associazione commercianti), iniziano a guardare con curiosità. Uno in particolare sembra più interessato di altri e, guarda tu il caso, è un prossimo congiunto dell'ex-presidente Bps prima, e Scs dopo, Giovannino Antonini. Volano anche parole forti da Tattini: “mi volete strumentalizzare…la sede dell'Ascom non si apre, la fate altrove”, mentre gli altri rappresentanti di categoria con passo felpato si scostano dal luogo del delitto. Hanke pensa intanto un posto di riserva per fare una Riunione2-la vendetta, della rimaterializzata associazione. Come vagito non c'è male, bisogna dire.
4 amici al bar – Approfittando del tiepido solicello del primo pomeriggio e dei bar di piazza Garibaldi, l'allegra comitiva si sposta divisa in due fazioni  negli  esercizi  presenti in piazza, l'una di fronte all'altra, come Corea del Nord e Corea del Sud. Inizia anche lo spionaggio reciproco con macchine fotografiche, cellulari e occhiate furbette nascoste da vistosi coni gelato. Da una parte, al Bar Catarinelli, il ciarliero Hanke, con i giornalisti ormai stremati, che vuole comunque fare la sua parte arrivando anche ad evocare per la difesa della banca una “mobilitazione di piazza” (forse quella del Mercato?). Dall'altra, al bar Garibadi, i rappresentanti di categoria che confabulano sprofondando nelle loro sedie, mascherati da coni gelato. E chissà dove saranno stati posizionati  i missili nucleari nordcoreani a questo punto, magari alla Curva di Picchi.
Ressurrezione e miracoli – Gli Amici della Banca Popolare scoprono dunque che esiste un problema soci Scs, e resuscitano dopo 27 anni per portare la buona novella sulle macerie fumanti sorvegliate dai commissari di Bankit. Un pò di storia: la prima volta che l'associazione Amici della Banca Popolare compare sulla scena spoletina è nel lontano 1986, all'epoca del primo commissariamento dell'istituto, durato un paio di anni e al termine del quale lo stesso Hanke venne nominato mebro del ricostituito consiglio di amministrazione della banca. Di li a  poco lo stesso fu eletto in consiglio comunale e divenne assessore, motivo per cui si dovette dimettere facendo subentrare al suo posto il primo dei non eletti, l'avvocato Marco Bellingacci. Dopo il secondo ribaltone al vertice dell'istituto, nei primi anni '90, arrivano ai vertici Giovannino Antonini e Bruno Urbani (tutti ricordano la famosa assembea al Teatro Nuovo con i Bus di soci da tutta l'Umbria arrivati per votare). Di fatto ora Maurizio Hanke ha in animo di coaugulare un certo numero di soci – attualmente la base a sua disposizione ne conta una trentina dei circa 18mila- intorno ad un progetto da sottoporre ai commissari sul tema del radicamento territoriale della banca e sul mantenimento strategico della Direzione Generale dell'istituto a Spoleto. Questo in virtù del fatto che “l'economia spoletina ed umbra è fortemente interdipendente con la Bps”. Oltretutto poi c'è anche il problema del valore delle quote societarie di Scs che, stante la situazione apparsa nella relazione al bilancio 2012, e con l'apparire all'orizzonte di alcune offerte (fra cui quella della Clitumnus) stanno per essere letteralmente “svampate”. Hanke è accompagnato da un noto spoletino che è fra i fautori della rinascita dell'associazione ma che chiede di non esser citato visto che neanche lui sapeva della presenza dei giornalisti all'incontro odierno. Il consigliere comunale non si sottrae alle nostre domande. Così a quella su come giudica i fatti accaduti in questi ultimi due anni e mezzo se la cava alla democristiana maniera: “beh, se c'è stato un commissariamento mi pare evidente che le cose non sono state gestite bene!”, risponde Hanke, “anche se dietro a queste c'è una qualche diatriba di stampo politico”. Insomma, chiediamo, crede alla teoria del complotto rilanciata da Il Giornale di Sallusti? “No, no, che c'entra, è innegabile che la banca risente da sempre di due colori politici….”. Sulla possibilità di avviare una qualche azione di responsabilità nei confronti degli ormai ex amministratori il 'portavoce dell'associazione' (come alla fine si è definito Hanke) dice che “non è questa la priorità, anche perchè non abbiamo ancora in mano i dati dei Commissari. E' invece fondamentale salvaguardare l'unica vera, grande realtà della città e per questo sono pronto a scendere in piazza se proveranno a spostarla da Spoleto”, tuona con cipiglio da “Caro leader”. 

La festa è finita gli amici se ne vanno L'incontro con i giornalisti è finito. Il consigliere abbandona la Corea del sud, pardon il Catarinelli, per dirigersi verso quella del nord, il Garibaldi, dove siede il trio Gauzzi-Monini-Tattini (nella foto) con la presidente di Assindustria che ci tiene a precisare che lei si trova lì “solo per caso”. L'arrivo, questo sì casuale, dell'imprenditrice Olga Urbani, interrompe l'incontro del 'portavoce' con le associazioni di categoria. Insomma, quello che doveva essere il lancio di un gioioso squadrone  di “risorti”, si è trasformato in una sceneggiatura per un novello Nightmare, dove il terribile Tattini-Krueger ha segato via tutti in un sol colpo. Al “Caro leader” Hanke non rimane che consolarsi con la replica de “La notte dei morti viventi”.

Riproduzione riservata

ARTICOLO CORRELATO
BPop Spoleto in profondo rosso, sotto di 31 milioni € – Così la relazione dei Commissari di Bankitalia

share

Commenti

Stampa