Sciopero Polizia locale, “figli di un Dio minore” | Anche l’Umbria protesta a Roma - Tuttoggi

Sciopero Polizia locale, “figli di un Dio minore” | Anche l’Umbria protesta a Roma

Carlo Ceraso

Sciopero Polizia locale, “figli di un Dio minore” | Anche l’Umbria protesta a Roma

Lulli "tanti datori che riversano compiti sulla PL, ma nessun riconoscimento". Rapastella "discriminati rispetto a Forze polizia a ordinamento civile"
Dom, 23/06/2019 - 18:18

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Anche gli agenti della Polizia locale dei comuni dell’Umbria aderenti alla CSA (Coordinamento sindacale autonomo) hanno aderito alla grande manifestazione avvenuta a Roma, in piazza Santi Apostoli, nel quadro delle iniziative dello sciopero nazionale indetto per riformare la Legge quadro 65/1986.

Sul palco è stato il Coordinatore del Csa Stefano Lulli a fare il punto della situazione e a chiedere una velocizzazione della discussione in Commissione Affari Costituzionali  l’auspicata riforma legislativa. “Non dimentichiamo mai che i Corpi e Servizi della Polizia locale dei Comuni” ha detto Lulli “hanno tanti datori di lavoro, dai sindaci al Ministero dell’Interno ai Prefetti, che riversano sulla categoria ogni incombenza anche di ordine pubblico al pari delle Forze di Polizia a Ordinamento civile, senza alcun riconoscimento giuridico e contrattuale”.

Lulli ha quindi rivendicato quattro punti: la collocazione del personale in regime di Diritto Pubblico, art. 3 D.Lgs. 165/2001, con carriere del personale e della dirigenza; il riconoscimento delle disposizioni contenute ex art. 5 D.P.R. 27/03/1984, ovvero indennità pensionabile; il ripristino pieno, al pari del personale del comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico, di quanto abrogato ex art. 6 del d.l. n. 201/2011 convertito in legge n. 214/2011; l’armonizzazione al regime previdenziale generale dei trattamenti pensionistici del personale militare, delle forze di polizia e del corpo nazionale dei vigili del fuoco.

La Legge 65 è vecchia ormai di 33 anni” spiega Fabio Rapastella, coordinatore del CSA per il comprensorio spoletino “non più cogente al progressivo mutamento sociale ed alle necessità in materia di sicurezza urbana e integrata dove gli operatori di Polizia Locale non hanno uno status giuridico e contrattuale adeguato al proprio ruolo ed alle proprie funzioni. I nuovi decreti in materia di sicurezza e le maggiori aspettative dei cittadini impongono un cambio di rotta in materia di tutele e retribuzioni degli operatori altrimenti equiparati ai dipendenti comunali e provinciali. Il CSA chiede  di avere tutele adeguate, un chiaro status giuridico e un’area di contrattazione esclusiva; richieste del tutto normali in un paese civile, ma che nel nostro hanno bisogno di essere ricordate con svariati scioperi e manifestazioni. Le nostre rivendicazioni sono state presentate anche alle istituzioni del Parlamento Europeo, l’ultima a gennaio scorso, con la Commissione UE che ha inviato una raccomandazione all’Italia rilevando una palese discriminazione delle forze di Polizia Locale rispetto alle altre forze di Polizia dello Stato” conclude Rapastella.

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