Spoleto, assalto a Sisti, maggioranza diserta l’aula | Opposizioni “Patto indietro, altro che avanti; sindacatura finita” | Ecco perché - Tuttoggi.info

Spoleto, assalto a Sisti, maggioranza diserta l’aula | Opposizioni “Patto indietro, altro che avanti; sindacatura finita” | Ecco perché

Redazione

Spoleto, assalto a Sisti, maggioranza diserta l’aula | Opposizioni “Patto indietro, altro che avanti; sindacatura finita” | Ecco perché

Gio, 22/01/2026 - 22:40

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La maggioranza di Spoleto, a trazione Pd-M5S-Civici-Ora Spoleto, lancia l’assalto al Sindaco Andrea Sisti e diserta in segno di protesta il consiglio comunale sperando che il monito arrivi al primo cittadino forte e chiaro la cui reggenza è sempre più in bilico con il rischio di trascinare nel baratro quel campo largo che era partito proprio da Spoleto con la vittoria del sindaco agronomo e, a seguire, dell’altra Vittoria (Ferdinandi, a Perugia) e Proietti a Palazzo Donini. Che proprio l’altro giorno al 110 Caffè hanno festeggiato il primo compleanno che nel capoluogo avevano preferito ribattezzare come “Patto avanti” invitando, tra gli altri, proprio il fautore del “Campo largo”, Sisti appunto, responsabile anche della Lista civica Civici Umbri. Non ha fatto in tempo a commentare il festeggiamento “Siamo un laboratorio che deve essere utile alle persone”) che dopo 24 ore lo hanno scaricato tutti proprio nella “sua” città. Se non tutti, quasi.

Perché l’avvertimento al sindaco era arrivato già questa mattina, nel corso dei lavori della Giunta, quando il vice sindaco Chiodetti, stando ai bene informati, aveva annunciato che il partito democratico del segretario-consigliere regionale Stefano Lisci non avrebbe partecipato ai lavori pomeridiani. Una posizione condivisa da M5S e OS: ai Civici umbri (Maso e Filippi, Alleori assente giustificato) non è rimasto altro da fare che accodarsi per evitare che anche la semplice presenza nell’assise potesse equivalere ad una ulteriore crepa dentro la maggioranza.

Per la verità molti erano fuori dell’aula – come mostra il fermo immagine qui sotto in cui si intravedono, tra gli altri, il presidente del consiglio Trippetti e il pentastellato Bonanni – a rafforzare la “messa in mora” del sindaco.

Ad aprire i lavori spetta così al vice presidente Sergio Grifoni che, mezz’ora dopo la prima chiamata, rifarà l’appello: in aula solo 8 dei 10 consiglieri di opposizione (di Alleanza civica, Insieme per Spoleto, Lega, Spoleto2030, assenti giustificati quelli di Fd’I e Spoleto futura). Il numero legale non c’è, si può tornare a casa in un quadro che si fa ormai da quasi due anni sempre più desolante, al limite della decenza.

Le motivazioni dell’assalto non sono state rese note dai “rivoluzionari”, con buona pace della sempre invocata trasparenza; anche se si può comprendere (non giustificare) che spiattellare in pubblico tutto quello che non va, equivale a un boomerang pari a un suicidio politico.

Qualcosa però trapela da viale Trento e Trieste, storica roccaforte dei dem, come pure a leggere i comunicati delle opposizioni: sul piatto della bilancia, in primis, c’è la mancata presentazione del Bilancio preventivo 2026 – argomento di cui Sisti si è sempre dichiarato esperto tanto da mantenerne la relativa delega – la cui scadenza naturale è fissata al 31 dicembre (prorogata dalla Conferenza Stato-Città al 28 febbraio) e che assessori, partiti e liste civiche vorrebbero conoscere e discutere. Ma che Sisti tiene chiuso nel cassetto a doppia mandata condividendolo verosimilmente solo con la fedelissima dirigente finanziaria Tedeschi: la maggioranza può aspettare, lo conosceranno a tempo debito, se necessario anche solo qualche giorno prima della approvazione. Prendere o lasciare. Non solo. Non va giù l’immobilismo su Prg, Agenda urbana, il Piano scuole e i faraonici progetti di dubbio ritorno economico (come il costruendo palasport da 400 posti, l’area attrezzata di Monteluco, i campi sportivi di via Marconi), la gestione del personale, quella delle società partecipate (vedasi l’indagine sulle Farmacie comunali, i problemi dell’ASe) per non parlare delle nuvole che si vanno addensando sulla Fondazione Festival che lo stesso Sisti presiede e di cui Tuttoggi darà conto nell’edizione di domani. A ciò si aggiunga che l’esposto inviato dall’opposizione di centrodestra e centrosinistra alla Corte dei Conti dell’Umbria sui presunti debiti fuori bilancio, rischia di riportare la città a un disavanzo già vissuto poco più di un decennio fa.

