Spoleto, arrestato il 4° uomo della rapina all'Ufficio Postale di San Martino in Trignano - Tuttoggi

Spoleto, arrestato il 4° uomo della rapina all’Ufficio Postale di San Martino in Trignano

Redazione

Spoleto, arrestato il 4° uomo della rapina all’Ufficio Postale di San Martino in Trignano

Operazione congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato di Spoleto che smascherano l'ultimo componente della banada del colpo di luglio 2014
Sab, 31/01/2015 - 11:09

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Venerdì pomeriggio, 30 gennaio,  gli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia di Spoleto, insieme al personale della Squadra anticrimine del Commissariato di Polizia hanno dato esecuzione a un Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere per rapina pluriaggravata.

Il reato è quello del  4 luglio 2014, quando  intorno alle 10,00 del mattino tre malviventi con volto nascosto da passamontagna, hanno fatto irruzione all’interno dell’Ufficio postale di San Martino in Trignano e, minacciando i presenti, si sono fatti consegnare 10mila Euro in contanti, prelevati dalle casse e dalla cassaforte dell’ufficio. In particolare il primo dei rapinatori, impugnando un coltello, intimava ai dipendenti la consegna del bottino, mentre i complici lo aiutavano controllando i clienti presenti nella sala. Rapidissimo il colpo messo a segno dalla banda, che si è poi data alla fuga a bordo di un’auto rubata.
Immediato l’intervento dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Spoleto e degli uomini della Squadra Anticrimine del locale Commissariato di Polizia, che in tempi rapidissimi, hanno ricostruito la dinamica del fatto e raccolto i primi elementi utili all’identificazione del possibile “basista”. L’indagine ha consentito, ricostruendo a ritroso il percorso effettuato dai malviventi, di trovare abbandonata poco distante l’auto utilizzata per il colpo, mezzo che risultava rubato a Perugia due giorni prima. Nella campagna circostante gli investigatori hanno ritrovato anche armi e capi d’abbigliamento utilizzati per compiere il delitto. Percorrendo ancora la probabile via di fuga sono state raccolte alcune testimonianze che hanno consentito di focalizzare l’attenzione su soggetti residenti a Perugia e legati in qualche modo allo spoletino, sui quale si erano concentrate le prime intuizioni investigative.
La dinamica della rapina- I rapinatori, si erano recati con due autovetture in una zona vicino all’obiettivo da colpire e, con l’ausilio del basista avevano messo a segno il colpo, utilizzando una Fiat Uno rubata qualche giorno prima. Gli stessi si erano dileguati poi con il bottino di 10mila Euro e avevano provveduto a sostituire l’autovettura in luogo poco distante. Sempre guidati dal basista, percorrendo vie interne e di campagna poco transitate, si erano allontanati in direzione Perugia.
Alla luce di tutti gli elementi acquisiti e sotto la direzione della Procura della Repubblica di Spoleto, Polizia e Carabinieri  hanno iniziato una serie di  intercettazioni telefoniche che, unite ai tradizionali metodi d’indagine ha consentito di individuare altri due rapinatori. Un’attenta analisi degli spostamenti effettuati dai soggetti monitorati nei giorni immediatamente precedenti al delitto ha permesso di capire  che proprio i due erano gli  autori anche del furto dell’autovettura Fiat Uno avvenuto il 2 luglio in una zona centrale di Perugia.
Il 3 novembre 2014 il GIP del Tribunale di Spoleto ha accolto la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero, che ha coordinato le indagini, emettendo ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di rapina e furto dell’autovettura, entrambi pluriaggravati in concorso, a carico di R.G., B.P. e M.P.M, tutti italiani con precedenti specifici, residenti nella Regione. Ed è del 5 novembre l’esecuzione delle tre misure di custodia da parte della polizia giudiziaria.
Il quarto uomo- Gli investigatori hanno però proseguito le indagini, con lo scopo di individuare e assicurare alla giustizia anche il quarto componente della banda, ovvero di colui che per ultimo era entrato all’interno dell’Ufficio postale. Dalle caratteristiche fisiche del soggetto ricavate dalle immagini della videosorveglianza, la polizia giudiziaria ha iniziato a monitorare alcuni soggetti legati all’ambiente delinquenziale di appartenenza dei tre già raggiunti dai provvedimenti di custodia. L’analisi dei tabulati di traffico telefonico, unito ad alcune testimonianze, ha consentito di costruire un castello accusatorio solido a carico di B.A., di 62 anni, anch’egli residente a Perugia e pregiudicato per reati analoghi. L’uomo, nel pomeriggio del 30 gennaio è stato quindi tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Spoleto, che accoglieva in toto le richieste formulate dal Pubblico Ministero.

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