Spoleto, giusto pacificare, no estumulare | Il nodo degli incarichi - Tuttoggi

Spoleto, giusto pacificare, no estumulare | Il nodo degli incarichi

Carlo Ceraso

Spoleto, giusto pacificare, no estumulare | Il nodo degli incarichi

Ven, 22/10/2021 - 17:33

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Pacificare la città è l’obiettivo più arduo del neo sindaco Andrea Sisti che ha trascorso il day after a studiare i regolamenti e lo statuto del palazzo

Pacificare la città è l’obiettivo più arduo del neo sindaco Andrea Sisti (lo sarebbe stato anche per Sergio Grifoni, uscito sconfitto al ballottaggio) che ha trascorso il day after la proclamazione a studiare i regolamenti e lo statuto del palazzo. Probabilmente però è quello più urgente di tutti, senza il quale ben difficilmente la città del festival potrà risollevarsi dall’avvelenamento in cui è incappata e al quale finora non si è trovato antidoto.

Solo alla prova dei fatti il primo cittadino dimostrerà se ha le capacità e la stoffa per far uscire la comunità dalle sabbie mobili. All’orizzonte, ad ascoltare i bene informati, tutta una serie di azioni che se non ben ponderate potrebbero rivelarsi una Caporetto ancor prima di aver preso possesso dell’ufficio.

Riavvolgiamo prima il nastro per tenere bene a mente i numeri: su 30.430 aventi diritto al voto solo 14.399 si sono recati alle urne la scorsa domenica e lunedì, cioè il 47,31%. La maggioranza degli spoletini (16.031) hanno preferito disertare le urne. Dunque quel 53,18% che ha determinato la vittoria del sindaco-agronomo (7.658 voti) rappresenta in realtà appena il 25,16% degli elettori, appena un quarto di città. Dunque alla seconda tornata (la prima aveva registrato 5.581 voti) il neo sindaco ha potuto contare sulla fiducia di ulteriori 2.077 spoletini.

Numeri che lo sconfitto Grifoni vede al ribasso: sostenuto dal 22,15% dell’intera popolazione (6.741 preferenze) ha però incassato 2.429 preferenze in più rispetto a due settimane prima (4.312).

Incrementi di cui è difficile risalire alla paternità di questo o quel partito.

Pacificare, non estumulare

L’idea di pacificare offrendo addirittura la presidenza del consiglio comunale, la seconda carica cittadina, quella che detiene la più importante “agenda lavori”, ad un/una rappresentante della opposizione sarebbe il primo autogoal. Anche lasciarla all’esponente più rappresentativo (Grifoni) o chi da questi indicato, si potrebbe rivelare una mossa a dir poco azzardata: pensate se di fronte ad un ritardo degli uffici o della giunta per la discussione del bilancio, il presidente, anziché guadagnare tempo (anche prendendo qualche “liscebusso” dal Prefetto) convocasse nei termini l’Aula. Per fare uno dei mille esempi.

Ma addirittura pensate, come si vocifera in città e fin qui non smentita, di darla alla superstite dell’ex squadrone Spoleto Futura – Forza Italia, Maria Elena Bececco, sarebbe davvero uno schiaffo anche alla recente storia della città, proprio quella che oggi consente a Sisti di salire sullo scranno più alto.

Oltre ad avvalorare il sospetto che di accordi sotto banco la coalizione di centrosinistra ne avrebbe fatti. E per di più con una forza di centrodestra, la stessa rifiutata da Grifoni che, all’incontro pre-voto a casa della candidata azzurra, aveva ribadito che di accordi e poltrone non se ne sarebbe parlato. Lasciando così di stucco buona parte della delegazione ricevente:  il non rieletto Roberto Ranucci da Pompagnano, che sperava in un assessorato per la Bececco così da poter rientrare tra gli eletti in consiglio e tornare a frequentare gli uffici, e il gelido Giampaolo Fagotto Fiorentini che solo per un soffio ha rischiato di assaggiare un bignè dalle mani dell’esperto (in tema dolciario) Stefano Polinori.

Chiaro quindi che, di fronte a una ipotesi di presidenza agli avversari, la coalizione di centrosinistra abbia già cominciato a rumoreggiare dandosi appuntamento in aula. Almeno su questo Sisti, che a Tuttoggi ha dichiarato di voler avviare lunedì prossimo la convocazione del consiglio, ha fino a 20 giorni di tempo per trovare una quadra.

Ipotesi giunta

Non meno difficile rischia di rivelarsi, alla luce delle dichiarazioni ‘possibiliste’ del primo cittadino, la composizione della prossima Giunta dove almeno un assessorato potrebbe andare ad un’altra forza di minoranza (quella di Cintioli), pronta a fare un nome per l’assessorato allo sport.

Altro aspetto da tenere a mente sono i conflitti di interessi, anche quelli non propriamente economici (che a volte hanno anche conseguenze più devastanti): se ad esempio Lisci e/o la Laureti vorranno entrare in giunta dovranno lasciare il giorno stesso le rispettive segreterie.

Perché di controllori e controllati la città ne ha visti già troppi, di più i danni da questi prodotti. Discorso che non di meno riguarda ogni altra forza che ha vinto, che si chiami M5S, Civici X, Eleggi Spoleto o Ora Spoleto.

Se non si terrà conto di questo, più che di pacificare si rischia di assistere ad una (ennesima) estumulazione di coloro che non hanno prodotto nulla per il bene della città, sperticandosi però sempre a ricercare il proprio strapuntino, alias poltrona.

Ormai è chiaro anche a un non vedente che le continue battaglie, le guerriglie cittadine con continui ribaltoni e fazioni pronte a sposarsi ora con l’uno, ora con l’altro, hanno trasformato Spoleto alla pari di quei Paesi martoriati dalle faide, dove a guadagnare sono sempre i soliti noti. Nomi ben noti anche a Sisti che a questo punto deve decidere se continuare su questa strada oppure, a rischio di dare sicuramente qualche dispiacere alle segreterie perugine, dichiarare che la Guerra è finita. Assumendosene, ovviamente, la responsabilità.

Quando si chiude una Guerra, il massimo che si può concedere ai vinti è l’onore delle armi di cavalleresca memoria: si può lasciare temporaneamente la sciabola al solo comandante (leggasi candidato sindaco), la bandiera resterà comunque in consiglio comunale. Nulla di più. Figurarsi poltrone o posti di comando.

Che i vinti dimostrino prima di avere capacità progettuali e voglia di fare per la città, prima di assegnargli un posto a corte.

Per altri versi la via della pacificazione sembra far sperare bene, a quanto lo stesso Sisti ha annunciato a Tuttoggi, intenzionato a rivedere i poteri della Commissione Controllo e Garanzia da assegnare all’opposizione (finora rimasti a dir poco deboli e di alcuna efficacia), prevedendo la figura dell’Ombudsman o Difensore civico, nominando un consigliere della maggioranza per la verifica dell’attuazione del Programma.

A conferma della volontà di partecipare le proprie decisioni, il sindaco Sisti – a quanto può anticipare TuttOggi.info – ha convocato tutti i dipendenti comunali e delle partecipate, a un incontro che si terrà mercoledì alle 12:00 al Teatro Nuovo – Gian Carlo Menotti.

Idee non certo nuove e che possono aiutare non solo nel rilancio della città a anche a pacificarla, senza dimenticare però la dichiarazione della fine della Guerra.

© Riproduzione riservata – aggiornato alle 18:00

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