Rappresentanti dell’Amministrazione hanno consegnato lunedì e martedì scorso alle scuole che hanno partecipato al progetto “Monteluco e Monte Fiochi: i tesori Natura 2000” i piccoli lecci allevati da ghiande raccolte nel Bosco Sacro di Monteluco. I piccoli lecci, derivati da seme di provenienza certificata, verranno piantati dagli alunni nei loro cortili a testimonianza dell’importanza della conservazione del patrimonio biogenetico locale.
Le scuole che hanno partecipato sono le seguenti: Liceo Classico, XX Settembre, Liceo Scientifico, Materna Viale Martiri, Media Pianciani, Materna San Giacomo, Elementare San Giacomo, Materna Protte Dante Alighieri.
Con “Monteluco e Monte Fionchi: i tesori natura 2000”, un progetto innovativo per la valorizzazione del patrimonio naturale e lo sviluppo sostenibile, l’amministrazione punta a sensibilizzare e diffondere una consapevolezza ecologica rispetto al valore della Lecceta del Monteluco.
“L'iniziativa ha ottenuto un notevole successo soprattutto grazie all'entusiasmo e alla partecipazione dei bambini – ha dichiarato il Vice Sindaco Stefano Lisci – Al di là delle difficoltà economiche legate alla mancanza di fondi, siamo intenzionati non solo a promuovere l'iniziativa anche il prossimo anno, ma vogliamo fare di questo evento un progetto pilota a livello regionale affinché nel 2013 sia possibile contribuire a realizzare la prima Settimana Ecologica dell'Umbria”.
Tramite la raccolta di ghiande dalla lecceta di Monteluco il CAI Sezione di Spoleto ha consentito a Comune di Spoleto e Azienda Vivaistica Regionale “Umbraflor s.r.l.” di produrre e coltivare 3000 piantine di leccio, che conservano il patrimonio biogenetico tipico della popolazione locale del SIC IT 5210064 Monteluco.
La raccolta è stata effettuata nel novembre 2009 secondo quanto prescritto dalla normativa vigente sulla certificazione della provenienza del seme, sotto la guida di Umbraflor. L’Azienda Florovivaistica Regionale infatti è l’unica sul territorio a garantire la produzione di materiale vivaistico di provenienza specifica certificata, disponendo della licenza vivaistica per il materiale forestale di propagazione, così come prevista dal D.lgs. 386/2003, nonché dotata di certificazione di qualità ISO 9001.