“Un segnale di aiuto dalla città per la città”. Nasce sotto questo auspicio il progetto della città della solidarietà, presentato stamattina in conferenza stampa dal Sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, dal vescovo dell’Arcidiocesi Spoleto-Norcia Monsignor Renato Boccardo, dal presidente dei Lions Giuseppe Cerasuolo, dal direttore generale dell’Asl n.2 Sandro Fratini e dal vicesindaco con delega al sociale Maria Elena Bececco. Accanto a loro tutti i referenti delle associazioni e i medici coinvolti nel progetto, che metteranno a disposizione un’ora a settimana per erogare prestazioni mediche gratuite ai più bisognosi, persone che non potrebbero permettersi di pagare visite specialistiche.
Medici ospedalieri – Il progetto si svolge su due direttrici. La prima coinvolge medici ospedalieri che lavoreranno, per un’ora a settimana appunto, all’interno dei locali del Centro Medico Flaminio. Il protocollo d’intesa, firmato stamani dai diretti interessati, prevede un periodo ‘sperimentale’ di 4 mesi, che con tutta probabilità si rinnoverà con un’offerta ulteriormente implementata. A sostenere i costi saranno i Lions di Spoleto, che con entusiasmo hanno aderito ad un progetto “in cui crediamo davvero tanto”, ha affermato il presidente Cerasuolo.
Liberi professionisti – Parallelamente al servizio offerto dai medici ospedalieri partirà quello dei liberi professionisti, tra cui diversi dentisti, che riceveranno i pazienti direttamente nei loro ambulatori privati. Una decina quelli che hanno già dato la propria disponibilità, “ma speriamo che questo gruppo si allarghi presto– ha sottolineato l’assessore Bececco -. Quello di oggi è solo il primo sassolino gettato nello stagno, vogliamo dare un segnale di cambiamento forte, trasmettere a tutti coloro che sono in difficoltà, che si ammalano dopo aver perso il lavoro e non poter fare più fronte alle esigenze della propria famiglia, che le istituzioni gli sono vicine”.
Sempre più italiani alla Caritas – Che i bisognosi siano in aumento, in questa difficilissima congiuntura economica, non è certo una novità. Il vescovo l’ha ricordato affermando che sono sempre di più gli spoletini che si rivolgono alla Caritas perché non arrivano a fine mese. “Dobbiamo far capire ai cittadini che l’attenzione nei loro confronti è costante – ha sottolineato Monsignor Boccardo – perché solo immettendo la solidarietà nel tessuto sociale una società può sperare di avere un futuro. Al contrario quelle che si nutrono di cinismo ed egoismo sono destinate a morire”.
“Il contagio della solidarietà” – La Caritas diocesana avrà un ruolo fondamentale nel progetto, perché insieme ai servizi sociali del comune di Spoleto individuerà di volta in volta, sulla base delle singole richieste, le persone più bisognose di assistenza sanitaria. Per evitare confusioni l’amministrazione ha deciso inoltre di occuparsi in questa prima fase dei soggetti con un indicatore ISEE al di sotto dei 4.500 euro. “Una soglia davvero bassa – ha commentato il vicesindaco – ma al di sotto della quale vivono purtroppo sempre più nuclei familiari”. “La relazione con la persona sarà senz’altro al centro del progetto – ha sottolineato il direttore della Caritas Giorgio Pallucco – mi auguro che questo solidarietà si trasmetta per contagio”.
“Progetto nato 3 anni fa” – ‘Contagio’ che sembrerebbe già essere iniziato perché, come ha annunciato l’avvocato Roberto Calai, che in qualità di presidente del Rotary è parte in causa del progetto, “ci sono già degli avvocati pronti a mettersi a disposizione delle persone più in difficoltà per offrire loro assistenza legale gratuita”. Anche il sindaco l’ha ribadito: “La città della solidarietà è cominciata 3 anni fa con le lezioni pomeridiane che un gruppo di docenti (tra cui lo stesso primo cittadino, ndr) ha cominciato ad impartire gratuitamente agli studenti più in difficoltà. Quello che inauguriamo oggi può essere considerato il secondo troncone del progetto, a cui senz’altro ne seguirà un altro con l’aiuto degli avvocati. Aiutare i più bisognosi era il primo punto del nostro programma elettorale – ha proseguito Cardarelli – e nonostante qualche buontempone si diverta a sbandierare in giro che noi non manteniamo le promesse oggi ci sono i fatti a parlare. I problemi dei più deboli sono gli unici che mi tolgono il sonno”.
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