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Spi Spoleto si mobilita in difesa degli oltre 12mila pensionati del territorio

Redazione

Spi Spoleto si mobilita in difesa degli oltre 12mila pensionati del territorio

Solo in 700 percepiscono pensioni al di sopra dei 2.000 euro netti mensili, l’85% si colloca al di sotto dei 1.200
Dom, 15/12/2019 - 17:18

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Spi Spoleto si mobilita in difesa degli oltre 12mila pensionati del territorio

Si è svolto a San Giovanni di Baiano il direttivo della Lega Spi-Cgil, che organizza oltre 3.000 pensionati. Nel corso della riunione, aperta dal segretario spoletino Ladislao Cerasini, e che comprende anche i Comuni di Campello, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi, si è esaminata la condizione difficile che vivono gran parte degli anziani, valorizzando al tempo stesso le iniziative promosse sulla sanità e sullo spostamento dello sportello del cittadino.

Nel corso della riunione, che ha visto anche l’intervento del Responsabile di zona Cgil Angelo Scatena e le conclusioni di Mario Bravi, segretario Provinciale Spi Cgil Perugia, si è sottolineata l’esigenza di ridare potere di acquisto alle pensioni, che nel corso degli ultimi anni sono state erose del circa il 20%. Infatti il problema è molto forte anche nel territorio di Spoleto: sui 12.000 pensionati del territorio solo 700 percepiscono pensioni al di sopra dei 2.000 euro netti mensili, mentre l’85% ci colloca al di sotto dei 1.200 euro mensili.

Per tutti questi motivi lo Spi di Perugia aderisce con convinzione al presidio che Spi-Fnp e Uilp hanno organizzato per martedì 17 dicembre a Perugia, di fronte alla Prefettura, e all’iniziativa che si svolgerà venerdì 20 dicembre a Roma, di fronte alla Camera dei Deputati. Inoltre lo Spi Cgil è impegnato a riaprire il confronto con le amministrazioni comunali del territorio a partire dal Comune di Spoleto, per effettuare una contrattazione sociale che tuteli la condizione delle persone più deboli. Infine si è ritenuto necessario un confronto tra tutte le parti sociali e istituzionali per costruire un ‘Progetto Spoleto’, che faccia uscire la quarta città dell’Umbria dalla crisi economica e sociale che la attraversa e crei le condizioni per superare l’isolamento che l’ha colpita anche sul terreno delle infrastrutture.

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