SI CELEBRA A FOLIGNO LA MEMORIA DEI 105 VOLONTARI COMBATTENTI PER L'UNITA' D'ITALIA (foto) - Tuttoggi.info

SI CELEBRA A FOLIGNO LA MEMORIA DEI 105 VOLONTARI COMBATTENTI PER L'UNITA' D'ITALIA (foto)

Redazione

SI CELEBRA A FOLIGNO LA MEMORIA DEI 105 VOLONTARI COMBATTENTI PER L'UNITA' D'ITALIA (foto)

Mar, 06/04/2010 - 15:29

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Per Foligno, il 7 aprile è una data, che collega la città ad avvenimenti storici di livello nazionale. La vicenda riguarda 105 giovani folignati partiti volontari da Colle S. Lorenzo il 7 aprile 1848, per combattere da patrioti nel Lombardo Veneto la prima guerra d'indipendenza contro l'Austria.

La storia di quegli eroici concittadini è documentata con tanto di nomi e cognomi da Bernardino Lattanzi nel suo libro “Storia di Foligno dal 1814 al 1860 – vol. V” e da Anna Daniele nella sua pubblicazione “Uno per tutti, tutti per uno“.

Per di più, c'è anche il rappresentativo dipinto del pittore Benedetto Pizzoni, che ritrae i volontari a Colle S. Lorenzo, mentre salutano genitori, mogli e fidanzate, con le autorità cittadine che li salutano in uno sventolio di bandiere tricolori. A rendere più solenne la scena, c'è anche un S.Feliciano benedicente che appare all'improvviso in uno scorcio di nuvole.

“Mentre si avvicina il 150 ° anniversario dell'Unità d'Italia – ha dichiarato il sindaco Nando Mismetti – credo sia doveroso ricordare quell'eroica pagina di storia, che vide in prima linea valorosi giovani concittadini, battersi per l'indipendenza del nostro Paese contro l'esercito austriaco”.

La ricorrenza del 7 aprile si riferisce ai 105 giovani folignati, che sull'onda emozionale delle 5 giornate di Milano (18 – 22 marzo 1848) e della successiva entrata in guerra del Piemonte contro l'Austria (26 marzo 1848), decisero di partire volontari al fianco dei piemontesi.

Mossi dal desiderio di partecipare attivamente alla guerra per l'indipendenza d'Italia, quei giovani si arruolarono come volontari, seguendo la colonna di guardie civiche ed altri volontari partiti da Roma alla fine di marzo, alla volta del confine di Modena, con tanto di benedizione ecclesiale.

La spedizione folignate, guidata da Feliciano Rutili, venne finanziata da molti benestanti della città, dal Capitolo della Cattedrale e da alcuni conventi, i quali collaborarono alla causa italiana, fornendo il necessario denaro per l'acquisto di armi, di munizioni e di vestiario per i combattenti

Le varie fasi della prima guerra d'indipendenza sono ormai note, comprese le indecisioni dei militari, la marcia indietro dei piemontesi e del papato, le pesanti sconfitte, tra cui quelle di Vicenza e Custoza.

Ed è proprio a Vicenza che il 10 giugno 1848 alcuni folignati, come Luigi Marini e Filippo Angeli persero la vita, combattendo contro gli austriaci.

Il 9 agosto 1848, Piemontesi e Austriaci firmarono l'armistizio di Salasco; la guerra si concluse con una pesante sconfitta e i sogni di liberare la penisola dallo straniero vennero rinviati al futuro.

Dopo tale disfatta, i volontari folignati, distrutti moralmente e in pessime condizioni di salute per le fatiche della guerra e per il lungo viaggio, tra mille peripezie fecero ritorno nella propria città, accolti una società che mal considerò quella loro azione patriottica.

Per seguire i propri ideali, molti avevano abbandonato il lavoro, spesso l'unico sostegno della famiglia; al rientro a Foligno, oltre ad una diffusa miseria economica, trovarono anche il biasimo.

Il 7 aprile 1848 erano partiti carichi di speranze con tanto di benedizione, ma ad agosto, quelle stesse persone, senza alcun valido motivo si erano guadagnate lo sdegno e il disprezzo dei rappresentanti di quella stessa società che prima li aveva mandati a combattere e poi li aveva rinnegati.

Per loro non ci fu altra strada che l'esilio o di rigettarsi nella mischia, pochi mesi dopo, come alcuni fecero, per combattere ancora una volta eroicamente in difesa della Repubblica Romana.

Per ricordare la vicenda di quei giovani, il Comune di Foligno due anni or sono ha fatto apporre una lapide marmorea a Colle S. Lorenzo, che ha inteso recuperare la memoria storica dell'evento.


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