Spoleto, Convegno Lions su "L’Umbria e il terremoto Prevenzione e recupero del patrimonio culturali" - Tuttoggi

Spoleto, Convegno Lions su “L’Umbria e il terremoto Prevenzione e recupero del patrimonio culturali”

Redazione

Spoleto, Convegno Lions su “L’Umbria e il terremoto Prevenzione e recupero del patrimonio culturali”

Nuove opportunità lavorative per i giovani | Sabato 12 maggio alle ore 10 a Palazzo Mauri
Gio, 10/05/2018 - 12:41

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Spoleto, Convegno Lions su “L’Umbria e il terremoto Prevenzione e recupero del patrimonio culturali”

Il convegno promosso dal Lions Club Spoleto si prefigge lo scopo di mantenere alta l’attenzione sulle problematiche legate agli ultimi eventi sismici del 24 agosto 2016 e successivi, che hanno colpito le aree a ridosso della dorsale dell’Appennino centrale, in particolare i monti Sibillini e il gruppo della Laga – Gran Sasso, interessando quattro regioni: Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo.

All’attività di recupero svolta dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact), Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione civile e associazioni di volontariato hanno concorso le Regioni, i Comuni e le Diocesi. A Spoleto nella località Santo Chiodo, dopo la crisi sismica del 1997, è stata realizzato il Deposito dei beni culturali, ultimato nel 2008, con l’obiettivo di dotare il territorio di una struttura antisismica, fornita di adeguate attrezzature nella quale sono ospitate le opere d’arte e arredi (per un totale di circa 6.000), recuperate da Chiese, musei e palazzi comunali oltre a reperti archeologici, campane, pietre con affreschi di S. Salvatore e Sant’Eutizio e i ferri chirurgici di Preci.

Sempre a Spoleto sono stati trasferiti gli archivi e le biblioteche di Norcia e Preci, rispettivamente presso la Sezione di Archivio di Stato e la Biblioteca comunale G. Carducci. Tutti questi beni recuperati dovranno per la gran parte essere sottoposti ad attività di restauro e catalogazione, e quindi la necessità di formare personale altamente specializzato che dovrà collaborare con le figure professionali già impegnate sul campo quali storici dell’arte, restauratori, archeologi, archivisti e bibliotecari.

Altri professionisti quali ingegneri, architetti, urbanisti, geologi, dovranno occuparsi del recupero e della ristrutturazione degli edifici sia pubblici che privati.

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