Finito qui? Pare proprio di no, perché tra le battaglie in corso, come conferma in qualche modo anche l’opposizione, ci sarebbe quella per la prossima sindacatura: con Sisti deciso a bissare, forte sembra anche dell’appoggio del pd regionale, e i dem lisciani convinti a una sostituzione che, di giorno in giorno, si indirizzerebbe sempre più a ricercare un “esterno”, tanto sentirebbero scendere il consenso per un esponente dell’attuale giunta. Insomma si starebbero per frantumare progetti (e ambizioni) di una candidatura per lo scranno più alto sia del Vice Chiodetti che dell’assessore Cesaretti, più fedele alle posizioni del segretario cittadino. Resta la proposta per Marco Trippetti, più una “speranza” visto che il diretto interessato ha sempre rifiutato un proprio impegno per la guida della città. Anche se da più parti, sfumata la sua più qualificata candidatura in Regione, poi quella per un incarico di vertice in sanità, si parla di un possibile coinvolgimento per uno seggio alle prossime politiche.

Intanto la città vive uno dei momenti più difficili per economia e occupazione. Una piccola riprova la si è avuta la scorsa settimana con la consegna di 8 appartamenti di edilizia popolare: a dispetto del passato, sono ben 6 le famiglie di spoletini risultate assegnatarie, 2 quelle straniere.

Opposizione: “Patto indietro, altro che avanti”

Laconico quanto sferzante la nota emessa già nel pomeriggio dai consiglieri Diego Catanossi, Alessandra Dottarelli, Sergio Grifoni, Paolo Imbriani e Gianmarco Profili: “questo pomeriggio Spoleto ha toccato un punto di non ritorno: il Consiglio comunale va deserto per l’assenza totale dei consiglieri del Patto Avanti Spoletino. Un atto grave, che svilisce le istituzioni e offende la città. La maggioranza è paralizzata da faide interne, ormai esplose anche contro il Sindaco Sisti. Con le elezioni che si avvicinano, le lotte di potere hanno definitivamente sostituito il governo della città. Non ci interessa il toto-Sindaco. Ci interessa Spoleto, ferma da mesi, senza guida e senza programmazione. Il Comune non ha ancora approvato il bilancio di previsione né il DUP 2026–2028. Nessuna certezza sulle risorse per A.Se., nessuna strategia per sostituire i dirigenti in uscita, progetti strategici bloccati, compresi quelli di Agenda Urbana. Mentre la città si ferma, il Patto Avanti Spoletino continua a litigare. I ritardi sul bilancio non sono più spiegabili: sono irresponsabili. La verità è una sola: questa situazione è indegna. Spoleto merita un’amministrazione presente, seria e concentrata sui problemi reali, non una maggioranza impegnata solo nelle proprie guerre interne. Mentre a Perugia si riunisce il Patti Avanti, a Spoleto si palesa il Patto Indietro”

IpS: “maggioranza si sbriciola e fugge dal Consiglio”

Non meno teneri i consiglieri di Insieme per Spoleto (Cintioli, Loretoni e Piccioni), pur ricordando di aver offerto “aiuto concreto (alla maggioranza) per il bene della città, pur trovando chiusure ostili”. Leggiamo: “La farsa è finita: la maggioranza di PD, Civici e Movimento 5 Stelle implode davanti agli occhi attoniti della città! Dopo aver chiesto e ottenuto nello scorso Consiglio Comunale la modifica dell’ordine dei lavori i loro consiglieri non partecipano al Consiglio Comunale e lasciano l’aula deserta. Non è solo irresponsabilità, è un’autodemolizione spettacolare: litigi interni, tradimenti reciproci e una maggioranza ridotta in macerie! Eppure sia il Sindaco che alcuni consiglieri di maggioranza erano presenti nella sede comunale. Da inizio consiliatura, il gruppo “Insieme per Spoleto” ha offerto con lealtà e senso di responsabilità un aiuto concreto per il bene della città, ma ha sempre trovato chiusure ostili, dettate più da ripicche personali che da distanze politiche vere.

Basta ipocrisie, questa non è coalizione, è un circo che boicotta la città per coprire le faide intestine.

Questa è una messa in scena già vista in passato e della quale non vogliamo far parte. I problemi relativi all’occupazione, alla sanità ed alla sicurezza continuano ad essere non affrontati. Dopo la mancata presentazione, ad oggi, del bilancio 2026 crediamo che questa sindacatura sia ormai finita e al fine di ridare alla città piena rappresentanza riteniamo che sia giunto il momento che il sindaco rassegni le dimissioni per andare a nuove elezioni. C’è bisogno di una nuova classe dirigente, seria e preparata, che abbia l’unico obbiettivo di operare per il bene comune e non per piccoli privilegi. Sarebbe ora che le forze di maggioranza, o il sindaco con un sussulto di coraggio, prendano atto che le crepe sono voragini e non si può continuare questa farsa”.

(Franca Barozzi)

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