Servizi sociali, arriva il giro di vite

Servizi sociali, arriva il giro di vite

Todi, nuovo regolamento Isee e controlli sui beneficiari delle prestazioni. Ecco cosa cambia

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Proporre un nuovo sistema di welfare sociale a più ampio respiro che permetta di superare appieno l’approccio assistenzialista e, nel contempo, avviare misure incentrate non più sull’individualismo ma su tutto il tessuto familiare”. Questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale di Todi che ha avviato un percorso che vuole “arrivare alla revisione del regolamento per l’accesso ai servizi sociali” e “aprire, inoltre, un dibattito sulle modalità di assegnazione delle case popolari”. Con un punto di partenza: strutturare un “nuovo regolamento per l’applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee)”.

A fine febbraio amministrazione e sindacati hanno avuto un primo faccia a faccia, funzionale all’individuazione dei margini di manovra per compiere questo passo che dovrebbe consentire di “adottare uno strumento che permetta di promuovere equità sociale e che non livelli le prestazioni ed i servizi solamente sulla base della situazione economica”, fanno sapere da palazzo dei Priori.

Al di là della forma, la sostanza di questa innovazione consisterebbe nel garantire il rispetto delle regole da parte di tutti quei cittadini che, proprio attraverso l’Isee, usufruiscono dei servizi e delle agevolazioni messi in campo dal Comune.
La novità di rilievo riguarda la certificazione relativa al possedimento – o meno – di proprietà immobiliari. In modo particolare, il regolamento che si sta costruendo dovrebbe prevedere una serie di strumenti di verifica che consentiranno di accertare la veridicità delle autocertificazioni prodotte contestualmente alla redazione del modello Isee, sia per i cittadini italiani che per gli extracomunitari.

Una modifica sostanziale, che dovrà prevedere l’adozione di sistemi che garantiscano anche un dialogo con le autorità dei Paesi di provenienza e permettere di accertare che i documenti prodotti corrispondano alla realtà. Concretamente, la dichiarazione relativa agli immobili dovrebbe essere prodotta dai Consolati dei Paesi di provenienza. In mancanza di autocertificazione, l’Isee non sarà valido.

Altro importante passaggio sarà quello di “rafforzare il sistema dei controlli – spiegano dal Comune – riducendo le situazioni di accesso indebito alle prestazioni agevolate, attraverso una organizzazione di verifiche particolareggiate e declinate, come per altro ampiamente previsto dal DPR 445/2000”.

La prossima tappa del percorso prevede un nuovo faccia a faccia tra Comune e sindacati il prossimo 20 marzo, “per la conclusione e la definizione di questo regolamento, che sarà un primo punto fermo per garantire l’equità di accesso alle prestazioni agevolate per le famiglie che stanno vivendo un momento di difficoltà economica”.

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