Spoleto, ex Giunta de Augustinis condannata per condotta antisindacale

Spoleto, ex Giunta de Augustinis condannata per condotta antisindacale

Redazione

Spoleto, ex Giunta de Augustinis condannata per condotta antisindacale

Mar, 13/07/2021 - 12:39

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Ricorso dei sindacati contro il Comune di Spoleto integralmente accolto e contratto integrativo decentrato dichiarato illegittimo dal giudice

Il Giudice del Lavoro di Spoleto, la dottoressa Marta D’Auria, ha condannato il Comune di Spoleto, ovvero la ex Giunta di Umberto de Augustinis, per comportamento antisindacale.

Il dispositivo, depositato lunedì 12 luglio, prevede anche la liquidazione in capo all’ente municipale delle spese legali sostenute dai sindacati che lo scorso gennaio 2021 avevano depositato il ricorso. Si tratta della Cgil Funzione Pubblica dell’Umbria, della Cgil FP di Perugia, della UilPa di Perugia e della CSA Regioni e autonomie locali, tutte assistite dal professore Stefano Giubboni del foro di Perugia.

Comune Spoleto, accordo firmato solo da Cisl

Tuttoggi aveva riportato la causa che le organizzazioni sindacali avevano depositato al Tribunale di Spoleto dopo un estenuante lavoro di trattative per trovare un accordo sul contratto integrativo locale, quello che interessa tutti i dipendenti comunali.

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L’accordo, come si ricorderà, era stato concluso, in modo a dir poco bizzarro, con la sola firma della Cisl territoriale: nessun membro della Rsu lo aveva sottoscritto, così come le altre sigle (Cgil, Uil, Csa). Poteva una sola firma bastare a ritenere legittimo l’accordo?

Non si ha memoria, anche rievocando stagioni di ben più intensa conflittualità sindacale, di controversie intentate nei confronti del Comune, né di casi di così eclatante antisindacalità” aveva commentato il professor Giubboni a TO. Sul caso era intervenuta anche Fd’I con una dura nota nei confronti della Amministrazione De Augustinis, definita “inadeguata anche a livello sindacale“, facendo così riferimento alle altre lamentele che di lì a poco si sarebbero concretizzate con la sfiducia della Giunta e lo scioglimento del Consiglio comunale.

Sindaco e assessore avevano criticato i sindacati

Il Comune di Spoleto da parte sua, con una nota approvata da sindaco e assessore Mazzoli (Forza Italia), aveva respinto le accuse criticando aspramente la posizione del sindacato che avrebbe preferito le “progressioni del personale a pioggia” e respingendo l’ultima proposta sindacale, avanzata in sede di conciliazione in Prefettura, “palesemente illegittima”. Una nota che oggi cozza contro il dispositivo del Tribunale di Spoleto che ha accolto “integralmente il ricorso del professor Giubboni”.

Il dispositivo: contestata la metodologia

Leggiamo alcuni brani del dispositivo per il quale il Giudice Auria non ha ritenuto “necessario assumere i mezzi di prova”.

Del tutto inconferenti le affermazioni del Comune relative a un interesse centrale della parte sindacale ad ottenere emolumenti da distribuire, per lo più, a pioggia. Oggetto della presente causa non è, infatti, la scelta di una o altra tipologia di riconoscimento economico né i criteri per la relativa attribuzione ai dipendenti, ma la metodologia con la quale la parte pubblica è giunta alla stipula dell’accordo che la parte ricorrente ha censurato con la proposizione del presente ricorso”.

Il Giudice passa poi ad esaminare le varie norme e contratti che disciplinano gli accordi a livello decentrato. “E’ imprescindibile la sottoscrizione della RSU. Non può il Tribunale non evidenziare che il Comune di Spoleto ha fin da subito avviato il confronto sulla sola autonoma e minoritaria piattaforma della rappresentanza cislina, e ciò ha fatto pur in presenza della piattaforma, questa maggioritaria, proposta dalla Rsu e dalle altre maggioritarie sigle esterne presenti nella stessa“. Da cui ne consegue che una posizione minoritaria non può determinare, come intendeva de Augustinis, l’adozione di un accordo che coinvolge tutti i lavoratori.

Ricorso integralmente accolto e contratto integrativo decentrato illegittimo

L’amministrazione ha tenuto quindi una “condotta caratterizzata da antisindacalità, avendo operato un uso distorto della sualibertà negoziale, produttivo di un’apprezzabile lesione delle prerogative sindacali dell’organizzazione esclusa dalle trattative per la stipula dell’accordo decentrato….Il ricorso viene quindi integralmente accolto.”.

Il Tribunale di Spoleto, accertata la natura antisindacale della condotta della Giunta, ha quindi dichiarato “illegittimo il contratto integrativo decentrato sottoscritto il 28 dicembre 2020” e ordinato al Comune di “rimuovere gli effetti prodotti dall’accertata condotta antisindacale tramite l’immediata riapertura delle trattative negoziali con l’intera delegazione sindacale rappresentativa degli interessi del personale. Vieta all’Amministrazione comunale di reiterare, in futuro, la stessa condotta accertata quale antisindacale.

Una doccia fredda sia per l’ex sindaco e magistrato di Cassazione, sia per i suoi fedelissimi, tra ex assessori e consiglieri, molti dei quali proprio ieri hanno annunciato il passaggio con Forza Italia al fine di correre per le prossime elezioni amministrative.

Rsu e sindacati scrivono al Comune

E in seguito alla sentenza, si apprende che la R.S.U. del Comune di Spoleto ed i rappresentanti territoriali di FP CGIL, UIL FPL, CSA e USB hanno chiesto formalmente all’amministrazione comunale di riprendere le trattative per il rinnovo del CID e di provvedere al pagamento del salario accessorio di tutti i dipendenti dell’Ente.

© Riproduzione riservata

(Aggiornato alle 12.57)

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