Spoleto fulcro di 108 km di pista ciclabile - Tuttoggi

Spoleto fulcro di 108 km di pista ciclabile

Sara Fratepietro

Spoleto fulcro di 108 km di pista ciclabile

Inaugurato il raccordo tra ciclovia Spoleto - Assisi ed ex ferrovia Spoleto - Norcia. Il nodo del completmento e della gestione
Dom, 20/03/2016 - 10:37

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Una pista ciclabile lunga 5 km e che attraversa la città di Spoleto, passando nei pressi della basilica di San Salvatore, patrimonio mondiale Unesco: è il raccordo tra la ciclovia Spoleto-Assisi ed il tracciato della ex ferrovia Spoleto-Norcia inaugurato ieri pomeriggio alla presenza dei rappresentanti dei numerosi enti coinvolti nel progetto. Attraverso questa piccola pista ciclabile urbana l’Umbria può ora godere di un percorso ciclabile lungo, almeno sulla carta, ben 108 km. In realtà all’appello mancano 7 km di ex ferrovia in Valnerina, inglobati dalla strada statale, ed il completamento della ciclovia nella zona di Assisi, dove comunque sono in corso i lavori.

Proprio per chiedere la reale concretizzazione di questo importante progetto, ripristinando interamente la Spoleto-Norcia, è intervenuto il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, che si è appellato alla Regione. Il primo cittadino ha anche voluto rispondere alle polemiche relative al raccordo, in primis la presenza di cordoli a delimitare il percorso ciclo-pedonale: “Sono misure indispensabili per garantire la sicurezza degli utenti”.

Un appello alla Regione, su quanto però riguarda il problema della gestione di questi tracciati, è arrivato anche dall’amministratore unico dell’Agenzia forestale regionale, Giuliano Nalli. “La Regione deve investire risorse sulla manutenzione – ha detto – deve fare ancora un ultimo passo in tale senso”. A presentare nel dettaglio il progetto del raccordo – costato 410mila euro – è stato il direttore dei lavori Andrea Pochini, mentre ad incalzare su ulteriori servizi necessari per i ciclisti (come l’importanza di una velostazione nei pressi della mobilità alternativa) è stato Angelo Velatta, componente gruppo tecnico della rete Bicitalia – Fiab -Miniambiente.

La conclusione, prima del taglio del nastro ufficiale e della “prova” in bici, è stata affidata all’assessore regionale Giuseppe Chianella. “Con l’inaugurazione del raccordo ciclabile fra la ciclovia Spoleto-Assisi e l’ex ferrovia Spoleto-Norcia, – ha detto – oggi aggiungiamo un nuovo tassello alla rete delle ‘vie verdi’ dell’Umbria, confermando l’impegno per lo sviluppo e il collegamento delle infrastrutture di mobilità ecologica così da raggiungere tutti i principali centri della regione. Il tratto urbano si collega anche alla stazione ferroviaria e consente la connessione per chi arriva in treno con bicicletta al seguito. Mette in collegamento i 51 chilometri della ciclovia che unisce le città di Spoleto e Assisi, un percorso tra i più lunghi a livello nazionale ed europeo, con gli oltre 20 chilometri della ex ferrovia recuperati e oggi in esercizio in continuità, che quindi costituisce l’asse ciclabile principale per il territorio della Valle Umbra e della Valnerina”.

“È volontà della Regione Umbria – ha aggiunto, rispondendo alle sollecitazioni – assicurare il completamento del tratto che ora interrompe la continuità del percorso della ex ferrovia, che però costa 3 milioni di euro che non abbiamo ma che vorremmo reperire. Si avrà così a disposizione un itinerario di oltre 100 chilometri a facile percorribilità, che tra l’altro collega due importanti luoghi della spiritualità umbra, quali Assisi e Norcia, connettendo inoltre le aree dei Parchi del Monte Subasio e del Nera con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini”. Per valorizzare il percorso, ha proseguito “va favorito lo sviluppo di una rete diffusa di collegamento dei centri urbani con il sistema ciclovia/ex ferrovia, anche utilizzando il patrimonio della viabilità cosiddetta ‘minore’ costituita da strade locali a bassa o nulla intensità di traffico che abbondano in questo territorio”. Sul fronte della gestione, infine, l’annuncio di incontri con i Comuni per trovare delle formule che coinvolgano i privati: “La Regione da sola non ce la fa”.

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